Suzuki: “Mobilità urbana e vintage contano, ma il futuro è sportivo”

Perché Suzuki vende poco? La nuova GSX-R 1000 2017 sarà sufficiente a risollevare le sorti delle vendite italiane ed europee per il Marchio di Hamamatsu? Servono scooter elettrici e a tre ruote? O magari delle novità nel campo delle moto classiche? Nella nostra intervista esclusiva, il Vice Presidente della filiale Italiana parla delle strategie per il rilancio

INTERVISTA ESCLUSIVA A TOMOKI TANIGUKI, VICE PRESIDENTE SUZUKI ITALIA

Su Motociclismo di giugno, a pagina 22, c’è un’interessantissima intervista di Federico Aliverti al giovanissimo Vice Presidente e responsabile della divisione moto di Suzuki Italia da aprile 2016: Tomoki Taniguki, classe 1977. Un botta e risposta schietto, con domande anche scomode e repliche per nulla “politiche”. Tutto parte da una costatazione: Suzuki è debole sul mercato italiano ed europeo, ha una gamma completa ma poco affascinante e forse poco valorizzata, spinta a suon di sconti e promozioni. Quale può essere la via per il rilancio? Quale la filosofia alla base delle future strategie progettuali, di marketing e commerciali? Mr. Taniguki risponde con passione, facendo capire che in futuro Suzuki sarà gestito e spinto come marchio dall’immagine emozionale, presentato facendo leva sui concetti di divertimento, stile, sportività. Ecco ad esempio cosa il vice presidente di Suzuki Italia pensa del design, delle moto come “giocattoli”, delle due ruote come soluzione ai problemi di mobilità urbana e del fenomeno delle “heritage”.

LA SPORTIVITÀ È IL NOSTRO FUTURO

Noi italiani pensiamo che il design penalizzi le vostre moto, che tecnicamente sono quasi sempre impeccabili
A Torino abbiamo creato un Centro Stile. Questo ci consentirà di stupirvi, a breve, con prodotti straordinari che emozioneranno il cliente al di là delle sue aspettative.
 
Nel 2017 arriverete con l’ennesima, sbalorditiva GSX-R 1000: ha ancora senso investire così tanto in questo segmento?
La sportività del mercato sarà l’elemento trainante dei prossimi 15 anni. Il mercato ha cicli di 10-15 anni, vedrete che prima o poi le sportive torneranno, e noi saremo pronti. Non dimentichiamoci mai che vendiamo giocattoli di lusso.
 
Però la moto è anche la migliore soluzione ai problemi di mobilità urbana: avete pensato a un tre ruote? E a uno scooter elettrico?
Monitoriamo i mercati e lavoriamo anche in questo senso, ma per ora il fenomeno è circoscritto a pochi paesi e pochi numeri. Penso ad esempio ai tricicli, che sono fenomeni visti solo in Francia, Italia e Giappone.
 
Quindi le moto classiche potrebbero essere un segmento di vostro interesse?
Quando è partito il fenomeno heritage lo abbiamo sottovalutato, forse in futuro lo cavalcheremo. Anche questa è una tendenza che si ripete a cicli decennali. Ma dietro a una moto ci vuole una storia, non basta vestirla anni Settanta.

IL TOP MANAGER SUZUKI CHE APPREZZA BMW, DUCATI E HONDA

Nell’intervista su Motociclismo di giugno si parla anche di previsioni di vendita ottimistiche per i prossimi anni; normative anti inquinamento troppo penalizzanti; di importanza del Marchio più che dei prezzi; del mercato italiano troppo… scooteristico. E poi due curiosità: a Tomoki Taniguki piacciono molto una Ducati e una BMW, mentre è firmata Honda una delle innovazioni tecnologiche ritenute da lui più importanti e rivoluzionarie nel mondo della moto. Tutti i dettagli (e i nomi) su Motociclismo in edicola

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