di Marco Riccardi - 01 novembre 2018

Long Test Kawasaki Versys 650 GT: il punto dopo 18.000 km

La Kawasaki Versys 650 GT ha superato i 18.000 km nella nostra stressante maratona. Ecco cosa è emerso dalle rilevazioni al centro prove
1/24 Per monitorare le prestazioni del propulsore, ogni 6.000 km verificheremo la sua potenza al nostro centro prove. Sarà l'occasione per il riscontro dei livelli di olio e refrigerante.

Dopo il check-up dei 12.000 chilometri, la Kawasaki Versys 650 GT continua a macinare chilometri su chilometri. La Crossover di Akashi ha un programma dei tagliandi da eseguire in concessionaria scadenzato ogni 6.000 km, una percorrenza che è la metà di quanto previsto con le altre moto giapponesi (Yamaha Tracer 900 e Honda Africa Twin) che hanno affrontato il nostro Long Test. In effetti, i lavori principali come il cambio dell'olio, la verifica del gioco di funzionamento del cannotto di sterzo e la sostituzione delle candele sono richiesti ogni 12.000 km. Il passaggio in officina ogni 6.000 km appare quindi come un ulteriore fattore di sicurezza per controllare se la moto è sempre in perfetta forma. Siamo arrivati alla soglia dei 18.000 km e la scheda di manutenzione nel "manuale del proprietario" prevede però un limitato intervento rispetto ai soliti controlli: si cambia unicamente il filtro dell'aria, operazione che abbiamo effettuato nel nostro centro prove con l'aiuto di un tecnico di Kawasaki Italia. Il solo cambio di questo elemento con un altro nuovo di pacca ha portato anche un miglioramento delle prestazioni del motore bicilindrico: la potenza massima è incrementata di 0,5 CV e la coppia massima di 1 Nm rispetto a quanto rilevato ai 12.000 km. Il motore non ha ancora ripreso i valori riscontrati a 6.000 km, ma non siamo poi così lontani da quel risultato. Tutto questo a riprova (come abbiamo riscontrato nel Long Test della endurona Honda Africa Twin dove col cambio filtro si sono recuperati oltre 3 CV) di quanto sia importante mantenere efficiente questo componente che interviene sulle prestazioni e sui consumi.

Ancora metallo nell'olio

Abbiamo anche prelevato un campione d'olio per verificare se la presenza di piccolissimi frammenti di metallo rilevati al tagliando dei 12.000 km è continuata. Occorre ricordare che in quella occasione è stato fatto anche il cambio olio, quindi il campione inviato al laboratorio Mecoil di Firenze, il centro specializzato al quale ci rivolgiamo per tutti i Long Test per avere riscontro dei vari elementi esistenti nell'olio di lubrificazione dei motori, ha 6.000 km di "lavoro". Mecoil ha rilevato ancora elevata presenza di rame: sono 60 ppm (parti per milione) contro un valore di soglia massima di 15 ppm, un aumento del 300%. Vicino al limite l'alluminio, che si mostra in 58 ppm contro i 60 ppm ammessi come soglia; nel precedente questo metallo era presente in concentrazione quasi doppia rispetto al limite. Rientra nella norma il piombo: abbiamo 8 ppm sul valore soglia di 10. Siamo, quindi, di fronte a un possibile problema di usura dei cuscinetti radenti, insomma delle bronzine presenti nel propulsore per supportare l'albero motore, le teste delle bielle e presenti pure nella sede dove ruotano le masse a mezzaluna per abbattere le vibrazioni un bicilindrico in linea. Non si avvertono, però, rumorosità tipiche che possano rimandare a problemi di tenuta di banco motore o di evidente battito di una biella. Per il resto non si devono segnalare particolari problemi, se non un contenuto trasudamento del liquido di raffreddamento dal vaso di espansione specie nella stagione calda, mentre la catena di trasmissione finale richiede un'attenta e costante manutenzione.

Compagni di viaggio

Compagna di viaggio in questo long test è Continental: la gomma scelta per la Versys 650 è la ContiRoad Attack3 che si caratterizza per la precisione di inserimento in curva data dalla sua carcassa rigida e da un profilo del battistrada che la rende veloce nel cambio di direzione. L'altra scelta è caduta su Alemasat, che propone un nuovo concetto di antifurto. Il valore aggiunto di questo sistema deriva dalla possibilità di monitorare in diretta il tentativo di furto oppure localizzare la moto dal proprio smartphone, grazie alla app dedicata.

Il nostro tester "Culo di Pietra" indossa:
  • Completo Rev'it! Dominator GTX, con giacca multistrato impermeabile (Gore-tex) che presenta la possibilità di adattarsi rapidamente alle varie condizioni ambientali.
  • Stivali scelti sono i Discovery Outdry, leggeri e comfortevoli e sempre in ottica sicurezza.
  • Paraschiena Rev'it! Seesoft (livello 2),basato su una serie di strati che hanno la possibilità di scivolare tra di loro attutendo l'impatto sulla schiena.
  • Casco Arai QV-Pro: deriva nella forma e nella calotta dal top di gamma, lo sportivo RX-7V. Si caratterizza per il sistema PSS che posiziona un visierino oscurante all'esterno di quella principale. 4.
  • Interphone Tour di CellularLine: si distingue per elevata autonomia (23 ore di conversazione), qualità audio e la facilità d'uso anche con i guanti.
  • Il dispositivo Woolf, il primo sistema "indossabile" pensato per le due ruote che avvisa della presenza dei vari punti di rilevamento della velocità (velox fissi, tutor autostradali e postazioni mobili standard) e pure dei semafori con telecamera. Fisicamente Woolf è un braccialetto in pelle che emette una vibrazione al polso con una frequenza crescente quando ci si avvicina a un "velox". Questo avviene tramite GPS e una connessione (via Bluetooth) con una App, che può essere scaricata dai vari store di Android e iOS, che si avvale di un sistema di mappatura che copre oltre 70 Paesi.
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