"Pagine dedicate alle donne motocicliste"

Una lettrice condivide con noi la difficoltà delle motocicliste di vivere - e condividere - in modo spensierato la passione per le moto con l'alter ego maschile. Oltre a ricordare che tante moto sono fisicamente fuori portata

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Caro direttore, ho partecipato al Viaggio di Motociclismo in Puglia e Basilicata con mio marito (a proposito, a settembre tornano i nostri viaggi!). Il tour è stato bellissimo. Mi sono divertita tanto, anche se da passeggera. Non ho voluto partecipare come pilota anche per una questione economica ma, soprattutto, perché non mi sentivo in grado di guidare più della metà delle moto in prova.

Ho passato tanti anni a credere di dover essere all’altezza di mio marito o comunque degli uomini con cui giravo. Quando mi sono resa conto che io non sono un uomo e che non ho nemmeno la forza di un uomo, tutto è cambiato. Un uomo in sella a una moto che vede una donna deve dimostrare di essere un Valentino Rossi e uguale quando fa parte di un gruppo. Adesso ho una Yamaha XSR900 e ho trasmesso a mia figlia la mia passione. Ma vedo in lei (e in tante ragazze che raccontano sui social la loro esperienza in moto) la stessa sensazione di non essere “capace” che ho vissuto io.

Non mi piacciono le iniziative dedicate alle sole donne, ma mi piacerebbe tanto che in riviste come la vostra ci fosse una pagina dedicata alle nostre lettere, prove e viaggi scritti da loro.

Roberta - email

Cara Roberta, da molto tempo Motociclismo ha sposato l’idea che il modo migliore per trasmettere il concetto che la donna in moto appartenga alla sfera della normalità, sia non relegarla in un “ghetto” ma, semplicemente, far vedere che vive la moto serenamente come e tra gli uomini. Fra i nostri reporter di viaggio abbiamo diverse ragazze, un po’ meno fra i tester, perché, non lo nascondiamo, quando si entra nella sfera della performance le differenze ancora ci sono.

Di sedicenti Valentino Rossi il mondo è pieno e, per questo, la questione secondo noi non è viaggiare o meno con gli uomini, ma trovare la compagnia giusta che abbia, più o meno, ritmo e spirito simile al nostro e, ci rendiamo conto, non è cosa semplice.

Per le ragazze non è semplice neppure trovare moto che facciano sentire loro a proprio agio. Mediamente i modelli presenti sul mercato (in particolar modo nella categoria delle maxienduro, che va per la maggiore) sono troppo alti e troppo pesanti e questo contribuisce a frenare la crescita delle quote rosa nel mondo delle due ruote.

D’altra parte, il numero delle motocicliste per le aziende non è così importante da spingerle a progettare moto premium non troppo impegnative. Come se ne esce? Forse con una scommessa, anche culturale.

Paola Verani

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