di Marco Riccardi - 14 maggio 2019

Long Test Kawasaki Versys 650 GT: il punto dopo 30.000 km

La Kawasaki Versys 650 GT ha passato la metà della nostra stressante maratona: occasionali problemi di avviamento, la catena non più in forma e la potenza... un po' in calo
1/24 Per monitorare le prestazioni del propulsore, ogni 6.000 km verificheremo la sua potenza al nostro centro prove. Sarà l'occasione per il riscontro dei livelli di olio e refrigerante.

Non ci si ferma mai. Affrontando, debitamente attrezzati moto e pilota, un inverno abbastanza "clemente", con la Kawasaki Versys 650 GT protagonista del nostro long test siamo arrivati a quota 30.000 km. Temperature anche rigide e strade certamente non perfette, tra il sale antighiaccio che si insinua dappertutto e il brecciolino formato dalle troppe buche, ma la Versys 650 ha macinato chilometri e chilometri senza problemi. Per meglio proteggerci dal freddo abbiamo montato il coprigambe Gaucho di Tucano Urbano, nella versione dotata del sistema S.G.A.S. che gonfia le falde laterali per evitare lo sventolio alle alte velocità. Inoltre, poiché la moto giapponese non ha manopole riscaldate (nemmeno in optional), abbiamo aggiunto ai ripari sul manubrio dei coprimani in neoprene, sempre di Tucano Urbano.

Falsa partenza

A cominciare dai 25.000 km un inconveniente si è occasionalmente ripetuto: il mancato avviamento del motore, sia a freddo sia a caldo. Il motorino di avviamento dà il suo starter al bicilindrico, ma il propulsore della Versys non prende vita, come se non venga innescata l'accensione delle candele e di conseguenza la combustione nella testata. Anche a ripetere l'operazione non si avvertono segnali: il motorino continua a girare a "vuoto". Occorre chiudere il contatto sul cruscotto, di nuovo ripristinarlo con la chiave, attendere il check sul display della strumentazione e premere il pulsante: a quel punto il motore parte immediatamente. Al tagliando dei 36.000 km verificheremo con i tecnici della filiale italiana di Kawasaki il perché di questo inconveniente.

Alla ricerca dei CV

Ogni 6.000 km la Versys viene messa al banco dinamometrico al nostro centro prove per verificare i valori di potenza e coppia massima alla ruota. Il risultato migliore (60,89 CV e 56 Nm) l'abbiamo avuto a 6.000 km, praticamente con la moto fresca di rodaggio. Poi a 12.000 km il rilevamento al banco ha mostrato 1 CV e 2,5 Nm di meno, ma sul risultato può aver influito una catena di trasmissione finale oltremodo usurata. A 18.000 km il motore aveva ripreso vigore dopo il cambio del filtro previsto dal programma di manutenzione. A quota 24.000 la potenza è calata (58,30 CV) al pari della coppia (53,89 Nm). Ora ne mancano quasi altri due di CV e di Nm: le curve di potenza e coppia, confrontate con le migliori del rilevamento a 6.000 km, mostrano un gap costante da 3.000 giri/min sino al limitatore. Di nuovo abbiamo una catena non più "in forma": qualche maglia non scorre perfettamente e questo potrebbe influire sulle performance del motore. A 36.000 km sostituiremo la catena e verificheremo le prestazioni.

Compagni di viaggio

Compagna di viaggio in questo long test è Continental: la gomma scelta per la Versys 650 è la ContiRoad Attack3 che si caratterizza per la precisione di inserimento in curva data dalla sua carcassa rigida e da un profilo del battistrada che la rende veloce nel cambio di direzione. L'altra scelta è caduta su Alemasat, che propone un nuovo concetto di antifurto. Il valore aggiunto di questo sistema deriva dalla possibilità di monitorare in diretta il tentativo di furto oppure localizzare la moto dal proprio smartphone, grazie alla app dedicata.

Il nostro tester "Culo di Pietra" indossa:
  • Completo Rev'it! Dominator GTX, con giacca multistrato impermeabile (Gore-tex) che presenta la possibilità di adattarsi rapidamente alle varie condizioni ambientali.
  • Stivali scelti sono i Discovery Outdry, leggeri e comfortevoli e sempre in ottica sicurezza.
  • Paraschiena Rev'it! Seesoft (livello 2),basato su una serie di strati che hanno la possibilità di scivolare tra di loro attutendo l'impatto sulla schiena.
  • Casco Arai QV-Pro: deriva nella forma e nella calotta dal top di gamma, lo sportivo RX-7V. Si caratterizza per il sistema PSS che posiziona un visierino oscurante all'esterno di quella principale. 4.
  • Interphone Tour di CellularLine: si distingue per elevata autonomia (23 ore di conversazione), qualità audio e la facilità d'uso anche con i guanti.
  • Il dispositivo Woolf, il primo sistema "indossabile" pensato per le due ruote che avvisa della presenza dei vari punti di rilevamento della velocità (velox fissi, tutor autostradali e postazioni mobili standard) e pure dei semafori con telecamera. Fisicamente Woolf è un braccialetto in pelle che emette una vibrazione al polso con una frequenza crescente quando ci si avvicina a un "velox". Questo avviene tramite GPS e una connessione (via Bluetooth) con una App, che può essere scaricata dai vari store di Android e iOS, che si avvale di un sistema di mappatura che copre oltre 70 Paesi.
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