Comparativa maxienduro 2014: Europa batte Giappone

Asfalto, sale, terra, sabbia: su qualsiasi terreno non ne esiste una soltanto che ci abbia deluso. Ma dopo un duello titanico, una vincitrice andava comunque eletta

Comparativa maxienduro 2014: europa batte giappone

Con una maxi tappa da oltre 700 km siamo tornati a Tunisi, dopo averla lasciata ormai da 5 giorni. Il nostro tour in Tunisia si è concluso, ma ci rimane ancora una cosa importante da fare: festeggiare la regina delle maxienduro 2014. Il teatro che abbiamo scelto per questa celebrazione sono le rovine della antica Cartagine, alle quali ci recheremo in mattinata, prima che la  nave molli gli ormeggi e punti la prua verso Genova.

 

MA CHI È LA REGINA?

Già, la vincitrice... Ebbene sì, l'abbiamo. Durante l'ultima notte in Tunisia, i componenti del Motociclismo Test Team (ci sono Aliverti, Ciaccia, Meloni, Barbiero, Bono, Catanese e Jandelli) hanno stilato la propria classifica, e una volta combinati tutti i risultati abbiamo avuto Il Nome. Ma non ve lo diremo, non ora almeno: non è ancora il momento. Quello che possiamo dire, è che per la scelta è stato determinante il lungo tratto "guidato" delle oasi di montagna, che prima ha messo alla prova le nostre moto con stretti tornanti, e poi le ha sfidate su lunghi, veloci curvoni. E quasi come se le endurone sapessero di doversi lì giocare la loro ultima possibilità di impressionarci, hanno tirato fuori le unghie. La Honda Crosstourer ci ha ricordato quanto sia equilibrata e piacevole, e si è fatta apprezzare anche per il suo infinito V4, dolce e poderoso allo stesso tempo. La KTM Adventure R ha sfruttato i suoi 150 CV per pomparci adrenalina nelle vene, arrampicandosi sulle aspre montagne tunisine con una grinta unica. La BMW R 1200 GS Adventure ha messo in campo la classica disinvoltura di famiglia, quella che ti permette di andare forte con una naturalezza unica. La Triumph Tiger Explorer ha messo in chiaro di avere un motore e una ciclistica difficili da battere, mettendo in campo un pacchetto di rara efficacia sia nello stretto che sul veloce. La Yamaha Super Ténéré Yamaha ha pennellato una curva dopo l'altra con leggerezza e precisione. La Moto Guzzi Stelvio ha scavato le traiettorie con un avantreno granitico e ha guadagnato quota rapidamente grazie alle poderose pistonate del suo bicilindrico trasversale. E la Suzuki V-Strom ha sfoderato un bilanciamento invidiabile, che rende giustizia alla scelta della Casa di proporre un motore più piccolo rispetto alla concorrenza: è leggera, spInge forte e la senti tua amica fin dal primo metro. Tutte quante insomma hanno giocato il loro match point con convinzione e abilità. Ma come in tutte le competizioni, la vittoria è spettata a una sola di loro.... che non parla in italiano e neppure in giapponese. Prima di scoprire chi sia, cliccate qui per la gallery con le foto della quinta tappa!

 

 

Qui sotto, un breve video che racconta la partenza da Tozeur e l'arrivo al Canyon di Midès.

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