Harley-Davidson FXDR 114 2019: la "power-slider"

Abbiamo provato la Harley-Davidson FXDR 114 2019. Ecco le prime impressioni di guida della nuova "power-cruiser" di Milwaukee, con i pregi e i difetti della moto. Il nostro test
1/28 Harley-Davidson FXDR 114 2019 (foto ufficiale della Casa)

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Solo pochi giorni fa Harley-Davidson ha svelato le novità delle famiglie CVO e Touring e la nuovissima FXDR 114, un modello che amplia la gamma Softail e che fa del look aggressivo la propria caratteristica distintiva. La nuova "power-cruiser" di H-D è spinta dal motore Milwaukee-Eight 114 ed equipaggiata con forcellone in alluminio, forcella a steli rovesciati da 43 mm, cerchio anteriore da 19" in alluminio forgiato e posteriore da 18" con gomma da 240 mm. La frenata è gestita all’anteriore da due dischi da 300 mm di diametro, mentre al posteriore ce n’è uno da 292 mm. Fra gli elementi stilistici spiccano il un nuovo faro a LED e serbatoio allungato da 16,7 litri di carburante. La dotazione di serie comprende sistema di accensione Keyless e porta USB. Sulla bilancia la nuova FXDR 114 segna 303 kg.

Per tutti i dettagli della nuova Harley-Davidson FXDR 114 vi rimandiamo al nostro articolo di presentazione della moto, dove trovate anche la scheda tecnica e un video che ce la mostra in azione; ora vi lasciamo con le prime impressioni di guida (le trovate nella pagina successiva).

Il test completo, con approfondimenti ed interviste, lo troverete su Motociclismo di ottobre, in edicola a fine mese.
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Certo che appena seduti sulla FXDR ci si sente, a torto o a ragione, dei “figaccioni”: la prima vetrina di un negozio ci rimanda un’immagine che conferma la notevole arroganza visiva di questo bestione lungo, basso e “pistonante”. Manubrio relativamente stretto, schiena stirata in avanti, sella affossata nel mezzo della moto e… perché quelle pedane avanzate? Davvero, non capiamo perché non siano state posizionate centralmente: abbiamo “finto” l’appoggio di piedi a metà moto e onestamente il comfort migliora, anche perché la schiena subisce meno le scudisciate che inevitabilmente la sospensione posteriore dall’escursione ridotta trasmette al pilota sui fondi sconnessi. Tuttavia, sulla FXDR non manca il feeling, almeno a bassa velocità: appena partiti e approfittando di un asfalto non troppo aderente ci siamo “esibiti” in lunghi power-sliding (che poi è com dire “metter la moto di traverso a manetta spalancata” ma in modo più figo…), resi possibili dalla coppia motrice sempre su valori mostruosi e soprattutto erogata in modo lineare e costante lungo tutto la curva di giri motore.
Il twin americano risponde dolcemente anche all’apertura più “ignorante” dell’acceleratore ma poi, ragazzi, le pistonate arrivano al mostruoso gommone posteriore che spinge senza pietà gli oltre 300 kg in ordine di marcia della FXDR. Nei semaforo-semaforo questa Harley fa godere davvero, ma quando si passa al “veloce” e al misto qualche magagna affiora nettamente. La ruota anteriore molto “lontana” dal centro di gravità è poco caricata dai kg della moto e il feedback nelle curve con ingresso veloce comunica che non è il caso di esagerare, anche perché le pedane “grattano” l’asfalto fin troppo presto. I dischi freno, poi, svolgono bene il loro compito ma, proprio per l’angolo di sterzo molto aperto che allontana la ruota dal centro di massa, richiamano troppo presto l’intervento, pronto e preciso peraltro, dell’ABS. Il peso notevole e l’angolo di piega limitato però evitano di raggiungere la “zona rossa” che porta alla chiusura dello sterzo, su questo sulla FXDR si può stare tranquilli.
La guida nel misto va centrata piuttosto sul posteriore, approfittando del tiro da Caterpillar del motore che aiuta a chiudere la traiettoria, se si abbina un ampio spostamento del busto verso l’interno della svolta, in modo da mantenere la moto il più verticale possibile. Una volta raddrizzata, le marce si inseguono rapidamente per mantenere il motore in quei medi regimi da cui uscire alla ricerca di un allungo che non c’è è cosa assolutamente inutile. Sul veloce, ma intendiamo con questo “veloce” per davvero, l’avantreno perde in precisione, niente di preoccupante, sia chiaro, ma correre forte tra le curve autostradali è cosa per esperti. Ma tanto questa “coppia motrice” a forma di Harley-Davidson sfoggia il meglio di sé sui vialoni delle città, dragando l’asfalto ad ogni partenza (a proposito, il passeggero è solo tollero più che ospitato a bordo), tanto che guidandola nelle vie del centro (beh, meglio se non proprio nel centro-centro) si spera sempre che il prossimo semaforo sia… rosso.

Chiudiamo con il prezzo: la nuova Harley-Davidson FXDR 114 sarà disponibile in sei colori (Vivid Black, Denim nero, Denim grigio, Wicked Red Denim, Bonneville Salt Denim, Rawhide Denim) ad un prezzo di 25.550 euro c.i.m.*

*:il prezzo “chiavi in mano” si ottiene aggiungendo al prezzo “franco concessionario” le spese per la messa in strada, che Motociclismo quantifica forfettariamente in 250 euro.
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