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Test MotoGP in Argentina mentre Lorenzo e Marquez recuperano benissimo

Domenica la MotoGP è ferma, facciamo quindi il punto, mentre il circus torna in Argentina dopo 14 anni. Ai test di Rio Hondo non ci sono però tutti i piloti, in particolare i… convalescenti ne approfittano per riposare

Test motogp in argentina mentre lorenzo e marquez recuperano benissimo

Dopo le emozioni di Assen, col ritorno alla vittoria di Valentino e i recuperi miracolosi di Lorenzo e Marquez dopo gli infortuni, il Motomondiale si ferma un turno, in attesa di riprendere il suo frenetico tran tran il 14 luglio al Sachsenring. Una manna, questa pausa, per chi deve riposarsi, ma non è che il circus si fermi del tutto. La Ducati ha fatto importanti test a Misano (dove tra l’altro ha girato anche De Angelis, che sostituisce Spies nel team Pramac a Laguna Seca dato che Pirro è impegnato col test team di Borgo Panigale), perché non si può negare che la situazione delle Rosse sia quantomeno ingarbugliata (cliccate qui per una nostra analisi). Ma ci sono poi i primi km fatti dai piloti MotoGP sulla nuova pista di Rio Hondo, nel nord dell'Argentina, che ospiterà il Motomondiale nel 2014, 2015 e 2016. Era dal 1999 che il massimo campionato mancava dal Paese sudamericano, allora si corsse a Buenos Aires.

 

LA PISTA CHE PIACE

Sul tracciato argentino si stanno svolgendo proprio in questi giorni i primi test, con impegnati Alvaro Bautista, Stefan Bradl e Cal Crutchlow in rappresentanza dei piloti MotoGP, Hector Barbera per la CRT, Esteve Rabat e Nico Terol per la Moto2. Le impressioni generali dei piloti parlano di un circuito veloce, con curve molto rapide e soprattutto di una pista divertente. Sarà un caso che la riprogettazione del circuito (inaugurato nel 2007) sia stata affidata per una volta non al solito Tilke ma all’italiano Jarno Zaffelli? Fatto sta che il tracciato piace, con la sua lunghezza di 4.806 metri, le 14 curve e il rettilineo da oltre un km. Dice, ad esempio, Alvaro Bautista: “Siamo scesi in pista ed abbiamo preso confidenza con un circuito che al primo impatto mi sembra molto bello con traiettorie tecnicamente interessanti. Abbiamo fatto una prima giornata di studio e ora ci concentreremo sulla messa a punto e sul provare alcune soluzioni di assetto". Mentre Cal Crutchlow ribatte: “La pista mi ha impressionato, è un impianto di cui l’Argentina deve essere orgogliosa. Il tracciato è ancora sporco, lo stiamo imparando, ma sono emozionato di essere uno dei primi piloti MotoGP a girarci. Incredibile quanto pubblico sia venuto a vederci! La pista è un bel mix di curve lunghe e veloci, mentre altre sono strette, è importante trovare il ritmo. Mi piace particolarmente la curva 6, lunga e in discesa. Credo proprio che tutti i piloti MotoGP ameranno questa pista”.

 

A girare più veloce di tutti, dopo una mattinata passata a fare conoscenza con la pista, è stato Stefan Bradl, con un crono di 1’44”188, ovvero circa 3 secondi meglio rispetto al primo turno. Ma il primo giorno fa poco testo, e i tempi “veri” li vedremo nella seconda sessione.

 

TEST MOTOGP ARGENTINA – TEMPI PRIMO GIORNO

Pos.

Pilota

Team

Giro veloce

Distacco

1

BRADL, Stefan

LCR Honda MotoGP

1:44.188

 

2

BAUTISTA, Alvaro

GO&FUN Honda Gresini

1:44.531

0.343

3

CRUTCHLOW, Cal

Monster Yamaha Tech 3

1:45.170

0.982

4

BARBERA, Hector

Avintia Blusens

1:47.892

3.704

5

RABAT, Esteve

Tuenti HP 40

1:48.592

4.404

6

TEROL, Nicolas

Mapfre Aspar Team Moto2

1:50.102

5.914

 

LE CONDIZIONI DI LORENZO E MARQUEZ

Intanto che i colleghi girano in Argentina, per i due spagnoli sono giorni di riposo e riabilitazione dopo gli infortuni rimediati ad Assen. Giusto per ripassare: Lorenzo si è procurato la frattura scomposta della clavicola sinistra, in due giorni si è fatto operare e ha corso la gara, arrivando 5°. Marquez ha rotto due dita e pure lui ha corso senza problemi, anzi andando “tranquillamente” a podio. Per il campione del Mondo e per il rookie d’assalto le notizie sono comunque buone, entrambi stanno bene e gli sforzi della gara non hanno sortito effetti negativi sulla loro salute, tanto che entrambi saranno regolarmente in gara il 14 luglio in Germania. Si temeva soprattutto per Jorge, obbiettivamente in una condizione precaria. Ma gli esami fatti dopo la gara hanno escluso qualsiasi complicazione o ripercussione, nonostante guidare una MotoGP al limite non sia certo una passeggiata, specie se lo fai un giorno dopo un’operazione chirurgica. Stesso discorso per Marquez, che dice in prima persona sul suo blog: “Fortunatamente la lesione non era grave e la gara di Assen è stata speciale. Le fratture al mignolo e all’alluce saranno un ricordo al Sachsenring, dove non vedo l’ora di correre!”. Dopo la gara Marc aveva accusato dolori che avevano fatto pensare alla comparsa dei sintomi della sindrome compartimentale (la tumefazione del muscolo all'interno di un involucro costrittivo - nella fattispecie la guaina che avvolge il muscolo stesso - a seguito di sforzi prolungati), ma si sono rivelati normali indolenzimenti dovuti all’azione sul freno.

 

Appuntamento quindi per il GP di Germania, il 14 luglio al Sachsenring

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