Futuro MV Agusta: ridimensionamento e moto di gamma alta

MV Agusta ha presentato al Tribunale il piano industriale e finanziario che dovrebbe farla uscire dallo stato di crisi che ne l’ha pesantemente condizionata nei mesi scorsi. Drastica riduzione della produzione, concentrazione su modelli di alta gamma, taglio dei costi, ma serve anche una ricapitalizzazione. E Mercedes cosa fa?

50 milioni da trovare

Ultimamente stiamo parlando di MV Agusta in relazione a nuovi modelli presentati, come la F3 e F4 RC (ma arriveranno anche la Turismo Veloce e la Dragster in livrea “race replica”), ma non abbiamo certo dimenticato che, proprio in questi giorni, scadeva il limite entro il quale la Casa di Schiranna avrebbe dovuto presentare al Tribunale di Varese il piano industriale e finanziario finalizzato al rientro dalla pesante situazione debitoria che di fatto ha bloccato la produzione per mesi portando per l’ennesima volta MV Agusta sull’orlo del fallimento (50 milioni di euro è la cifra dovuta a banche e fornitori). La presentazione del piano era prevista dalla procedura scelta da Schiranna per affrontare la difficoltà, cioè la richiesta di concordato di continuità. Questo va chiesto al Tribunale e, una volta ottenuto, consente di evitare il fallimento e continuare l’attività, i crediti vengono congelati e se ne chiede una riduzione, ma in termini comunque più vantaggiosi per i creditori rispetto al fallimento “puro”. Quest’ultima condizione viene valutata dal tribunale dopo aver ricevuto un piano industriale e finanziario, in seguito si convocano i creditori e si illustra loro la situazione, nel frattempo la produzione può continuare o riprendere.

Il piano c’è: meno moto ma buone

È esattamente quanto fatto nel marzo scorso da MV Agusta, che nei giorni scorsi ha presentato al Tribunale di Varese un piano basato su alcuni capisaldi: riduzione della produzione (4.000 moto entro fine 2016, per poi raggiungere le 8.000-10.000 moto a regime), concentrazione dell’attività su modelli di gamma alta (Castiglioni lo aveva già anticipato in una nostra intervista e nell’annunciare il ritorno alla produzione a settembre), taglio dei costi. Purtroppo quest’ultima voce potrebbe significare anche un ridimensionamento del personale, soprattutto riferito agli impiegati, come temono anche i sindacati. Del resto da mesi alcune decine dei 200 lavoratori di MV Agusta sono in cassa integrazione straordinaria, almeno fino al prossimo agosto (quindi niente esuberi fino ad allora). La cosa importante ora è ripristinare il flusso di cassa, ottimizzando i ricavi che possono derivare dalla più remunerativa vendita di moto “premium”, ma soprattutto puntare una imprescindibile ricapitalizzazione che dovrebbe essere attuata con un’iniezione di liquidità da parte della famiglia Castiglioni e di nuovi investitori che dovrebbero arrivare ad affiancare Mercedes AMG. Quello della partecipazione della Casa tedesca in MV Agusta è un nodo cruciale: la situazione ideale sarebbe quella in cui Stoccarda si liberasse del proprio 25%, lasciandolo a disposizione di nuovi attori, che lo acquisirebbero integrandolo con ulteriori quote, arrivando perfino a detenere la maggioranza. Solo che pare che in Germania non vogliano fare nessun passo, né avanti né indietro, e la trattativa vive una fase di stallo.

Nuova Brutale 4 cilindri a eicma?

Nel frattempo a Schiranna si è tornati a lavorare, ma con concretezza, senza lanciarsi in progetti non sostenibili, quanto piuttosto puntando sulla razionalizzazione della gamma “tre cilindri”, il lancio di serie speciali e magari cominciando a pensare ad una nuova 4 cilindri (ricordate la copertina di Motocicismo di giugno?). Bisogna stare coi piedi per terra: moto super esclusive come la F4Z disegnata da Zagato, la Ago TT o la Diablo Brutale non diventeranno “di serie”, mentre tutta la gamma delle moto in  listino diventa Euro 4 e a Eicma potrebbe arrivare una novità nella famiglia Brutale 1090. Comunque entro fine 2016 arriveranno nuovi modelli, poi la palla passa di nuovo ai creditori, che tra qualche mese verranno convocati dal tribunale per la presentazione della proposta di piano di rientro da parte di MV. Sta a loro decidere se accettarla o meno.

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