di Beppe Cucco
- 06 October 2020

Novità 2021, vi sveliamo in anteprima le moto in arrivo

Senza Eicma e Intermot quest’anno le Case presenteranno le novità 2021 in ordine sparso. Vi anticipiamo alcune delle nuove moto e dei nuovi scooter che verranno svelati nei prossimi mesi. Foto spia, disegni e dettagli tecnici delle novità più gustose

1/26

Triumph Trident 2021

Con il Coronavirus che ha obbligato gli organizzatori dei Saloni a cancellare Intermot ed Eicma 2020, quest’anno le case presenteranno le proprie novità 2021 in autonomia e in ordine sparso. Quali nuove moto e nuovi scooter vedremo? Ancora è presto per dirlo, ma di alcuni dei nuovi modelli 2021 vi abbiamo già mostrato le foto spia, altri sono già stati svelati ufficialmente e altri ancora, invece... sono solo delle supposizioni. Abbiamo deciso di raggrupparle tutte in un unico articolo, che vi anticipa parte delle novità che potrete da qui ai prossimi mesi. Ovviamente, per il 2021 ci aspettiamo anche altre novità oltre quelle che vi elenchiamo qui.

Nelle pagine successive trovate le prime indiscrezioni e le foto spia dei nuovi modelli 2021, in ordine alfabetico (non abbiamo messo i modelli in cui la novità è rappresentata solo da una nuova livrea).

1 di 34

Sfruttando la base tecnica definita dal bicilindrico parallelo di 660 cc, la Casa di Noale apre le porte a una nuova generazione di moto. La prima di queste è la RS 660 (l'abbiamo provata in esclusiva), il cui nome evoca il passato corsaiolo di Aprilia, ma voci di corridoio e alcuni brevetti svelano già l’arrivo della Touareg e della Tuono 660.

L’intento della Casa di Noale è quello di offrire una gamma capace di soddisfare le richieste delle nuove generazioni e così, in linea con questa filosofia, ecco anche la possibilità di salire in sella per chi possiede la patente A2. Ad affiancare la versione a piena potenza ci sarà anche una versione da 95 CV e depotenziabile. A spingere la sportiva resta, ovviamente, l’unità omologata Euro 5 di ultima generazione, ma adattata alle esigenze dettate dal codice in quanto a potenza massima (35 kW). Verrà lanciata sul mercato in parallelo alla sorella con piena potenza, da ottobre 2020, a un prezzo sotto gli 11.000 euro.

1/18

Aprilia RS 660, il nostro test

Aprilia ha depositato il brevetto di una supersportiva che fa dell’innovazione aerodinamica funzionale il proprio cavallo di battaglia. Purtroppo, i disegni che vedete non mostrano altro se non che la casa di Noale sta studiando il modo di spostare il radiatore e ridurne le dimensioni. Come? Sfruttando l’aerodinamica e i flussi d’aria provenienti dal frontale della moto. Attualmente, i radiatori sono posizionati dietro la ruota anteriore, ma questo rende l’aria in entrata “turbolenta”, richiedendo quindi una superficie alettata maggiore per sopperire a flussi deviati da ruota, sospensioni, impianto frenante, ecc.

Quella che vedete nel progetto è una soluzione che cerca di ovviare a questo problema grazie all’inserimento di condotti frontali e alette capaci di portare un flusso d’aria pulito direttamente alla parte da raffreddare. Il brevetto mostra come il sistema, posto ai lati, si muova restando fedele al movimento del telaio, anche in fase di affondo della forcella in staccata. Una maggiore efficienza di raffreddamento permetterebbe nel complesso di ridurre, rispetto a ora, il radiatore, con conseguente risparmio di peso. Una soluzione di questo tipo va incontro anche alle esigenze dei designer, che possono così ridisegnare il frontale della moto e limitarne gli ingombri. Perché non si tratta di una soluzione pensata per la MotoGP? Semplice: l'attuale regolamento non lo permette. Per questo crediamo che Aprilia stia pensando proprio alla nuova RSV4.

1/2

Foto spia apparse sul web ci mostrano il muletto della nuova Tuareg pizzicato su strada durante i collaudi. Esteticamente si nota una moto leggermente diversa da quella vista al Salone di Milano lo scorso anno, ma i dettagli i visibili sono ancora pochi, le fattezze della moto ancora confuse e le foto molto sfocate. L’unica certezza è il propulsore, che sarà lo stesso bicilindrico parallelo messo a punto per sorella sportiva RS 660. Ci aspettiamo, però, una diversa impostazione del motore, al fine di ottimizzare la spinta ai regimi medio bassi.

Quando arriverà? È ancora presto per dirlo…

1/2

Aprilia Tuareg 660 2021 

Presentata lo scorso anno al Salone di Milano come concept, la Tuono 660 si appresta al salto sulle linee produttive e con grande probabilità verrà inserita nella gamma 2021. Si tratta di una naked che condivide gran parte della ciclistica e della tecnica con la sorella RS 660, provata da noi in esclusiva.

La versione nuda della sportiva media di Noale potrebbe arrivare in due versioni: una da 100 CV, come la RS, e una pensata per chi possiede la patente A2. A spingerla sarà il bicilindrico parallelo fronte marcia di 660 cc, unità omologata Euro 5 che deriva dalla bancata anteriore del V4 di 1.100 cc.

Come anticipato, per la Tuono 660 verrà sfruttata la base ciclistica di partenza dell’attuale RS, ma con qualche modifica; come facilmente presumibile, saranno anche le geometrie in sella a cambiare, in favore di una posizione meno carica sull’avantreno e più confortevole. Ora, non ci resta che attendere…

1/6

Aprilia Tuono 660 Concept 2020

La Casa di Noale è al lavoro per il lancio di una moto a tre ruote e ne ha depositato il brevetto. Come vedete nell’immagine qui sopra, ricchissima di dettagli, la moto potrebbe essere già in uno stadio avanzato della sua realizzazione. Stando alle immagini, pare anche che Aprilia abbia sfruttato la base offerta dalla Mana 850 per lo sviluppo di quella che potrebbe a tutti gli effetti diventare la principale rivale della Yamaha Niken.

Le grandi novità, inutile dirlo, sono concentrate nella parte anteriore del veicolo e siamo certi che il brand del Gruppo Piaggio possa sfruttare tutto il know-how acquisito grazie allo scooter MP3, da cui però la nuova tre ruote si discosta decisamente grazie a un nuovo sistema di sospensioni e leveraggi all'anteriore. Con grande probabilità, la piattaforma da cui prenderà vita la nuova tre ruote sarà quella offerta dal 900 cc che oggi equipaggia Dorsoduro e Shiver, ma non ci sentiamo di escludere lo sfruttamento del propulsore 660.

1/4

In vero stile maxi tourer la nuova Benelli 1200 GT è dotata di un grande parabrezza protettivo regolabile elettricamente, carenatura avvolgente, valigie laterali, bauletto posteriore e ampia sella su due livelli (riscaldabile). Sotto a tutto ciò si nasconde un motore a tre cilindri in linea di 1.209 cc raffreddato a liquido derivato dal 1.130 cc utilizzato in passato per Tre-K e Tornado. In questa configurazione il propulsore è in grado di erogare una potenza massima di 134 CV -in linea quindi con la potenza di una BMW R 1250 RT- che permette alla moto di raggiungere una velocità massima di 220 km/h.

Troviamo poi forcella a steli rovesciati KYB e impianto frenante by Brembo, con pinze anteriori monoblocco ad attacco radiale. La sella si trova a 780 mm dal suolo e il serbatoio ha una capacità di 22 litri. Ricca la dotazione di serie, che comprende strumentazione mista digitale-analogica (schermo TFT centrale affiancato da due strumenti analogici per contagiri e tachimetro), fari a LED, prese USB, parabrezza regolabile e specchietti richiudibili elettricamente, sistema di navigazione GPS, impianto audio, sella e manopole riscaldabili, sistema di monitoraggio della pressione dei pneumaticie avviamento keyless.

Resta ora da capire se la nuova Benelli 1200GT arriverà anche nel Vecchio Continente o resterà un modello esclusivo per i mercati asiatici.

1/25

Benelli 1200GT 2020

Benelli ha rivelato che nei propri piani futuri rientra avere in gamma una moto a quattro cilindri di 1.000 cc e una rivisitazione del vecchio tre cilindri di 900 cc. Il piano finale di Benelli è quello di avere una gamma moto con cilindrate comprese tra 250 e 1.200 cc, con motori monocilindrici, a due, tre e quattro cilindri.

Benelli ha esposto i propri piani al Seventeenth China International Motorcycle Exhibition, mostrando al pubblico una diapositiva che illustra chiaramente le quattro famiglie di motori. All’inizio della linea vediamo una gamma di motori monocilindrici raffreddati ad aria nelle cilindrate 250, 380 e 530 cc. Con molta probabilità questi andranno sulle nuove Benelli dallo stile classico, come l'Imperiale, che sarà presentata in versione 530 cc entro la fine dell'anno per affiancare l'attuale 400. Probabilmente vedremo anche una moto a marchio Benelli dell’adventure bike Turismo Sport 250 recentemente presentata da QJMotor.

Salendo, la gamma di bicilindrici paralleli raffreddati ad acqua dell'Azienda comprende già motori di 300, 500 e 750 cc, ma Benelli promette versioni aggiuntive da 400 cc, 700 cc e 900 cc.

Per quanto riguarda i modelli futuri, Benelli ha annunciato che presto presenterà l’adventure bike TRK800 e una "Leoncino Cross" basata sull'attuale Leoncino scrambler.

Benelli reintrodurrà in gamma anche il suo classico motore a tre cilindri, che ha avuto inizio con la Tornado Tre e in seguito ha sfruttato anche sui modelli Tre-K e TNT, prima che l'azienda fosse acquistata da Qianjiang. L'azienda ha già mostrato quel motore in una nuova variante di 1.209 cc nella sua nuova tourer 1200GT, ma ora è stato confermato che la TNT899 verrà rimessa sul mercato, riportando il motore nella variante di 900 cc.

Questo programma di sviluppo così ampio significa che potrebbe passare del tempo prima di vedere il previsto motore quattro cilindri di 1.000 cc che l'azienda ha anche annunciato al Salone. Al momento, l'unico quattro cilindri Benelli è il motore da 600 cc che in passato era utilizzato sulla TNT600i e ora nelle nuove 600RR e SRK600 di QJMotor. Ma Benelli ha annunciato che produrrà anche moto spinte da motori quattro cilindri di 650 cc 1.000 cc. È probabile che il motore 650 sia una versione migliorata del motore esistente, con qualche centimetro cubo in più per compensare i limiti delle norme antinquinamento Euro5. Anche se dobbiamo ancora vedere come sarà il motore a quattro cilindri di 1.000 cc, l'immagine teaser di Benelli ci mostra un’unità identica a quella della vecchia MV Agusta F4 1000, e la partnership appena annunciata tra le società conferma effettivamente che potrebbe essere proprio quel motore a spingere le maxi Benelli del futuro.

1/8

La diapositiva ci mostra i modelli che vedremo nel futuro di Benelli 

Nel 2021 arriveranno importanti aggiornamenti su uno dei modelli Benelli più apprezzati dal mercato. A dimostrarlo è una novità, uscita in Cina, a marchio QJ Motors (proprietario della Casa pesarese), che sfrutta la base offerta dall'attuale TRK 500X: si chiama SRT 500 e vanta illuminazione full-LED, molte novità estetiche, una nuova strumentazione TFT da 5” e un’ergonomia rivista.

A quanto pare, rimane invariato il bicilindrico parallelo di 500 cc, ma la nuova TRK 500X peserà 10 kg in meno sulla bilancia, anche grazie all’arrivo di un forcellone in magnesio e di sovrastrutture riviste. Nuovo l’impianto frenante, affidato a Brembo e dotato di ABS Bosch di ultima generazione. Pensiamo possa essere svelata durante l’autunno, per arrivare nelle nostre concessionarie nella primavera del 2021.

1/3

Bimota presenta la versione definitiva della Tesi H2 motorizzata Kawasaki, la prima moto nata dalla partnership tra Bimota e Kawasaki Heavy Industries Japan (la Casa di Akashi ha acquisito il 49,9% della Factory riminese).

Dalla sportiva di Akashi arriva il motore, il 4 cilindri in linea di 998 cc, sovralimentato tramite un compressore di tipo centrifugo. Il motore ha distribuzione a doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro, lubrificazione a carter umido e raffreddamento a liquido. In configurazione “Bimota” questo motore è in grado di erogare una potenza massima di 231 CV a 11.500 giri/min., che diventano 242 con l’air-box in pressione. Il picco di coppia è di 141 Nm a 11.000 giri/min. Dalla factory riminese arriva, invece, il telaio, quello della Tesi, conosciuto per il forcellone anteriore che sostituisce la tradizionale forcella e da un sistema di sterzata integrato nel mozzo della ruota anteriore; il telaio è in piastre di alluminio ricavate dal pieno con struttura ad omega. C'è poi fibra di carbonio ovunque, numerosi pezzi in alluminio, alette aerodinamiche integrate nel design, sospensioni elettroniche Öhlins, pinze freno Brembo… Qui tutti i dettagli e il video di presentazione.

Sul sito web della casa è ora online il modulo per il preordine della moto, Bimota annuncia che consegnerà i primi esemplari della Tesi H2 a partire dal 1° Ottobre 2020. Dopo il via, le vendite saranno gradualmente ampliate. La produzione della Tesi H2 si svolgerà presso la fabbrica Bimota di Rimini, in serie limitata di 250 unità, ciascuna con targhetta di riconoscimento.

La cifra che dovete scrivere sull’assegno per mettervi in garage una Bimota Tesi H2 è di 64.000 euro. La moto sarà venduta con il silenziatore omologato ed un impianto di scarico in titanio, più altre parti speciali, attrezzi e accessori compresi nel prezzo della moto.

1/37

Bimota Tesi H2

F 750 GS, F 850 GS e F 850 Adventure approdano al 2021 con nuove colorazioni e il miglioramento degli equipaggiamenti, sia di serie che extra. Oltre alle nuove livree, la Casa di Monaco introduce indicatori di direzione a LED, presa USB, ABS Pro e DTC (Dynamic Traction Control) di serie. Il motore è progettato per soddisfare il futuro standard di emissione Euro 5; come in passato: la F 750 GS genera 57 kW (77 CV) a 7.500 giri/min e sviluppa e una coppia massima di 83 Nm a 6.000 giri/min; le F 850 GS e F 850 GS Adventure erogano 70 kW (95 CV) a 8250 giri/min e 92 Nm a 6250 giri/min.

Livree a parte , gli equipaggiamenti extra sono nuovi e aggiornati. Le nuove BMW F 750 GS, F 850 GS e F 850 GS Adventure sono tutte dotate di nuovi optional per le modalità di guida Pro. Come nei modelli GS con motori boxer, una risposta dell'acceleratore rielaborata in modalità di guida DYNAMIC ora assicura ancora più piacere di guida. Inoltre, il controllo dinamico del freno motore e il Dynamic Brake Control (DBC) sono ora disponibili nelle modalità di guida Pro. Altre nuove funzionalità dei Riding modes Pro includono la preselezione di un massimo di quattro modalità di guida per l'assegnazione dei pulsanti sui comandi a destra del manubrio (forniti con l'optional Connectivity nella BMW F 750 GS).

Una sella ribassata e speciali sospensioni saranno disponibili come equipaggiamento optional per tutti e tre i modelli migliorandone l'accessibilità. Gli accessori originali ora offrono il supporto per la BMW F 850 GS e la BMW F 850 GS Adventure per montare il BMW Motorrad Navigator sopra il display TFT standard. Questo supporto era precedentemente riservato esclusivamente ai veicoli impegnati nel GS Trophy. L'equipaggiamento optional "Predisposizione per il dispositivo di navigazione" è ancora disponibile per il posizionamento sul morsetto del manubrio.

Dato che in futuro lo spegnimento completo dell'ABS non sarà più consentito ai sensi delle normative di omologazione legale, le modalità di guida Enduro ed Enduro Pro forniscono controlli adeguati in tale ottica. La funzione ABS può ancora essere disattivata sulla sola ruota posteriore in modalità di guida Enduro Pro (solo per le BMW F 850 GS e BMW F 850 GS Adventure).

1/30

Presentata per la prima volta nel 2016, la piccola GS si aggiorna in vista del 2021. Per riassumere le novità presenti sul nuovo modello vi anticipiamo che la nuova G 310 GS dispone di motore omologato Euro 5, acceleratore elettronico con aumento automatico della velocità di rotazione al minimo, frizione anti-saltellamento e auto-rinforzante, nuovi carter, un inedito faro a LED e nuovi indicatori di direzione, leve regolabili e un design rivisto.

Cliccate qui per tutti i dettagli sulla nuova BMW G 310 GS.

1/18

Non è di certo un segreto che BMW sviluppi le proprie moto di piccola cilindrata in collaborazione con gli indiani di TVS Motor (gli stessi che recentemente hanno comprato anche il marchio Norton Motorcycle). Proprio dall’India arrivano ora le prime foto spia dei muletti delle nuova G 310 R pizzicata su strada durante i collaudi.

A giudicare dal livello di finiture delle moto possiamo ipotizzare che la piccole di Monaco sia in una forma quasi definitiva, quella che con molta probabilità vedremo sul mercato il prossimo anno. Notiamo subito alcune differenze estetiche rispetto alle attuali versioni. Abbiamo un look più moderno, con linee più tese e affilate, e arrivano poi un nuovo faro a LED, un nuovo serbatoio e un nuovo radiatore. Dettagli tecnici non ce ne sono, ma è facile aspettarsi un aggiornamento anche per il motore, in quanto a partire dal prossimo anno tutte le nuove moto dovranno rispettare le norme antinquinamento Euro 5 e la piccola bavarese è attualmente Euro 4. La G 310 R, lo ricordiamo, è spinta da un monocilindrico di 313 cc raffreddato a liquido in grado di erogare una potenza di 34 CV a 9.500 giri/min. con una coppia massima di 28 Nm a 7.500 giri.

Queste però sono solo supposizioni, non ci resta che aspettare i prossimi giorni per saperne di più sulle nuova G 310 R 2021.

1/3

BMW G 310 GS

Fino a poco fa, in Casa BMW la serie “M-Motorsport” raggruppava solo le auto più sportive ed esclusive, cariche di successo nelle corse automobilistiche e rivolte a clienti con esigenze particolarmente elevate in materia di prestazioni, esclusività e personalizzazione. In campo moto il suffisso “M” era stato utilizzato solo per pacchetti di accessori, come il "kit M" destinato all’ultima S 1000 RR, che comprende livrea bianco/rosso/blu, cerchi in carbonio, sella sportiva, kit per regolare l’altezza del forcellone, batteria più leggera e mappa motore dedicata.

Ora però l’esclusività del mondo “M” viene espansa anche al mondo moto, dove la Casa sfrutta il fascino della serie "M-Motorsport” per presentare una nuova e muscolosa gamma di veicoli a due ruote (quelle che fino ad oggi erano le versioni HP). La prima moto ad entrare a far parte di questa famiglia è la nuova M 1000 RR, una versione anabolizzata della supersportiva made in Monaco che si presenta con un biglietto da visita di tutto rispetto: 212 CV, 192 kg e sospensioni e aerodinamica progettate per le massime prestazioni in pista.

Cliccate qi per tutti i dettagli della nuova BMW M 1000 RR.

1/46

BMW M 1000 RR 2020

Nel 2020 i modelli BMW GS festeggiano il loro 40° anniversario e per l’occasione, dopo le nuove livree per F 750 GS E F 850 GS, la Casa di Monaco presenta le nuove R 1250 GS e R 1250 GS, che rispetto al passato diventano ancor più sofisticate e più ricche dal punto di vista della dotazione di serie.

Il bicilindrico boxer resta di 1.254 cc di cilindrata ma riceve l’omologazione Euro 5. Nonostante ciò mantiene inalterati i dati di potenza e coppia, che si attestano rispettivamente a 136 CV a 7.750 giri/min e 143 Nm a 6.250 giri/min. Rispetto alla versione attuale resta invariata tutta la parte ciclistica, vale a dire che all'anteriore troviamo ancora la sospensione Telelever. Di serie arrivano ora alcuni dispositivi pensati per migliorare l’esperienza di guida, come il Dynamic Traction Control (DTC), la nuova modalità di guida "Eco" e il BMW Integral ABS Pro. Si allunga la lista degli optional, che ora comprende anche Hill Start Control Pro (HSC Pro) e nuovi fari adattivi full-LED con funzione di illuminazione cornering.

Cliccate qui per scoprire tutte le novità introdotte sulle nuove BMW R 1250 GS e R 1250 GS Adventure.

1/65

BMW R 1250 GS Adventure 2021 e BMW R 1250 GS 2021

A cavallo del millennio BMW aveva provato ad entrare nel segmento cruiser con la R 1200 C (declinata in vari allestimenti), ma il modello era stato accolto tiepidamente: 28.000 esemplari venduti fino al 2006, quando uscì dal listino. Ora la Casa tedesca ci riprova, ma con un approccio totalmente diverso. Invece di cercare di accontentare lo stile richiesto dagli USA – che rimangono il mercato di riferimento per le custom/cruiser – attinge a piene mani dalla propria tradizione. L’attesissima R 18 si ispira infatti – almeno stilisticamente – alla R5 del 1936, uno dei modelli più iconici del marchio tedesco. Poco importa se l’antenata rappresentasse il top della sportività per l’epoca: l’indirizzo ora è un altro. Di certo le prestazioni non mancano. Al centro della scena c’è infatti il maestoso Big Boxer, come lo chiamano a Monaco. Anzi, a Berlino: la R 18 è infatti interamente costruita negli storici stabilimenti di Spandau. Berlin Built è la scritta riportata sulla strumentazione, sui coperchi delle pompe freno e frizione e all’interno del faro.

Il titanico motore di 1.802 cc raffreddato ad aria/olio ha distribuzione ad aste e bilancieri, con 4 valvole per cilindro e vanta una generosissima coppia massima di 158 Nm, disponibile a 3.000 giri/min. Ma, al di là del dato di picco, è notevole osservare come tra i 2.000 e i 4.000 giri/min il valore di coppia non scenda mai sotto i 150 Nm. Dati impressionanti che fanno passare in secondo piano il fatto che la potenza massima si attesti a solo – si fa per dire – 91 CV a 4.750 giri/min. I muscoli della R 18 sono gestiti da una sostanza elettronica di altissimo livello. C’è il RBW con tre riding mode: Rock, Roll e Rain, che non solo modificano l’erogazione con diverse risposte al comando dell’acceleratore, ma intervengono anche sul setting del controllo di stabilità ASC e sulla la gestione del freno motore MSR. I tre dischi da 300 mm con pinze a 4 pistoncini che compongono l’impianto frenante sono coniugati al ripartitore di frenata e all’ABS con funzionalità Cornering. Cornering sono anche le luci a LED inglobate nel faro tondo: funzione utile per rischiarare la parte interna della traiettoria quando si affronta una curva. Ovviamente non manca accensione keyless. Solo il motore pesa 110 kg, mentre l’intera moto, con il pieno di benzina, arriva a toccare i 345 kg. Alla luce di questo dato, non sembra superflua la retromarcia (optional a 1.000 euro) collegata al motorino di avviamento. In manovra aiutano però anche la seduta bassa (la sella è a 650 mm dal suolo), il baricentro rasoterra e l’ampio manubrio.

Di sicuro impatto estetico è la trasmissione finale a cardano scoperta, come sui modelli BMW boxer d’un tempo. A monte di questa, c’è un cambio a 6 rapporti, ospitato in una scatola separata, mentre la frizione è di tipo monodisco a secco con comando idraulico. Il telaio è di tipo a doppia culla in tubi tondi di acciaio. La flyline, ovvero la vista laterale, fa pensare ad un posteriore di tipo rigido, in realtà (come sulle Harley-Davidson Softail) il forcellone in acciaio segue la linea dei tubi del telaio ed è vincolato ad un ammortizzatore, regolabile nel precarico, montato in posizione molto inclinata sotto la sella, secondo lo schema Cantilever. La forcella è di tipo tradizionale, con enormi steli da 49 mm. Le quote sono decisamente generose: la scheda tecnica parla di un interasse di 1.731 mm, mentre l’inclinazione del cannotto di 32,7° disegna un’avancorsa di ben 150 mm. Cerchi a raggi calzano gomme da 120/70-19” davanti e 180/65-16” dietro.

Cliccate qui per le prime impressioni di guida sulla nuova BMW R 18.

1/12

Test BMW R 18 2020

È stata pizzivata, in fase di collaudo, la prossima generazione di S 1000 R. Si tratta di una moto ancora lontana da quella che verrà presentata, ma dalla quale è già possibile reperire molte informazioni sulla naked con cui BMW lancerà la sfida al segmento delle streetfighter. Dalle foto si nota innanzitutto un’estetica ben diversa da quella dell’attuale modello, con elementi presi sia dalla supersportiva S 1000 RR che della F 900 R (simile a quest’ultima la forma del faro tondo). L’avantreno vede anche la presenza di un cupolino pensato per garantire il giusto comfort, che cela la strumentazione TFT di ultima generazione. A essere degno di nota è soprattutto quanto si osserva sotto le poche carene presenti.

Siamo certi che “sottopelle” la nuova naked bavarese erediti gran parte delle tecnologie dalla sorella più sportiva, ma a uno sguardo attento si nota un telaio in lega di alluminio disegnato appositamente per questo modello, unito a un inedito forcellone. Con grande probabilità, il quattro in linea sarà più prestante che in passato, ma senza avvicinarsi a potenze esasperate da prima della classe. Infine il terminale di scarico, identico a quello presente anche sulla S 1000 XR.

1/7

Foto credit: MCN

In America prima di poter essere immesse sul mercato le nuove moto devono essere omologate dall’U.S. Environmental Protection Agency (EPA), l’Agenzia di protezione del territorio. Scandagliando nei loro archivi sono emersi i nomi di alcune delle novità Ducati che potremmo vedere sulle nostre strade nel 2021. Oltre alla nuova Multistrada V4 e alla rinnovata Monster (che potrebbe perdere il telaio a traliccio), potrebbero arrivare Ducati Diavel 1260 Lamborghini, Multistrada 1260 Enduro Grand Tour e Scrambler 1100 PRO Dark.

In passato abbiamo già visto Ducati e Lamborghini, entrambe controllate da Audi, insieme sulle carene del team Pramac in MotoGP. Ma finora la partnership non ha mai dato frutto ad una moto stradale. Stando ai documenti depositati dalla Casa di Borgo Panigale presso l’EPA, la nuova Ducati Diavel 1260 Lamborghini, dovrebbe mantenere caratteristiche tecniche simili alla Diavel attuale (con il suo Testastretta DVT 1260 di 1.262 cc e 159 CV di potenza) ma potrebbe avere un allestimento premium, finiture di alto livello e una livrea che riprende i classici colori di Lamborghini (quella che vedete qui è la versione “Materico”).

Per quanto riguarda la Multistrada 1260 Enduro Grand Tour, invece, ci aspettiamo una versione dell’endurona di Borgo Panigale allestita con alcuni accessori pensati per il turismo. Un po’ come fatto dalla Casa quest’anno con la Multistrada 1260 Grand Tour, che si differenzia dalla versione “base” per la presenza di borse laterali di serie, cavalletto centrale, sella dedicata con logo Grand Tour, manopole riscaldabili, faretti a LED addizionali, tappo serbatoio hands free e sensore per il monitoraggio della pressione degli pneumatici. Ci aspettiamo quindi di vedere la stessa dotazione di serie sulla più fuoristradistica della Multi.

Arriviamo all’ultima novità, la Scrambler 1100 PRO Dark, che potrebbe essere una versione leggermente più economica delle nuove Scrambler 1100 PRO e Sport PRO, magari con livrea opaca e finiture meno curate, a vantaggio del prezzo. I documenti EPA non mostrano infatti alcuna differenza a livello di motore: sulla nuova Scrambler 1100 PRO Dark resterà quindi il bicilindrico a L di 1.079 cc da 86 CV che attualmente troviamo sulle PRO.

1/25 Ducati Diavel 1260 S Materico

In vista del 2021 potrebbe arrivare una Ducati Monster tutta nuova. È stata infatti pizzicata su strada quella che potrebbe essere la nuova versione dell’iconica naked di Borgo Panigale.

E a giudicare dalle immagini sembra che le novità saranno molte. A iniziare dal telaio, che non è il classico traliccio in acciaio al quale il Monster ci ha abituati da quasi trent’anni a questa parte, ma si tratta di un’inedita struttura monoscocca in alluminio ancorata alla parte anteriore del motore, che resterà un bicilindrico. A giudicare dalle immagini, il telaio sembra simile a quello utilizzato sulla Panigale V2 e questo ci lascia pensare al fatto che anche il motore potrebbe essere il bicilindrico Superquadro di 955 cc della sportiva. Soluzione che sembrerebbe confermata anche dallo scarico, simile a quello della V2. Nuovo anche il forcellone, che sul prototipo catturato in strada ha ogni braccio ''sdoppiato''. Tutte soluzioni che in casa Ducati potrebbero servire in futuro da piattaforma utile anche a sviluppare una nuova Streetfighter V2.

O che quella pizzicata in foto sia proprio la nuova Streetfighter V2 camuffata da Monster per i collaudi? Non ci resta che aspettare i prossimi mesi per saperne di più sulle novità Ducati 2021.

1/3

Il prototipo della nuova Ducati Monster - Foto: Motorrad 

Che la Multistrada V4 fosse nei piani di Ducati ormai non è più una novità. Già un anno fa vi avevamo mostrato un video della nuova maxi crossover di Borgo Panigale in azione durante i collaudi, poi in occasione dei festeggiamenti per la 100.000 Multi prodotta, la stessa Casa di Borgo Panigale aveva confermato l’arrivo della moto dichiarando che “in un’ottica di costante sviluppo, a partire dal 2021, nella famiglia Multistrada entrerà anche una versione equipaggiata con un nuovo specifico motore V4, che andrà ad affiancare le attuali motorizzazioni bicilindriche di 1.260 cc e 950 cc”. Poi, nei mesi successivi, nuove foto spia ci avevano permesso di vedere nuovamente la moto in azione.

Ed eccoci arrivati alle ultime immagini della moto in fase di collaudo. Le foto spia rivelavano una moto dal look molto simile a quello della Multi che già conosciamo, con il grande serbatoio, il faro sdoppiato e il “becco” anteriore con le due prese d’aria frontali, ora però dallo stile più aggressivo. E proprio qui notiamo un’interessante novità: quel quadrato che vedete al centro del faro potrebbe essere il radar utilizzato per il sistema “anti-collisioni” e per il cruise control adattivo, che come dichiarato dalla Casa stessa potrebbero arrivare sulle Rosse di serie già da quest’anno.

Confermato poi anche l’impiego del propulsore V4 Desmosedici Stradale di 1.103 cc sulla gamma turistica, che sicuramente avrà una taratura pensata maggiormente per la guida su strada. Ovviamente è presto per parlare di numeri, ma i primi rumors parlano di una potenza vicina ai 190 CV di potenza.

1/12

Ducati Multistrada V4 2020 - foto: Motorrad 

Harley-Davidson segue il suo piano di rilancio aziendale e continua a concentrarsi su nuovi segmenti di mercato per attirare una nuova fetta di clienti. Dopo lo sviluppo della moto elettrica LiveWire e l'annuncio della nuova maxienduro Pan America ora la Casa sta seguendo lo sviluppo di un modello entry level, la 338 R, una naked che sarà costruita in Cina in collaborazione con Zhejiang Qianjiang Motorcycle (fondata nel 1985, è controllata dal Geely Technology Group - proprietario di Volvo, Polestar e primo azionista di Daimler Mercedes - ed è un’azienda specializzata in ricerca e sviluppo, produzione e vendita di motocicli e motori. Nel 2005 la società ha acquisito anche Benelli, che infatti si chiama Benelli QJ).

Dopo la prima foto spia della 338 R, ecco le immagini depositate per la domanda di brevetto che ci confermano il look della moto: una piccola, ma muscolosa, naked, caratterizzata da un codone massiccio e spinta da un bicilindrico parallelo raffreddato a liquido di 338 cc, ovviamente omologato Euro 5. Indiscrezioni dicono, però, che la cilindrata potrebbe crescere fino a 353 cc. Per quanto riguarda la potenza massima, si parla di 37 CV.

Stando a quanto comunicato inizialmente dalla Casa la moto sarebbe dovute essere prodotta interamente in Cina, nello stabilimento Qianjiang situato a Wenling, con H-D a supervisionare tutte le fasi di progettazione e sviluppo e sulla qualità del prodotto. Al momento, però, non si sa se la piccola H-D entrerà presto in produzione o meno, in quanto il nuovo Presidente e CEO Jochen Zeitz ha recentemente annunciato che il piano dei modelli futuri della Casa sarà notevolmente tagliato. La data di arrivo sul mercato deve ancora essere confermata, ma inizialmente era previsto un lancio sul mercato cinese alla fine del 2020, seguito da un'introduzione sul mercato indiano per il 2021.

Al momento non sappiamo se la 338 R arriverà mai anche in Europa, anzi, è probabile che il motore, così come molte parti tecniche (cerchi, telaio, sospensioni, freni, ...), verranno sfruttate per "la stessa moto" ma a marchio Benelli (Qianjiang Motorcycle è la casa madre del marchio italiano), che arriverà da noi.

1/12

Harley-Davidson 338 R

In vista del 2021 la Honda CB125F si rinnova completamente! Più leggera di 11 kg, è ora dotata di motore eSP (Enhanced Smart Power) a basso attrito studiato per che migliorare notevolmente i consumi (66,7 km/l dichiarati dalla Casa), mantenendo inalterate le prestazioni (11 CV). Ora l’avviamento è di tipo silenzioso con alternatore (ACG).

Lo stile si ispira alle sorelle CB di cilindrata superiore e prevede di serie le luci a LED. Tutto nuovo anche il cruscotto digitale, con indicatore della marcia inserita e segnale ECO per una guida più efficiente. La nuova CB125F 2021, omologata Euro 5, è costruita nella fabbrica italiana Honda di Atessa (CH), in Abruzzo.

1/29

Honda CB125F 2021

La CB650R è ispirata alla CB1000R, flagship della gamma Neo Sports Café. Le linee minimaliste di questa naked media sono concepite per mostrare i muscoli, con proporzioni ultracompatte e sovrastrutture che mettono in risalto il motore, disegnando un look aggressivo ed elegante al tempo stesso. Il peso dichiarato con il pieno di benzina è di 202,5 kg. Evoluta la forcella, sempre rovesciata da 41 mm Showa SFF (Separate Fork Function) ma ora di tipo BP (Big Piston). L’impianto frenante si avvale di dischi flottanti di 310 mm con pinze radiali a 4 pistoncini e i cerchi ultraleggeri in alluminio pressofuso sono a 5 razze sdoppiate. Il manubrio biconico in alluminio è ora ruotato in avanti di 3°. Le luci sono Full-LED con il caratteristico gruppo ottico circolare, mentre il quadro strumenti LCD a retroilluminazione negativa, migliorato nella leggibilità, include la spia Shift-Up di cambiata e l'indicatore della marcia inserita. Il motore eroga 95 CV a 12.000 giri/min. L’omologazione Euro5 è stata ottenuta con mirati interventi su distribuzione, aspirazione, sistema di scarico ed ECU. La CB650R è dotata di frizione assistita e con antisaltellamento, che riduce lo sforzo sulla leva e mantiene la ruota posteriore a terra anche durante le scalate più repentine. Ulteriore sicurezza, soprattutto sui fondi viscidi, la presenza del controllo di trazione HSTC (Honda Selectable Torque Control), che impedisce il pattinamento della ruota posteriore in accelerazione. La CB650R 2021 Neo Sports Café è disponibile anche in versione con potenza massima di 35 kW per i possessori di patente A2.

Cliccate qui per tutti i dettagli sulla nuova Honda CB650R.

1/8

Honda CB650R 2021

La sportiva stradale CB650R in questa nuova versione si presenta omologata Euro 5, grazie a pochi mirati interventi su elettronica e motore. A livello di ciclistica viene introdotta la forcella SFF‑BP (Separate Fork Function – Big Piston). La strumentazione LCD è stata modificata con lo scopo di migliorarne la leggibilità e sotto la sella trova posto una presa USB Type-C. La luce frontale ha nuove superfici riflettenti migliorate, mentre a livello di dettagli arrivano pannelli laterali/centrali ridisegnati, un codino più sportivo all’altezza dei maniglioni e un nuovo supporto portatarga in metallo. Ritoccato anche il carter motore dal lato della frizione, con nervature più pronunciate. Nuove anche le grafiche della carenatura.

Cliccate qui per conoscere nel dettaglio la Honda CBR650R 2021.

1/4

Honda CBR650R 2021

14 ottobre, questa è la data scelta da Honda per la presentazione del nuovo Forza 750 sta per arrivare! In attesa di quella data la Casa di Tokyo sta pubblicando sul proprio canale YouTube alcuni video teaser che annunciano l’arrivo di questo nuovo nuovo modello. Come è giusto che sia, trattandosi di teaser sono poche le informazioni che la Casa si lascia scappare, ma qualcosa si inizia a capire e soprattutto, con questo nuovo filmato… a vedere!

Quello che si vede nel terzo video teaser pubblicato da Honda è un maxi scooter dalla linee sinuose, caratterizzato da un frontale imponente e da un codino più affilato. I video precedenti, invece, ci avevano fatto capire che il nuovo Forza 750 sarà spinto dallo stesso propulsore bicilindrico di 745 cc utilizzato su X-ADV e avrà una ricca dotazione di serie: sistema di avviamento keyless con telecomando, fari anteriori a LED con indicatori di direzione integrati nella carena al di sotto di vistose prese d’aria, luce posteriore di dimensioni generose e la strumentazione, composta da un display a colori. E proprio la strumentazione ci dice che il nuovo Forza 750 avrà diverse mappature preimpostate, oltre alla “User” con numerosi parametri configurabili dal pilota, come la potenza (P, power), il freno motore (EB, engine brake) e il traction control (T). La voce “D” potrebbe stare per “Drive”, e lasciare al pilota la gestione del cambio a doppia frizione DCT. Presenza del cambio confermata anche dall'indicatore della marcia inserita visibile sul display. Il simbolo in alto a sinistra ci dice poi che la strumentazione sarà in grado di connettersi via bluetooht con il cellulare. Magari per poter andare a sfruttare servizi come Android Auto e Apple Car Play, già presenti sulla maxi cruiser Gold Wing.

Non ci resta che aspettare il 14 ottobre per saperne di più sul nuovo Honda Forza 750.

1/22

Honda Forza 750 2021

Honda presenta le versioni 2021 della sua gamma di moto di 500 cc, ovvero le nuove CB500F, CBR500R e CB500X. Moto che fin dalla loro nascita hanno avuto un ottimo riscontro sul mercato: Honda ha venduto infatti oltre 92.000 esemplari delle sue moto di 500 cc dal 2013, anno della loro prima introduzione sul mercato. La naked CB500F è preferita dal 48% degli acquirenti, la sportiva CBR500R dal 18%, mentre il restate 38% è appannaggio della crossover CB500X. A contraddistinguere le nuove versioni m.y. 2021, nuove colorazioni e grafiche, mentre dal punto di vista tecnico ricevono l’omologazione Euro 5. Tutti e tre i modelli hanno una potenza massima di 48 CV (35 kW), per offrire così il massimo delle prestazioni possibili ai possessori di patente A2, e saranno disponibili presso i concessionari ufficiali Honda a partire dall’autunno 2020.

Cliccate qui per i dettagli delle novità di ogni modello.

1/17

Una diapositiva “sfuggita” da un incontro tra Pierer Mobility e gli investitori ci mostra i piani futuri del Gruppo nel campo della mobilità green. Che Pierer Mobility stia lavorando su una moto elettrica non è sorprendente, considerando che il Gruppo ha già presentato, o lo farà presto, modelli elettrici per i suoi marchi KTM, Husqvarna e GasGas. KTM, ad esempio, ha già in gamma la Freeride E da 16 kW e SX-E da 5 kW, Husqvarna la EE-5 da 5 kW e GasGas lancerà presto la sua moto da trial elettrica TXE, che utilizzerà un motore da 15 kW. Tutte queste moto, però, sono da fuoristrada, ma la diapositiva ci mostra che nel futuro del Gruppo c’è dell’altro: oltre alle nuove eBikes Gas Gas e Husqvarna l’attenzione cade sullo scooter elettrico “E-Scooter”, ma soprattutto sulla moto elettrica E-Pilen.

La diapositiva descrive l'E-Pilen come una moto elettrica che sarà equipaggiata con un sistema di "batterie modulari" e un motore elettrico da 4 kW o 10 kW. Uno schizzo dell'E-Pilen ci dà poi un'idea approssimativa di come potrebbe essere la moto, in linea con l’attuale stile delle naked di Husqvarna, la Vitpilen e la Svartpilen. Va notato, però, che c’è ancora molto tempo molto tempo prima dell’arrivo della moto sul mercato, previsto per il 2022, e quindi la E-Pilen potrebbe subire ulteriori sviluppi e modifiche.

Anche il sistema di batterie modulari è una sorpresa, anche se non è chiaro se questo si riferisce alle batterie che potranno essere rimosse e sostituite oppure avere capacità differenti, per poter espandere la gamma. Vale la pena notare anche che la diapositiva non menziona il sistema di batteria modulare per l'Husqvarna E-Scooter, previsto per il 2021.

Ciò che sorprende è che, con molta probabilità, la prima moto da strada elettrica del gruppo Pierer Mobility sarà una Husqvarna e non una KTM. Considerando però lo scambio di know-how e tecnologie tra i due marchi non possiamo escludere una potenziale elettrica arancione “E-Duke”.

1/7

Husqvarna E-Pilen

Lo scorso anno al Salone di Milano Husqvarna Motorcycles aveva portato il concept di una nuova adventure bike, la Norden 901. Quella moto era stata una delle moto che più aveva attirato l’attenzione dei visitatori e in seguito a questa grande attenzione ricevuta, Husqvarna aveva poi annunciato che la Norden 901, la prima bicilindrica per il marchio, sarebbe stata messa in produzione. E dopo le prime foto spia della moto pizzicata su strada durante i collaudi (la trovate nelle gallery nell’articolo), ora, come successo anche per l’elettrica E-Pilen, dall’incontro tra Pierer Mobility (il gruppo proprietario dei marchi marchi KTM, Husqvarna e GasGas) e gli investitori ecco arrivare una foto “rubata” che ci mostra come sarà la Norden 901 di serie. A dire il vero più che di una foto vera e propria si tratta di un'immagine a bassa risoluzione, più che sufficiente però per confermarci che il design della moto di serie rimarrà fedele a quello del concept, massiccio, muscoloso e caratterizzato dal grande faro anteriore tondo.

I dettagli tecnici della moto non sono ancora stati diffusi, ma guardando la prima foto spia notiamo la base tecnica della cugina KTM 790 Adventure. Il bicilindrico parallelo, però, sarà nella sua versione di 889,5 cc, quella utilizzata sulla nuova 890 Duke R. Sulla naked questo motore è un grado di erogare una potenza massima di 121 CV a 9.250 giri/min, con un picco di coppia di 99 Nm a 7.750 giri/min. Facile ipotizzare, però, che il propulsore riceverà un setting dedicato per plasmare il suo carattere alle necessità di una moto pensata per i lunghi viaggi. Per essere pronta anche per l’off road, vediamo poi sulla Norden 901 cerchi a raggi, con il posteriore da 18” e l’anteriore da 21”. Le sospensioni, mono posteriore e forcella a steli rovesciati, saranno affidate a WP e l’ergonomia studiata per offrire comfort durante i viaggi e il massimo delle performance nella guida in offroad.

Veniamo al dunque, quando arriverà? Al momento non ci sono notizie certe. Con la cancellazione dei saloni autunnali di Colonia a Milano quest’anno le aziende procederanno autonomamente alla presentazione delle loro novità, e al momento non ci sono ancora date fissate. Le voci circolanti dicono, però, che la Norden 901 è attesa su strada per la prossima primavera. Vi terremo aggiornati.

1/9

Con l’imminente entrata in vigore delle norme antinquinamento Euro 5 KTM è obbligata a metter mano all’ammiraglia della gamma, la 1290 Super Adventure. I colleghi austriaci di “Motorrad Magazine” hanno pizzicato su strada nei dintorni di Mattighofen i “prototipi” della nuova versione della maxienduro orange. La parola prototipi l’abbiamo messa tra virgolette in quanto, a giudicare dalle finiture, quelle fotografate su strada sembrerebbero proprio le versioni definitive della nuova 1290 Super Adventure. Al plurale perché ancora ci saranno le due versioni: la S con cerchi a razze con l’anteriore da 19” e la R con cerchi tubeless a raggi con l’anteriore da 21” e sospensioni ad escursione maggiorata.

Guardando le foto la novità più evidente è la nuova carenatura, più imponente rispetto al passato e probabilmente anche più protettiva. Sotto di essa troviamo un nuovo serbatoio, più capiente, diviso in due parti e posizionato in basso; soluzione simile a quella adottata dalla Casa sulla 790 Adventure. Questa soluzione è favorevole dal punto di vista della dinamica di guida, sia nell'uso su strada sia fuoristrada, in quanto porta con sé un baricentro più basso. Allo stesso tempo, il serbatoio sdoppiato crea spazio per radiatori di nuova concezione, più grandi e divisi come sulle moto da fuoristrada.

Molto probabilmente il motore resterà l’LC8 bicilindrico a V di 75° di 1.301 cc, ma godrà di alcune modifiche necessarie per rientrare nella normativa Euro 5. La più evidente è il nuovo terminale di scarico, di dimensioni maggiore rispetto all’attuale, studiato per abbassare le emissioni inquinanti e allo stesso tempo limitare il rumore prodotto. C'è da aspettarsi anche una diversa messa a punto interna del motore, che potrebbe tradursi in un po’ di potenza in più e portare la 1290 Super Adventure vicina alla soglia dei 170 CV. Se così sarà l’Austriaca potrebbe avvicinarsi in termini di potenza ad una delle sue rivali più attese, la Ducati Multistrada V4, che dovrebbe fare il suo debutto quest’autunno. Con la maxienduro di Borgo Panigale, e con alcuni modelli BMW, la nuova Kappa condividerà anche il cruise control adattivo controllato da radar (Bosch). Di certo, farà compagnia a questo dispositivo un sistema elettronico all’avanguardia, con piattaforma inerziale, ABS cornering, mappe motore… e via dicendo.

Mentre il telaio tubolare in acciaio verrà leggermente modificato e rinforzato, il telaietto posteriore in fusione di alluminio e il forcellone saranno completamente nuovi. Per quanto riguarda i freni e le sospensioni semi-attive di WP ci si aspetta solo piccole modifiche.

Non ci resta che aspettare i prossimi mesi per saperne di più.

1/13

KTM 1290 Super Adventure R 2021 (foto: Motorrad Magazine) 

Per il 2021 KTM lancia una nuova sfida al segmento travel-enduro con la KTM 890 Adventure R Rally e la KTM 890 Adventure R. Accomunate dalla stessa piattaforma tecnologica e da un nuovo motore più potente rispetto a quello delle sorelle “790”. La KTM 890 Adventure R Rally è stata realizzata con il contributo dei piloti ufficiali del Red Bull KTM Factory Racing Rally. La moto è equipaggiata con il motore bicilindrico DOHC LC8c a 4 tempi, omologato Euro 5, il cui rombo viene valorizzato da un silenziatore Akrapovič. La ciclistica è stata messa a punto per soddisfare le richieste dei più esigenti, a partire dalle sospensioni WP XPLOR Pro Components completamente regolabili. Tra i componenti di qualità proposti su questo nuovo modello spiccano le pedane rally, la sella diritta, il cupolino e i deflettori trasparenti, le grafiche racing e ancora il Quickshifter+ e il riding mode Rally di serie.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL MODELLO

  • Edizione limitata, 700 unità [500 nel Mondo e 200 negli USA]
  • Motore ed elettronica aggiornati
  • Sospensioni WP XPLOR Pro Components
  • Silenziatore Akrapovič (35% più leggero di quello standard)
  • Sella Race dritta (con altezza di 910 mm)
  • Riding mode RALLY e Quickshifter+ inclusi
  • Cerchi stretti con camere d’aria
  • Cupolino e deflettori trasparenti; grafiche e colori racing
  • Protezioni del serbatoio in fibra di carbonio e pedane Rally

La KTM 890 Adventure R Rally è disponibile in quantità limitate e può essere preordinata online su questo sito. Il prezzo di listino è fissato in 21.450 euro c.i.m.

La KTM 890 Adenture R è pensata invece per migliorare e amplificare la sensazione di guida già presenti sul modello KTM 790 Adventure R. Il nuovo motore da 899 cc genera 105 CV e 100 Nm di coppia, ovvero 10 CV e 12 Nm in più rispetto alla sorella minore. L’albero motore vanta il 20% di masse rotanti in più a tutto vantaggio di un’erogazione piena e costante, percepibile sin dai bassi regimi. La massa in più si traduce inoltre in una maggiore stabilità in curva e maggior comfort di guida sulle lunghe distanze. Le sospensioni WP XPLOR sono completamente regolabili, mentre il software dell’ABS perfezionato e nuovi algoritmi utilizzati dal controllo della trazione sono solo alcune delle novità introdotte.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL MODELLO

  • Nuovo motore da 889 cm³ (Euro 5)
  • Più 20% di masse rotanti
  • Più potenza con 105 CV @ 8.000 giri/min
  • Maggiore coppia – 100 Nm@ 6.500 giri/min
  • Frizione rinforzata
  • ABS e controllo della trazione migliorati
  • Trasmissione rinnovata per cambi marcia più rapidi
  • Quickshifter+ aggiornato (optional)
  • Nuovo interruttore a manubrio con comando del Cruise Control integrato
  • Miglioramenti nella ciclistica con perno del cannotto di sterzo in alluminio e telaietto posteriore più leggero
  • Freni anteriori e posteriori rinnovati
  • Nuova taratura delle sospensioni
1/17

KTM 890 Adventure R e 890 Adventure R Rally 2021

Presentata ad Eicma 2019, Kymco RevoNEX è una moto stradale elettrica ad alte prestazioni nata sulle orme del concept SuperNex visto nel 2018. Già allo scorso Salone di Milano la Casa taiwanese aveva dichiarato che questa moto sarebbe arrivata sul mercato nel 2021. Ma ora ci sono nuovi indizi che ci confermano l’avanzamento dei lavori. Kymco ha infatti depositato il brevetto per la RevoNEX e le immagini depositate ci svelano nuovi dettagli della moto.

Innanzitutto, rispetto al concept, si nota subito un’enorme protezione della catena, che potrebbe essere stata posizionata per ridurre il rumore della trasmissione. Vediamo poi un codino monoposto, nuove prese d’aria dietro alla ruota anteriore, modifiche alla sospensione posteriore, pinze freno Brembo dal design diverso e nuovi cerchi, che passano da 5 a 7 razze. Per il resto, la moto sembra essere del tutto simile al concept visto ad Eicma.

In base a quanto dichiarato dalla Casa, RevoNEX è spinta da un propulsore elettrico, del quale non sono state diffuse le caratteristiche tecniche, abbinato a un cambio a sei marce, che dona alla moto quel picco di potenza agli alti che contraddistingue le moto supersportive tradizionali a combustione interna. E i risultati sembrano promettere bene. Kymco afferma che la RevoNEX stacca lo 0-100 km/h in 3,9”, lo 0-205 km/h (è la sua velocità massima) in 11,8”. La seconda marcia di RevoNEX, da sola, può fornire un’accelerazione fino a 115 km/h.

Per la RevoNEX Kymco ha progettato inoltre un sistema di acustica attiva del motore. La presenza di generatori acustici dona voce al motore elettrico di questa sportiva futuristica. Vero, non è la prima moto elettrica ad avere un sistema che dona “voce” ad un propulsore ad emissioni zero, ma è la prima a combinarlo ad un cambio a sei marce. E poi possibile scegliere tra quattro tipi di modalità di guida: dalla più tranquilla e silenziosa, a quella che coniuga un sound aggressivo ed il massimo grado di prestazioni del motore Kymco. Ed è proprio per questo motivo che pensiamo che possa essere stata posizionata la protezione della catena, per non “disturbare” la voce del motore.

A tenere sotto controllo la moto c’è il sistema elettronic Full Engagement Performance (FEP) che gestisce alla RevoNEX, con ABS, anti impennamento, traction control, launch control…

Come detto, l’arrivo della RevoNEX è previsto nel 2021.

1/37

Kymco RevoNEX

Prezzo concorrenziale, versatilità d’impiego, fascino. Così Royal Enfield ha reso la Himalayan tanto apprezzata. Ora, però, è tempo di modifiche e di un piccolo salto in avanti, dettato principalmente dalla necessità di rivedere il motore per l’omologazione Euro 5. I primi, nel mondo, a vedere la himalayan 2021 sono stati gli asiatici, ma a breve approderà anche in Nord America. Arrivano, infatti, d’oltreoceano le foto che vedete e che vi mostrano il modello che verrà, con grande probabilità, presentato in autunno anche da noi.

Poche le novità, a parte l’omologazione per le emissioni: cavalletto laterale, quattro frecce lampeggianti di emergenza, aggiornamento al freno posteriore, ora escludibile dal circuito ABS per la guida in fuoristrada, nuovi colori.

1/40

Royal Enfield Himalayan 2020 BS6 nella livrea "Gravel Grey"

Alcuni scatti rubati nei pressi della sede Royal Enfield di Chennai mostrano come sarà la nuova bobber indiana, spinta dal propulsore 650 che già equipaggia Continental GT e Interceptor. Le immagini, catturate da un video, mostrano come tra le scelte tecniche ci sia quella di dotare la nuova moto di forcella rovesciata, una vera novità per il Marchio.

Nuovo il telaio, doppia sella, strumentazione misto analogico e digitale si mescolano a elementi dal gusto vintage, come l’alettatura del motore malgrado l’unità sia raffreddata a liquido. Lo stato avanzato in cui si mostra questo muletto fa pensare a una moto pronta: crediamo possa essere svelata come model year 2021.

1/5

Triumph “Trident Design Prototype” è il prototipo di una nuova roadster di media cilindrata che porta con sé un nome e un logo ricco di storia. Per la Casa di Hinckley la Trident è infatti una moto che ha conosciuto due vite: la prima nel 1969, da vera sportiva (ma fragile e pure sfortunata perché si scontra contro la corazzata Honda CB750 Four); la seconda nel 1991, quando va in produzione la bordata delle moto costruite sotto la nuova proprietà di John Bloor, il magnate inglese che nel 1983 ha rilevato il Marchio ex Meriden. Tutte e due le vecchie moto hanno in comune l’essere rigorosamente nude e il numero dei cilindri, ovvero tre. Tocca a questa originale naked portare sulle fiancatine la gloriosa sigla.

Il nuovo “Trident Design Prototype” è il risultato di un lavoro quadriennale del reparto Design di Triumph Motorcycles in UK in collaborazione con Rodolfo Frascoli. Si presenta con forme attillate e minimaliste e superfici pulite che integrano il DNA di Triumph, come ad esempio nelle linee del serbatoio e negli spazi lasciati alle ginocchia del pilota, che in parte ricordando la Speed Triple. Quella che appare netta dal prototipo è la semplicità delle linee che si ispirano alle moto degli anni 70: un panciuto serbatoio che riempie la zona superiore, dietro, invece, l’impatto è ridotto al minimo con una sella sottile e un fanale che “scompare”.

La nuova tre cilindri è stata presentata in forma di bianca maquette, senza divulgare precise informazioni tecniche, ma sappiamo che il motore deriva da quello delle precedenti Street Triple, vendute nelle doppie versioni con potenza massima di 47,6 CV (o 35 kW) per soddisfare i requisiti della patente A2 o con un massimo di 95 CV (il max per convertire la prestazione del motore per la A2). Il motore non sarà quello dell’attuale Street Triple: questo propulsore ha infatti la struttura dei carter dei tre cilindri di 675 cc che erano montati sulle Street model year 2015.

Il contenimento dei costi generali è sicuramente una delle voci importanti di questo progetto: così abbiamo un lineare telaio in tubi di acciaio e dello stesso materiale dovrebbe essere anche l’articolato forcellone. Niente pinze radiali per i freni a disco anteriori, ma semplici unità Nissin già viste sulla Street Triple S. Per le sospensioni davanti una forcella a steli rovesciati di derivazione Street Triple S con steli da 41 mm di diametro, dietro un ammortizzatore montato senza link al forcellone.

Attesa per la prossima primavera, la nuova tre cilindri di Triumph verrà costruita in Thailandia, come già avviene per gran parte della produzione del Costruttore inglese.

La nuova Trident dovrebbe presentarsi sul mercato a un prezzo concorrenziale, andando a schierarsi contro modelli come la Honda NCX750, la Yamaha MT-07 e la Kawasaki Z650.

1/31

Alcuni documenti depositati presso la Federal Motor Transport Authority (KBA) mostrano come sia in arrivo un importante aggiornamento che riguarda il motore della Yamaha MT-09 (è apparso, tra le carte, un nuovo codice della moto: da MTN850 a MTN890D).

La naked di Iwata si affaccerà al 2021 con un motore di maggior cubatura (da 847 a 890 cc) e più potenza (+5 CV?). Si tratta di indiscrezioni, ma con grande probabilità vedrete il nuovo modello crescere come vi abbiamo indicato. Pensiamo, inoltre, che la nuova motorizzazione, studiata per rispettare la normativa Euro 5, venga condivisa anche con Tracer 900, XSR 900 e Niken.

1/19

Yamaha MT-09 2020

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi articoli