Quanto e come vibrano le “classiche” di 400 cc

Le vibrazioni nei motori monocilindrici sono inevitabili. Ma come cambiano le pulsazioni da modello a modello? Nella comparativa “medie classiche” abbiamo guidato Ducati Scrambler Sixty2, Mash Scrambler 400, Royal-Enfield Continental GT, SWM Silver Vase 440 e Yamaha SR400: vi raccontiamo il… carattere dei loro motori

Il gusto delle "vibre". O no?

Su Motociclismo di luglio c’è una comparative molto interessante, tra cinque moto di cilindrata medio/piccola, con motori raffreddati ad aria e look ispirato al passato. Sono la Ducati Scrambler Sixty2, la Mash Scrambler 400, la Royal-Enfield Continental GT, la SWM Silver Vase 440 e la Yamaha SR400 (per vedere le foto in gallery, cliccate qui). Per sapere tutto di queste moto e di cosa si prova in sella a modelli così particolari e caratteristici (soprattutto in termini di filosofia di guida, che inevitabilmente deve essere diversa rispetto a quella che ispira chi sceglie moto dalla tecnica e dall’estetica più attuali), correte in edicola, se non l’avete ancora fatto, qui ci concentriamo su un aspetto molto importante per questo genere di mezzi: le vibrazioni. Le pulsazioni di un monocilindrico ai bassi regimi ad alcuni piacciono, per altri sono un calvario insostenibile. Per alcuni l’erogazione più dolce e progressiva del bicilindrico Ducati è impagabile, per altri non esiste considerare una moto di questa categoria se il motore non… sussulta. Vediamo cosa è uscito dalla nostra comparativa, svoltasi nel “triangolo lariano”.
 
P.S.: di vibrazioni abbiamo parlato altre volte, ecco qualche link
 

Caratteri diversi, vibrazioni diverse

Le monocilindriche della prova non amano venire usate fino al limitatore, perché il piacere di usarle è quello delle pulsazioni "animali" ai bassi regimi. Anzi, la Royal Enfield, pur avendo la zona rossa a 5.500 giri, di fatto a quel regime non ci arriva mai, perché il limitatore entra a 5.000 giri. Ed è il più invasivo: praticamente, il motore si spegne! Con queste moto bisogna dimenticarsi di avere fretta. Sulla Mash, se apri il gas in terza può succedere che esca la marcia. La Yamaha è di gran lunga la più lenta a prendere i giri. Sulla Royal Enfield, oltre i 4.000 giri le vibrazioni al manubrio diventano insopportabili, arrivando ad "addormentare" le mani. Ma qui non siamo tutti d'accordo: alcuni tra noi hanno accusato con molto fastidio le vibrazioni sulla sella della SR400, trovando sopportabili quelle al manubrio della moto indiana, mentre altri hanno promosso la Yamaha e bocciato la Royal Enfield. 
Ma quello delle vibrazioni è un campo molto difficile da giudicare, perché non siamo tutti uguali e c'è chi sopporta molto bene un certo genere di "vibre" ed è più vulnerabile con altre. L'esito di questa prova, in definitiva, ci dice che Royal Enfield e Yamaha vibrano parecchio. Il rumore e il tiro ai bassi di qdella Continental GT sono ciò che più ci si aspetta da una moto di questo tipo, peccato che la goduria cessi poi verso i 5.000 giri, quando vibrazioni e limitatore intervengono fastidiosamente. Mash, SWM, Yamaha e Royal Enfield sono l'elogio della lentezza: perché ai bassi regimi ti gusti i loro motori, tirarli non serve a nulla, guidi piano, ascolti il motore e guardi il paesaggio.
Usata in questo modo, la Ducati è la meno appagante, non dà soddisfazione, paradossalmente andando piano preferiamo la 800 che pulsa ai bassi regimi. Ma la Sixty2 è una moto di fatto di un’altra categoria rispetto alle “mono”, il piacere della Ducati inizia dove finisce quello delle altre. Con la 400 niente battito di cuore ai bassi, è tutto più fluido e asettico, ma poi, dai medi regimi in su, il motore ha una bella grinta e sembra di essere saliti su una moto da corsa. Le vibrazioni? Sono ad alta frequenza e poco fastidiose, ma la Ducatina fa venire voglia di correre sulle strade di montagna e di fare urlare il suo motore agli alti regimi, quindi le senti. 
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