Un’Harley che sta in piedi da sola

La Casa di Milwaukee ha brevettato un sistema di assistenza in grado di mantenere autonomamente in piedi una moto quando è ferma o procede a bassa velocità. Il dispositivo è nascosto all’interno di un bauletto ed è adattabile a qualsiasi modello

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Il disegno ci mostra il brevetto Harley-Davidson di un giroscopio in grado di mantenere in equilibrio la moto da fermi o alle basse velocità 

Nella gamma Harley-Davidson ci sono numerosi modelli che superano i 3 quintali di peso, alcuni addirittura 4 (431 kg la CVO Road Glide, ad esempio)! Capite bene che muoversi alle basse velocità e far manovra da fermo con questi “bisonti” non è affatto semplice: sbilanciarsi e perdere l’equilibrio è un attimo. E rialzare poi una moto da 300 kg non è affatto semplice… Così, per cercare di evitare questo inconveniente Harley-Davidson ha brevettato un sistema di assistenza alla guida in grado di mantenere autonomamente in piedi una moto quando è ferma o procede a bassa velocità.

Si tratta di un giroscopio tradizionale a massa rotante, una versione ingrandita dei giroscopi giocattolo per bambini che sembrano sfidare le leggi di gravità. Il giroscopio Harley, però, è costituito da un grosso volano in grado di ruotare tra i 10.000 e i 20.000 giri/min. grazie ad un motore elettrico collegato tramite un giunto cardanico. Questa soluzione consente al volano di muoversi liberamente in entrambi gli assi (rollio e imbardata) durante la guida. Ciò significa che, a parte il peso aggiuntivo, il sitema non influenza il comportamento dinamico della moto alle alte velocità. Ad andature ridotte (al di sotto di circa 5 km/h), invece, il giroscopio entra in azione come ausilio all'equilibrio: una frizione si innesta bloccando l'asse di rollio, mentre una centralina gestisce l’inclinazione laterale della massa rotante, creando una forza che influenza l'equilibrio della bici. I sensori presenti registrano quando la moto inizia a piegarsi su un lato e la centralina e l'attuatore lavorano per compensare tale inclinazione. Ci vuole relativamente poca forza per farlo, a condizione che questa venga applicata prima che la moto abbia iniziato a inclinarsi troppo. Piccoli movimenti applicati al giroscopio sono sufficienti per consentire alla moto di auto-bilanciarsi. Non appena la moto raggiunge velocità superiori a 5 km/h, l'attuatore del giroscopio viene disinnestato.

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Il disegno ci mostra il brevetto Harley-Davidson di un giroscopio in grado di mantenere in equilibrio la moto da fermi o alle basse velocità 

Vero, non è la prima volta che vediamo un giroscopio studiato per mantenere in equilibrio una moto. Un sistema simile era già stato mostrato da Honda qualche anno, fa con il “Riding Assist” (qui sotto le foto). La differenza è che il progetto della Casa di Tokyo per stare in equilibrio non sfrutta dei giroscopi, ma fa affidamento su una tecnologia sviluppata internamente con l’UNI-CUB (un veicolo monoruota in grado di muoversi semplicemente spostando il peso del corpo e inclinandosi verso la direzione desiderata). Sfruttando i dati che riceve dai numerosi sensori, Riding Assist regola l'equilibrio tramite il peso stesso del veicolo, l’estensione e l’inclinazione della forcella e la rotazione delle ruote.

Il vantaggio del brevetto Harley-Davidson è che in questo caso l’intero sistema di bilanciamento (volano, sensori, centralina…) trova spazio all’interno del bauletto posteriore, e quindi è compatibile con qualsiasi moto. Un sistema simile a quello di H-D è invece quello realizzato dagli indiani di Liger Mobility, che hanno sviluppato un dispositivo in grado di bilanciare autonomamente il peso di uno scooter, in modo da permettere al veicolo di stare in piedi -anche da fermo- da solo.

1/7 Honda Riding Assist regola l'equilibrio tramite il peso del veicolo, l’estensione e l’inclinazione della forcella e la rotazione delle ruote, permettendo così al veicolo di stare in piedi da solo

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