di Beppe Cucco - 01 maggio 2019

Suzuki al lavoro su una supermono

Suzuki ha presentato la domanda di brevetto per un nuovo motore monocilindrico che utilizza un sistema di bilanciamento molto simile a quello utilizzato per la prima volta sulla leggendaria Ducati Supermono degli anni '90
1/12 Ducati Supermono

Nel 1993 Ducati stupì tutti con la sua Supermono, una sportiva monocilindrica spinta da un motore che utilizzava un “cilindro finto” come equilibratore. Questa soluzione tecnica consentiva regimi più elevati e maggiore potenza rispetto ai monocilindrici “classici” presenti all’epoca.

Ora Suzuki sembra voler tentare lo stesso stratagemma. La Casa di Hamamatsu ha depositato la domanda di brevetto per un motore che riprende la stessa filosofia che Ducati ha utilizzato negli anni '90. I disegni mostrano un motore monocilindrico, con cilindro quasi verticale e distribuzione monoalbero in testa (SOHC). Dall’esterno si nota poi un rigonfiamento nella parte anteriore del motore, che nasconde una seconda biella. Questa è attaccata da un lato allo stesso albero sul quale è attaccato il cilindro e all'altra estremità a un cilindro fittizio utile per bilanciare il motore. In pratica è la stessa idea usata da Ducati, l’unica differenza è che il motore della Supermono era basato su un V-twin esistente (quello della 888 Corsa) e sfruttava il cilindro orizzontale rivolto in avanti; l’idea Suzuki invece utilizza quello verticale. Il principio però è lo stesso: sfruttare una seconda biella per fornire un equilibrio migliore di quanto un monocilindrico convenzionale possa fare per permettere al motore di girare molto più in alto e aumentare così la sua potenza.

Questo è il secondo brevetto di Suzuki che illustra un’idea simile. Il precedente, che risale al 2017, mostrava lo stesso sistema utilizzato però su un monocilindrico DOHC installato su una moto da cross, forse più appropriata per un propulsore di questo tipo.

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