di Nicolò Codognola - 09 marzo 2019

Test Moto Guzzi V85 TT: nuova razza

A Mandello l’hanno battezzata Classic Enduro, ma è moderna in tutto. Difficile inquadrarla in un segmento esistente; è una sorta di scramblerona da viaggio. Convince per comfort, guida, prestazioni e prezzo. Non pienissima ai bassi regimi, l’erogazione è però elastica e progressiva
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Della Moto Guzzi V85 TT vi abbiamo già detto tutto: con l'aiuto di chi questa moto l'ha progettata e costruita, vi abbiamo raccontato alcuni aneddoti riguardanti la sua nascita e svelato tutti i segreti del suo bicilindrico; a settembre 2018 abbiamo avuto la fortuna di provare il prototipo in esclusiva mondiale (qui le impressioni di guida) e vi abbiamo già anticipato come va. In occasione di Intermot, poi, vi abbiamo mostrato i nuovi colori e a Eicma svelato gli ultimi dati tecnici che ancora erano top secret.

Ora, dopo avervi svelato il prezzo, siamo tornati in sella per mettere alla prova la versione definitiva e vi raccontiamo com'è andato il secondo approccio alla V85 TT. La produzione della moto è iniziata poco fa e oltre 8.000 appassionati da tutta Europa si sono già prenotati per poterla provare in anteprima nei test ride che inizieranno a fine febbraio (cliccate qui per prenotarvi), quando la nuova moto arriverà nei principali Motoplex e concessionari Moto Guzzi.

Il nostro test

Siamo stati i primi a provarla, sei mesi fa, la Moto Guzzi V85 TT. All’epoca era ancora un prototipo, le mappature erano provvisorie, alcuni dettagli da definire. Ma l’anima, lo spirito della moto erano già ben definiti. Oggi, in sella alla versione che troviamo già in vendita presso i concessionari, ritroviamo quelle belle sensazioni della nostra anteprima, il gusto di guida di una moto sincera, la facilità e spensieratezza di una crossover che offre buona maneggevolezza e tanta, rassicurante stabilità. Il motore, ora in veste definitiva, convince per l’erogazione pastosa e che mai mette in difficoltà.

Che ci sia grande, grandissima aspettativa da questa Guzzi ce lo dicono i numeri: gli articoli che la riguardano, sul nostro sito, sono tra i più cliccati. E ora che la rete vendita ha ricevuto i primi esemplari, sono già stati prenotati oltre 8.000 demo ride. C’è interesse, intorno alla V85 TT, che stuzzica i motociclisti più maturi, quelli che vogliono una moto completa, ma non impegnativa; facile, con sella bassa, evocativa nel design, ma non per questo scialba nella guida, limitata nell’utilizzo, né eccessivamente costosa (meno di 12.000 euro chiavi in mano). Ma è anche un prodotto completamente nuovo, che strizza l’occhio anche a nuovi utenti, non per forza Guzzisti doc: giovani alla prima esperienza con una maxi, biker esperti che vogliono un mezzo polivalente, ragazze stanche di crossover giganti e pesanti. Una moto trasversale, insomma.

Quanto è amichevole, la V85 TT, lo si capisce appena si sale in sella. La seduta non è troppo alta e vicina a terra quanto basta per piacere anche ai piloti brevilinei. Non è un divano, ma è comoda per viaggiare tutto il giorno senza stancarsi e ha i fianchi stretti per guidarla bene anche in piedi. Chi scrive supera di poco i 180 cm di altezza, ma il serbatoio, bello capiente (23 litri, un record per il suo segmento), accoglie perfettamente le ginocchia. Dal punto di vista del comfort, un plauso va all’efficacia della protezione aerodinamica e al contenuto tasso di vibrazioni. Il calore emanato non è eccessivo, ma è anche vero che durante la nostra presa di contatto le temperature esterne non hanno mai superato i 20 °C.

Il nuovo motore convince. Vibra poco, ha una voce pacata e non trasmette scariche di adrenalina, ma ciò non significa che sia un elettrodomestico. Il carattere non gli manca. Diciamo piuttosto che ha smussato i tratti più marcati dei suoi predecessori per adeguarsi anche ai motociclisti più esigenti e puntigliosi. La potenza è quella giusta per divertirsi senza rinunce. E ce n’è quanto basta per viaggiare senza dovergli tirare il collo, anzi. Che non sia un mostro di coppia ai bassi regimi c’era da aspettarselo, ma va bene così: l’erogazione è bella rotonda, progressiva, fluidissima. La spinta diventa decisa a partire dai 4.000 giri/min e allunga con decisione fino al limitatore. Così, se in città e appena fuori ti trovi a trotterellare con un filo di gas e senza sussulti, appena la strada si distende vien voglia di tirare le marce e fiondarti tra le curve affidandoti alla ciclistica solida e rassicurante. Ottima la trasmissione, con un cambio morbido e abbastanza preciso, che segna un taglio netto con il passato (per chi ha guidato delle Guzzi fino ad oggi: scordatevi i sonori “clonck” quando ingranate la prima), e una frizione tanto leggera che potrebbe azionarla anche un bambino.

L’erogazione è gestita da un comando RBW abbinato a tre mappature motore: Strada, Pioggia, Offroad. In tutti e tre i casi la potenza non viene ridotta, ma la risposta alla prima apertura del gas è leggermente più dolce in mappa Pioggia. Quello che cambia è l’intervento di ABS e Traction Control. In Strada il controllo di trazione è impostato su un settaggio medio, in Pioggia è più attento; ridotto al minimo in Offroad. In quest’ultima mappa viene automaticamente disabilitato anche l’ABS sulla ruota posteriore, mentre su quella anteriore il suo intervento è meno invasivo che su asfalto. Entrando nel menu (facilmente gestibile con i comandi a manubrio) si può disinserire del tutto l’ABS (anche davanti, dunque) solo in modalità Offroad, mentre il TC è escludibile in tutte le mappe, volendo.

A livello ciclistico, troviamo un nuovo e compatto telaio a traliccio, abbinato a sospensioni regolabili e ottimamente tarate anche nel settaggio standard: assorbono bene restituendo buon comfort nell’utilizzo turistico, e non cedono se strapazzate con una guida vivace. Se da un lato la stabilità della V85 TT è più che buona, una piccola rinuncia in termini di agilità è da mettere in conto. Beninteso: rimane maneggevole e facile anche nello stretto, ma dire che questa moto sia una anguilla nei rapidi cambi di direzione è un’altra cosa. Va guidata, indirizzata un po’ con le braccia. Ma non affatica. Anzi, restituisce un gusto di guida piacevole. Ti fa sentire attivo. Non si fionda alla corda con la rapidità del pensiero, come fanno altre crossover dalla ciclistica più affilata, ma accompagna con una dinamica neutra e solida. Ottima, infine, la frenata, che convince per potenza e modulabilità.

Promossa, dunque? A pieni voti! Qualche dettaglio non è al top: la strumentazione, ad esempio, pur completissima e moderna, è soggetta a qualche riflesso di troppo. Ma ciò non toglie nulla al gusto di guida.

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