Victory Magnum: provata in anteprima la bagger di tendenza

Il listino Victory si amplia con nuovi modelli; in USA abbiamo testato la Magnum, derivata dalla Cross Country, che si ispira alle realizzazioni custom dei preparatori d’Oltreoceano

Victory magnum: provata in anteprima la bagger di tendenza

Poco tempo fa ho parlato del mega-raduno di Sturgis, in South Dakota, e delle tendenze motociclistiche che abbiamo visto (qui articolo e gallery, ma ricordate anche che proprio a Sturgis abbiamo avuto la possibilità di provare in esclusiva la nuova Indian Scout).

Se rammentate, raccontavo che la stragrande maggioranza delle moto viste al raduno sono bagger superaccessoriate, ribassate e appariscenti. In Europa, in campo custom-cruiser, vanno forte le moto in stile vintage, sottili ed eleganti, tipo la Abnormal Cycles Union o altre che si sono viste all’AMD World Championship. Ma le cruiser con carena e borse rigide laterali piacciono anche a noi Italiani: la Harley-Davidson Street Glide, regina del segmento, è tra i modelli più venduti del Marchio americano. Tanto che per il 2015 arriva con altre novità: il suo aggiornamento è stato ininterrotto. Oltre alle chicche estetiche ed elettroniche, le modifiche più evidenti si sono concentrate sulla ciclistica, con il miglioramento delle sospensioni e con l’innalzamento del diametro della ruota anteriore: partita da 16” al suo esordio, è arrivata a 18”; la CVO addirittura monta di serie un cerchio da 19”. Ed è questa la tendenza che i preparatori del Vecchio Continente stanno importando dagli USA: bagger con ruote anteriori sempre più grandi, che fanno apparire ancor più acquattato a terra il retrotreno.

 

ESAGERATA

In questo filone si inserisce di diritto la Victory con la sua più recente novità, la Magnum, che tra le bagger è la prima a montare, di serie, una ruota anteriore da 21”. Deriva dalla ottima Cross Country e ne condivide le eccellenti doti di tourer, aggiungendo un tocco modaiolo. Punta dritta a conquistare i giovani biker -ci dicono gli uomini Polaris- che vogliono abbandonare le proposte giapponesi, ma trovano le altre americane (H-D e Indian) troppo impegnative, soprattutto sul piano economico. Il target di riferimento ha un’età compresa tra i 30 e i 45 anni. Siamo d’accordo: motociclisti più maturi forse faranno fatica a digerire l’appariscente livrea della Magnum, ottimamente realizzata e verniciata, ma decisamente vistosa. Persino il dashboard (l’interno dello scudo protettivo) è in tinta con la carrozzeria, proprio come vuole la tendenza attuale Sfogliate la gallery e stupite.

 

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Sul lungolago e fuori dal bar farà un figurone. Ma davvero non fa rimpiangere la Cross Country e anzi aggiunge qualcosa? Di più della sorella ha l’impianto audio, che con 6 speaker da 100 W accompagna il pilota avvolgendolo con suoni potenti e limpidi. Il rombo del motore non interferisce troppo; lo fanno però i turbinii intorno al casco per chi supera i 180 cm di altezza, che dietro il basso plexiglass restano un po’ esposti. Il comfort però rimane elevato, il resto del busto è ben protetto, le vibrazioni sono praticamente inesistenti e l’ergonomia è più che buona, con sella ben conformata e pedane belle ampie. Nei lunghi trasferimenti come nelle scampagnate (magari tra le curve dolci che abbiamo incontrato sulle Black Hills, in South Dakota), la Magnum è un’eccellente compagna di viaggio. Rispetto alla Cross Country (che pure abbiamo avuto modo di ri-provare durante il nostro test negli USA) accusa un po’ di inerzia in ingresso in curva, dovuta principalmente al maggior diametro della ruota anteriore. Non è una cosa così grave, solo è meno “svelta”, a egualmente gustosa. Il telaio, in alluminio, e le sospensioni (il posteriore è più basso di circa 25 mm) lavorano egregiamente.

 

PROPULSORE DI FAMIGLIA

Il motore, poi, il potente Freedom 106 (1.731 cc) condiviso con tutte le Victory e che abbiamo già avuto modo di provare (anche nella recente comparativa cruiser, con la entry level Judge - protagonista della nostra comparativa cruiser in Puglia - si conferma potente, elastico, ben rapportato (6 marce, la trasmissione finale è a cinghia); si accusa solamente un cambio dagli innesti un po’ duri. Tra i difetti riscontrati sull’esemplare testato invece, dobbiamo segnalare la frenata: potente e ben assistita dall’ABS, restituisce però una risposta alla leva molto spugnosa.

 

La Magnum arriverà il prossimo autunno anche in Italia, dopo i saloni: il prezzo verrà rivelato a Intermot, ma dovrebbe superare di poco i 20.000 euro.

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