Rossi: "Mi alleno con la Play, magari riesco a non farmi male..."

Valentino Rossi intervistato da Guido Meda ai microfoni di Sky Sport, parla del suo infortunio, della dinamica dell'incidente, del dolore. Poi fa un pronostico sul suo recupero, spiega perché quel giorno ha deciso di fare enduro. Infine racconta del dispiacere di non correre a Misano e ci spiega qual è l'allenamento senza rischi
Valentino Rossi e Guido Meda e Guido Meda

Il "Dottore" pensa al recupero: Aragon o Motegi?

Una simpatica vignetta che augura una pronta guarigione a Valentino Rossi
Valentino Rossi, protagonista di un incidente in allenamento una settimana fa, non sarà presente all’appuntamento del Motomondiale a Misano (non sostituito da Yamaha). A raccontare come passa le giornate è proprio il 9 volte campione del Mond, in un’intervista dove parla a Guido Meda (per Sky Sport) di molti argomenti, a partire del suo infortunio: “Mi spiace moltissimo essere a casa e non a Misano, ma sto abbastanza bene”.

Rossi poi fa un confronto tra questo infortunio con l’incidente del Mugello nel 2010, che lo costrinse a saltare alcuni GP: “Rispetto all’altra volta la frattura è meno brutta e sono stato subito bene, come il resto del corpo, già da dopo l’operazione. Mi hanno fatto una buona operazione subito la notte e quindi mi sono svegliato la mattina che già stavo bene. Questo è positivo, ma rimane il grandissimo dispiacere, che fa più male della gamba. L’altra volta, appena era successo, ero veramente disperato perché l’altra volta è stata dura ma questa volta è andata meglio: ho potuto subito iniziare a lavorare per la riabilitazione, ma bisogna comunque stare sempre molto attenti, fare molto poco giorno per giorno e vedere che la gamba si sgonfia. La gamba è bella anche con questa calzetta autoreggente… Senza calza la gamba è un po’ brutta dove ci sono i tagli. Ma non è male, comincia già a riprendere la forma della gamba, si comincia a vedere la caviglia”.

Per quanto riguarda il suo rientro in pista, Rossi non ha ancora nessuna certezza: “Dipende molto da come sta la gamba. L’altra volta sono tornato in pista dopo 40-41 giorni al Sachsenring, e quindi più o meno ci saremo con la tempistica di Motegi. Aragon è molto prima, perché sarebbe tipo tre settimane dopo l’incidente, quindi sarà veramente difficile”. Ma il Dottore non si arrende: “Noi ci proviamo, tutte le mattine proviamo, lavoriamo e vediamo come va”.

"L'incidente? Mancavano 400 metri alla fine"

Valentino Rossi con la moto da Flat Track
Valentino Rossi spiega anche la dinamica dell’incidente: “Sono andato a fare un giro di Enduro con i miei amici e con gli altri piloti dell’Academy. È un giro che facciamo da quando avevo 18 anni, mi portava mio padre con i suoi amici quando lo facevano anche loro da giovani. Quindi è una cosa che ho fatto almeno duecento volte. Eravamo quasi alla fine, eravamo in una discesa abbastanza ripida e stavamo andando giù piano sulle pedane in seconda, solo che c’era uno scalino roccioso e quando l’ho presomi si è mosso il manubrio come se avessi preso un sasso. Sulla sinistra io sono andato giù col piede a destra, solo che c’era uno sbalzo e quindi quando il piede ha toccato con tutto il peso del mio corpo e della moto sopra si è rotta la gamba. Mancavano 400 metri alla fine del giro. Nel momento in cui capisci che hai una gamba rotta, sei completamente immobile e sei mezzo a un bosco, ti chiedi “e adesso cosa succede?”. Perché tra l’altro erano anche le 18.45, quasi cominciava anche ad essere buio, io non riuscivo neanche a muovermi e appena mi muovevo faceva malissimo. Siamo stati fortunati perché sono andati nel paesino sotto, hanno chiamato un contadino ed è venuto ad aiutarci con una jeep piccolina. È riuscito ad arrivare fino a dove ero io, è venuto su in retro fino a 5 metri da me. A quel punto mi hanno caricato in 6 nel bagagliaio. Il tragitto è stato il momento più doloroso: con tutte le buche e con una gamba rotta non lo auguro a nessuno! All’inizio speravo che mi si fosse girata la caviglia, ma era un dolore diverso”.

Per molti campioni della MotoGP, è molto importante allenarsi su terreni non asfaltati come per esempio il flat track, il motocross o l’enduro. Ma questo incidente poteva essere evitato? Secondo Rossi non è cosi: “Noi siamo piloti di moto e per noi allenarci in moto è la cosa migliore. Il problema è che quest’anno mi è già successo due volte, l’altra volta con la moto da cross mi è andata veramente bene, invece stavolta no. Il calcolo delle probabilità metteva il cross in cattiva luce perché con la moto da cross si sono fatti male tutti, me compreso. Ma l’Enduro non era nella black list, ma alla fine ogni volta che sali su una moto è sempre pericoloso. È una cosa che 4-5 volte all’anno l’abbiamo sempre fatta. Ora mi alleno a casa con la Playstation, è meno pericolosa e magari riesco a non farmi male (sorride ndr).”.

"Mi spiace saltare Misano, fossi un tifoso non venderei il biglietto"

Valentino Rossi è l'idolo dei tifosi di MIsano
Nonostante il Mugello sia il Gran Premio d’Italia, per Valentino Rossi la pista di Misano è il tracciato di casa, quello più vicino alla sua Tavullia: “Non essere a Misano è la cosa che mi dispiace di più, oltre al campionato, ma ci sono un sacco di piloti italiani che possono vincere. C’è Dovizioso che corre con la Ducati, ci sono anche tanti altri piloti in Moto2 e Moto3. Quindi sarà sicuramente un gran weekend. Mi dispiace non esserci per tutti i miei tifosi, ma penso che quelli che saranno a Misano si divertiranno lo stesso perché sarà una bella giornata di gara. Vendere il biglietto per la mia assenza? Assolutamente no: io ci andrei ugualmente, mi dispiacerebbe non vedere Valentino, ma è una grande emozione lo stesso. Non penso che ci saranno tante defezioni domenica: Viñales potrà essere molto competitivo, mi dispiace molto non essere lì perché siamo in lotta per tutte le classifiche - marche, team e piloti - quindi senza di me questo fa male per la Yamaha. Però li vedo al momento loro tre i più in forma: Ducati, Honda e Yamaha, Viñales, Marquez e Dovizioso. Anche Pedrosa e Lorenzo vanno forte a Misano”.

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