Se la 916 fosse Superleggera nel 2020

Naturalmente si tratta solo di un concept, ma le linee immortali della 916 ben si sposano anche con soluzioni tecniche dei nostri giorni. Ecco cosa accadrebbe se Ducati si lasciasse trascinare dall'amarcord...

Ventisei anni fa nasceva la Ducati 916, una moto destinata a rivoluzionare il design motociclistico sportivo e a far innamorare gli appassionati di tutto il mondo (qui la storia del modello e le immagini). Per celebrare l’evento, Ducati ha presentato esattamente un anno fa, in California, la Panigale V4 25° Anniversario 916. La moto, realizzata in sole 500 unità, non era altro che un tributo, una Panigale moderna con livrea speciale. Quella che invece vedete in foto qui sopra è qualcosa di diverso. Innanzitutto non è una moto vera, dato che si tratta solo di un rendering digitale; in secondo luogo la sua estetica non lascia spazio ad alcun fraintendimento: è la 916 dei giorni nostri. Ve la proponiamo per mettere in risalto la bontà del lavoro svolto da Massimo Tamburini, che grazie a linee senza tempo ha creato un oggetto capace di giungere ai giorni nostri senza sfigurare dal punto di vista delle linee. Il concept che vedete sembra la perfetta unione tra la Panigale V4 R e la 916 di Tamburini. Potrebbe addirittura essere d’ispirazione per un futuro modello amarcord. Muso inconfondibile, livrea bicolore e codino della 916; serbatoio, ciclistica, ali aerodinamiche, doppio terminale, forcellone monobraccio e soluzioni tecniche datate 2020: il merito di tutto ciò va a Kardesign.

In onore della “antenata”, qui sotto una bellissima raccolta di immagini.

1/50 Ducati 916 Strada Monoposto 1993: la 916 viene progettata con lo scopo migliorare il potenziale agonistico delle precedenti Ducati 851/888 impegnate nel Campionato del Mondo SBK. Ogni particolare della 916 viene perciò realizzato per ottenere il massimo rendimento nell'uso in pista: a partire dall'inusuale (all'epoca) forcellone monobraccio, che semplifica la sostituzione della ruota posteriore, fino ad arrivare ad una posizione in sella scomoda per un utilizzo su strada ma ottimale nella guida tra i cordoli. A questi si aggiungono un'aerodinamica più efficiente grazie all'assenza di scarichi laterali e una riduzione delle masse, che fornisce migliori prestazioni rispetto alla 888. Dal punto di vista stilistico la 916 riesce a coniugare elementi tipici della tradizione Ducati, come il telaio a traliccio di tubi, a un design inedito e moderno, con soluzioni come il doppio scarico sotto la sella o i faretti a goccia. Per quanto riguarda il motore, si tratta di un'evoluzione del bicilindrico Desmoquattro raffreddato ad acqua già montato sui modelli precedenti ma opportunamente modificato. La cilindrata viene aumentata fino a 916 cc e vengono montate le bielle Pankl; la distribuzione rimane desmodromica, con trasmissione a cinghia dentata con 4 valvole per cilindro, e la frizione a secco con 15 dischi. Con un singolo iniettore per cilindro e valvole di aspirazione da 33 mm e di scarico da 29 mm, la 916 Strada eroga una potenza di 114 CV a 9.000 giri/min. ed era in grado di coprire i 400 m in 10,7", nonostante i suoi 198 kg di peso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi articoli