Fantic Caballero 500 2021: come vanno, pregi e difetti

All’Agrienduro di Casciana Terme, in Toscana, abbiamo messo alla prova la gamma Caballero 500 2021, composta delle versioni Rally, Anniversary, Deluxe, Scrambler e Flat Track. Ecco le nostre impressioni di guida, con pregi e difetti di ognuna

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Sono cinque le versioni della Caballero presentate da Fantic in vista del 2021 (qui i prezzi), tutte omologate Euro 5 e con aggiornamenti che riguardano la centralina elettronica, il sistema di raffreddamento, la spaziatura del cambio, l'impianto di scarico e i comandi al manubrio. Per darci l’opportunità di provarle, Fantic ha organizzato la “Fun Race”: cinque gare, una per ogni modello. Nelle pagine a seguire vi diciamo come vanno e quali sono i pregi e i difetti delle Caballero Rally, Anniversary, Scrambler, Flat Track e Scrambler Deluxe.

La Rally è la versione più costosa, completa e dedicata a chi sogna week end di polvere e fango. In sella l'ergonomia è perfetta (chi scrive è 180 cm), ottimo l'angolo di piega delle ginocchia e l'altezza sella (860 mm) che permette di toccare bene a terra, utile anche per i "pestoni" che servono a tirarsi fuori dai canaloni in fuoristrada. La Rally si comporta bene in strada: leggera, maneggevole, con le Michelin Anakee Wild che garantiscono un buon feeling anche su asfalto grazie alla tassellatura pronunciata ma piuttosto fitta. Già dai primi metri in fuoristrada, invece, affiora la sensazione di facilità di guida. L'impegno richiesto per far correre la Rally in off road è vicino allo zero: la forcella copia bene le asperità, il motore è pastoso e pronto. Solo quando ci si alza sulle pedane emergono alcuni difetti: la posizione è piuttosto ingobbita, la larghezza della moto impone una postura leggermente divaricata delle caviglie e lo stivale destro interferisce con la tabella portanumero, ma senza inficiare troppo il piacere di guida. In generale l'assetto della Rally è sempre neutro e le reazioni prevedibili e sincere. La frizione, dall'innesto morbido, ha resistito bene agli strapazzi e il cambio è preciso e ben rapportato.

Queste due versioni condividono la stessa base tecnica, ma con colorazioni diverse: il classico rosso Fantic per la prima e un grigio pastello abbinato a sella marrone per la seconda, che si concede anche il manubrio con traversino e paracolpi nella stessa tinta della sella. La Scrambler è piccola e compatta, ma dispone di buona triangolazione di sella, pedane e manubrio. Frizione morbida e modulabile, anche se la leva non è regolabile, prima marcia e via. Il monocilindrico Zongshen di 450 cc è vivace fin dai bassissimi regimi; Fantic parla di un guadagno di potenza di circa 1 CV rispetto alla versione Euro 4, ma la sensazione è che la spinta sia più fluida e corposa lungo tutto l'arco di erogazione. Il monoalbero ha una buona schiena ai medi e vibra pochissimo. Con la sua compattezza e il suo peso piuma, la Scrambler è un furetto tra le curve, coadiuvata dal buon sostegno di forcella e mono, con quest'ultimo che ha l'unico difetto di reagire in maniera poco progressiva agli avvallamenti. Ottimo anche il comportamento dei freni: potenti e modulabili, permettono di gestire la staccata fin dentro la curva. La Deluxe è equipaggiata con scarico Arrow, un componente che permette un guadagno di potenza dell'8% e un sound decisamente grintoso.

È una versione commemorativa dei 50 anni dalla commercializzazione della prima Caballero. Si presenta in serbatoio rosso o azzurro attraversato da banda tricolore e dotata di particolari off road: manubrio con traversino e paracolpi, faro con cupolino e griglia protettiva e borsello in pelle sul serbatoio. Per onorare il suo spirito fuoristradistico, Fantic ha pensato di organizzare una prova cronometrata in fettucciato. Escludo l'ABS con il comodo tastino sul blocchetto destro e ingrano la prima. La moto per l'occasione monta le Michelin Anakee Wild ed è un bene perché garantiscono una buona presa nei tratti sabbiosi. Rinuncio alla scomoda guida in piedi sulle pedane per una più precauzionale seduta, sempre pronto a tirare provvidenziali "zampate" per terra dopo ogni perdita di aderenza. La moto asseconda il mio ritmo non indiavolato, avverto un buon feeling con la ruota anteriore da 19" e la grinta del motore ai bassi riesce a tirarmi fuori brillantemente nelle ripide salite sabbiose. Le sospensioni sono in grado di affrontare percorsi decisamente più impegnativi della strada bianca dietro casa.

Inutile dirlo, la Flat Track va provata sull’ovale in terra battuta. Questa versione è la Caballero più specifica e corsaiola, sempre partendo dalla base tecnica della Scrambler ma con entrambi i cerchi da 19" e pneumatici specifici da flat, oltre che alla sella e al codino sagomati e rastremati nel tipico stile della specialità. Il fondo del tracciato è piuttosto morbido e non è affatto facile controllare la moto nei profondi canaloni sabbiosi che si formano subito in traiettoria: diventa una lotta tra la voglia di aprire il gas e quella di rimanere in piedi, anche perché chi cade è automaticamente squalificato. Con in mente la regola aurea "Tu prova ad arrivare al traguardo, che non si sa mai". In realtà la bontà della ciclistica della moto restituisce un bel feeling e ci si può decisamente spingere oltre.

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