Chi si ricorda?

Le Garelli anni ‘20 e ’30 hanno avuto una notevole importanza nella storia motociclistica italiana. Mitica la 350 a cilindro sdoppiato, moto prodotta dal 1919 e usata con successo anche nelle gare. Poi la riconversione, la guerra e la rinascita grazie al Mosquito e a ciclomotori quali Gulp, Eureka, Vip. Infine la crisi. E i fasti di inizio secolo sono inspiegabilmente dimenticati…

la grande casa del... cilindro sdoppiato

Fatto strano: perché la Garelli, che negli anni Venti e Trenta aveva una vasta ed apprezzata gamma di motociclette, viene oggi ricordata solo per i suoi ciclomotori Gulp e compagnia assai più recenti? Che pur belli che siano, utili ancor oggi, e sicuramente protagonisti della motorizzazione popolare per almeno un trentennio dall’inizio degli anni Sessanta, non infiammano certo l’animo e le brame di possesso degli appassionati di moto d’epoca. Eppure chi conosce la storia della moto italiana ben sa quanto sia importante il contributo dato dalla Garelli alla nostra industria (cliccate qui per un breve excursus sulla storia della Casa). Fondata dall’ing. Adalberto Garelli nel 1919, ma in possesso del brevetto per un motore a 2 tempi a cilindro sdoppiato disegnato dal valente ingegnere già nel 1912, la Garelli trova casa a Sesto San Giovanni, alla periferia nord di Milano, e inizia a produrre valide 350 cc con detto motore. 

La foto sotto mostra l' Ingegner Garelli arrivato proprio ai con una "350" ai 1.925 metri del passo del Moncenisio il 10 gennaio 1914, lasciando a bocca aperta i militari di stanza all'Ospizio.

il mosquito e i suoi fratelli

La Casa partecipa attivamente alle gare, soprattutto di durata, ed il mercato conosce e stima il Marchio e le prerogative di resistenza e semplicità meccanica dei suoi modelli. Ma già alla metà degli anni Trenta, la Garelli inizia un improvviso e definitivo disimpegno dalla scena motociclistica, sostituendo alle moto la produzione di compressori ed altri apparati meccanici, anche aeronautici, dedicati soprattutto a mezzi, macchinari ed impianti militari. Nel dopoguerra arriva invece il Mosquito, frutto della riconversione industriale, il seme da cui poi nasceranno tutti i ciclomotori di successo, quando la Garelli, nei primi anni Sessanta, sarà incorporata dalla Agrati. Poi, col nuovo secolo, la Garelli entrerà in una spirale di crisi che la porterà alla scomparsa dalla scena industriale, nonostante diversi infruttuosi tentativi di ridare interesse allo storico Marchio.
Ma chissà perché delle Garelli degli anni Venti e Trenta alle mostre, ai raduni, nelle inserzioni, non se ne vedono proprio, ed incontrare una Alpina 350 ad una manifestazione è davvero un evento epocale. 

“regina del mototurismo alpino”

Gustiamoci allora almeno la bella pubblicità che Motociclismo pubblica sul fascicolo del 29 settembre/6 ottobre 1928: aguzzando la vista si nota come la moto, una 350 sottocanna “regina del mototurismo alpino”, sta affrontando un severo ‘tourniquet’ (modo in voga negli anni Venti per definire il tornante) su una strada sterrata degna di una gara di Regolarità.

garelli mondiale

Nella gallery una rassegna di foto imperdibili, dall’inizio del ‘900 agli anni ’80 (titoli mondiali compresi). L’immagine seguente, ad esempio, è del 1983 e ricorda la sfilza di vittorie ottenute dalla Garelli con Angel Nieto. Col pilota spagnolo Garelli vince il Mondiale 125 nel 1982 (anche il titolo Costruttori), poi di nuovo nel 1983 (anno del titolo Costruttori nella classe 50 cc) e '84 (anche qui arriva il Costruttori 125 cc). Fausto Gresini vince il Mondiale 125 cc nel 1985 e ’87, Cadalora nel 1986 (gli ultimi due titolo sono ancora affiancati da quello Costruttori).

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