di Andrea Cavalleri - 17 luglio 2019

Kawasaki W800 Street e CAFE: il nostro test

A dispetto del look d'antan la guida è una piacevole sorpresa: specialmente la CAFE è piuttosto svelta in ingresso curva pur mantenendo una grande stabilità e un ottimo rigore. Le stesse caratteristiche dinamiche si ritrovano sulla Street ma lievemente appannate da una posizione di guida più adatta a godersi il panorama. Ecco le prime impressioni di guida

1/35 Kawasaki W800 CAFE

In occasione di Eicma 2018 ha destato un certo clamore l'annuncio di Kawasaki di aver rimesso mano al progetto W800, che sembrava ormai chiuso dopo la produzione della Final Edition del 2016. La casa di Akashi invece non ha lasciato, ma addirittura raddoppiato l'offerta presentando al Motor Bike Expo di inizio anno due versioni della propria media heritage: la Street e la CAFE, e sono proprio loro le protagoniste della prova di oggi.

Di primo acchito la Street può sembrare molto simile alla W800 di precedente generazione, ma le differenze invece sono molteplici: il cerchio anteriore passa da 19" a 18, i tubi del telaio sono maggiorati così come il diametro forcella (41" invece di 39"), cresce anche il diametro del disco freno anteriore e viene introdotto il disco di 270 mm posteriore in luogo del tamburo. Il faro davanti ora è a LED e la posizione di guida è modificata per mezzo di un manubrio più alto e con una curva più accentuata del precedente. Completano le modifiche la nuova frizione antisaltellamento e il propulsore che guadagna l'omologazione Euro 4 e sviluppa 48 CV di potenza, in linea con i requisiti per i possessori di patente A2. Disponibile solo nella colorazione Nero/Grigio.

La CAFE invece è una proposta inedita di Kawasaki e si ispira chiaramente al tipo di moto utilizzate dai rocker londinesi degli anni 60. Differisce dalla Street per la sella bicolore a due piani di seduta, il canale dei cerchi a raggi verniciato di nero, le guance del serbatoio, il cupolino e il manubrio basso di tipo clubman. Disponibile solo nella colorazione Metallic Magnesium Grey/Galaxy Silver.

1/29 Kawasaki W800 CAFE

Come vanno

In sella la Street stupisce subito per la posizione di guida davvero d'altri tempi: il busto è perfettamente eretto e ci si trova seduti comodamente con un angolo ottimale delle ginocchia, aggrappati ad un manubrio alto e curvo che impone una postura tra lo scrambler e il chopper: sicuramente confortevole ma adatto principalmente ad andature tranquille. Sulla CAFE invece ci si sente pronti ad attaccare le curve: la postura degli arti inferiori è simile a quella che si mantiene sulla sorella, ma il manubrio basso impone una posizione avanzata di busto e spalle, senza però affaticare i polsi: una ergonomia davvero azzeccata. I comandi sono facili da azionare anche se dal disegno un po’ datato, la sella di entrambe piuttosto comoda ma dal buon sostegno, e le vibrazioni sono avvertibili su seduta e manubrio a partire dai 3.500 giri, senza diventare mai fastidiose, anzi contribuendo al carattere sanguigno delle moto.

Il motore è il noto bicilindrico frontemarcia di 773 cc delle precedenti versioni ma adeguato per rientrare nell'Euro 4: è fluido, piuttosto elastico e garantisce una buona spinta dai 4.000 fin quasi ai 7.000 giri. Di certo non è un fulmine ai bassi regimi ed impone di scalare una marcia per tirar fuori la W800 da svolte strette, ma non bisogna dimenticare che la casa giapponese punta anche ai neopatentati e ai motociclisti di ritorno, dunque va bene così. Molto piacevole invece la tonalità di scarico dal sound "dei bei tempi che furono" con un caratteristico borbottìo ai bassi regimi e qualche scoppio in rilascio che da gusto. Cambio preciso negli innesti e frizione ben modulabile completano il quadro.

1/47 Kawasaki W800 Street

A dispetto del peso non esattamente piuma (221 kg per la Street e 223 kg per la CAFE, in ordine di marcia) la guida è una piacevole sorpresa: specialmente la CAFE è piuttosto svelta in ingresso curva pur mantenendo una grande stabilità e un ottimo rigore direzionale anche ad andature sostenute, ed in questo è coadiuvata dalla posizione di guida che invita ad attaccare le curve e da sospensioni di buon livello che rappresentano un compromesso azzeccato tra sostegno e capacità di assorbire le asperità: anche insistendo nell'affrontare rappezzi e ondulazioni dell'asfalto l'assetto rimane stabile e il comfort non ne risente. Le stesse caratteristiche dinamiche si ritrovano sulla Street ma lievemente appannate da una posizione di guida più adatta a godersi il panorama che ad affrontare le svolte con piglio sportivo. Buona anche la frenata, affidata ad un disco anteriore da 320 mm di discreta potenza e buona modulabilità e all'inedito disco posteriore da 270 mm poco incisivo e dalla corsa limitata.

Le due W800 sono già disponibili dai concessionari a 10.090 euro c.i.m.* la Street e 10.890 euro c.i.m.* la CAFE.

*: i prezzi presenti in questo articolo sono da intendersi con la formula “chiavi in mano”, comprensivi di messa in strada, che Motociclismo quantifica in 250 euro.

1/36 Kawasaki W800 CAFE 2019
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