08 April 2013

Valentino Rossi ci restituisce la MotoGP

Un inverno promettente, un primo week end di gara con alti e bassi, una corsa partita alla grande, poi quasi compromessa e poi riacciuffata con una rimonta da campione: bentornato, dottore

Valentino rossi ci restituisce la motogp

di Federico Aliverti

 

Erano due anni che non mi emozionavo a vedere una gara di MotoGP. All’ultimo giro mi sono addirittura ritrovato in piedi sul divano con le mani strette al collo del mio povero gatto: sono troppo “valentiniano”? Con un miao un po’ soffocato la mia povera bestia ha come annuito... OK micio ti chiedo scusa, ma quando Rossi è in palla mi fa ribollire il sangue. Non cerco attenuanti, anzi credo che di fronte a un simile spettacolo la cosa possa capitare a chiunque ama lo sport, non per forza il motociclismo. Anche mia moglie, che ama e guida la moto pressappoco come una lavatrice, di fronte alla rinascita in diretta TV di un campione che sembrava finito, si è commossa.

 

IL SEGRETO DEL DOTTORE

Che cos’ha di magico Rossi? E perché è così trasversale? Il suo vero talento per me è questo: lui stesso scrive la sceneggiatura della propria vita e recita a ogni gara un copione prestabilito, dove l’altalena di emozioni è il fulcro dello show. Per spiegarmi ripercorro velocemente questo suo attesissimo ritorno in Yamaha. All’ottimo passo mostrato nelle libere del venerdì segue il tonfo nelle ufficiali del sabato, dove il secondo di distacco da Jorge e gli oltre 5 decimi dalla Ducati di Dovizioso fanno suonare un gigantesco campanello d’allarme. La domenica un ottimo avvio di gara sembra riportarci indietro nel tempo, qualcuno già forse pregusta una Welcom 2, salvo poi ripiombare nel buio pesto: il quasi-tamponamento ai danni dell’incolpevole Pedrosa, l’incapacità di superare Bradl, le Ducati di Dovizioso e di Hayden che si rifanno sotto minacciose...  Allora è vero, Valentino è bollito! Chissà quanti lo hanno pensato, detto, forse anche scritto.

 

SE CI FOSSE ANCHE STONER…

Ma proprio quando i titoli di coda sembrano scorrere sulla straordinaria carriera del nove volte campione del mondo, ecco che parte la rimonta più imprevedibile e inattesa. Una cavalcata a suon di 55” e 56” che porta il Dottore a infilare prima Cal, poi Dani e infine Marquez, unico al quale viene concesso diritto di replica. Il finale del film ha un copione già scritto: la moto che rimane senza benzina e lui, come le star, che si fa attendere nel parco chiuso. È anche per questo che Valentino Rossi è l’unico sportivo italiano di fama interplanetaria. Le sue affettazioni da star non piacciono a tutti, ed è giusto così. Ma chi ama questo sport oggi deve gioire: Valentino (e Marquez) ci hanno riconsegnato la MotoGP che vogliamo! Aggiungerei che se ci fosse anche Stoner, tra i magnifici quattro, sarebbe il Mondiale più bello di sempre.

 

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