MV Agusta F3 RR: le impressioni di guida di Manuel Poggiali

Abbiamo messo in sella alla nuova MV Agusta F3 RR un pilota professionista: Manuel Poggiali, due volte campione del mondo nel Motomondiale. Ecco le sue impressioni di guida, con i pregi e i difetti della moto

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Manuel Poggiali in sella alla MV Agusta F3 RR 

Per avere una prova il più completa possibile, oltre al parere del tester, il sottoscritto, e del tester/pilota, Luca Bono, abbiamo messo in sella alla nuova MV Agusta F3 RR anche un pilota professionista: Manuel Poggiali, due volte campione del mondo nel Motomondiale (nel 2001 in classe 125 e nel 2003 in 250) e oggi Riders Coach del Team Gresini. In carriera Manuel ha provato decine di moto da corsa: 125, 250, Superbike, Endurance…

Ecco il suo commento al termine della prova: “La F3 RR si è comportata davvero tanto bene tra i cordoli: mette subito a proprio agio, è una moto facile per chi si avvicina al mondo della pista. È molto agile, reattiva, e forse proprio questo aspetto è il suo punto forte. Ricorda un po’ il carattere delle vecchie 2T, che erano delle moto super maneggevoli, ma qui abbiamo anche molta stabilità dettata da una buona distribuzione dei pesi. I cambi di direzione sono fluidi ed è molto facile inserire la moto in curva. Il motore è bello, gustoso, anche quando si arriva al limitatore non è che finisce subito, mura immediatamente e non tira più, ma continua a spingere. Un pochino di fuorigiri ce l’ha, e questo è buono perché non sei sempre tirato al massimo. C’è molto freno motore in prima marcia ed è una buona cosa, perché mi permette di entrare nelle curve lente sempre un po’ di traverso.

La confidenza sul retrotreno è molta e anche quando si esagera con il gas in percorrenza o uscita di curva le reazioni sono sempre prevedibili. Il cambio è preciso, gli innesti corti, il quickshifter funziona bene anche in scalata, non mi ha mai dato problemi. La posizione di guida è poco da supersportiva: in sella si ha un’impostazione più improntata sul comfort che sul racing. Mi sento molto “incastrato” nella moto, con poca mobilità longitudinale; lateralmente, invece, mi muovo bene. La frenata è molto incisiva, e l’ABS non è mai invasivo; solamente il freno dietro è troppo aggressivo. Quando la si mette a dura prova però, come molte delle moto in configurazione stradale, vengono fuori alcuni limiti di questa F3 RR. Ad esempio le sospensioni fanno un po’ fatica a copiare le buche, la loro taratura è molto soft, soprattutto quella della forcella. Quando si va a mollare il freno in ingresso di curva la forcella si estende velocemente, e così si fa fatica a farla voltare, non riesco a dare carico all’avantreno e a mantenere l’angolo di piega. È come se la moto tendesse un po’ a raddrizzarsi. Quello che mi dà fastidio è che non riesco a farla curvare come vorrei e che la moto sta troppo alta in percorrenza di curva. Io vado giù con il corpo, vorrei che la moto mi seguisse, ma in realtà l’avantreno tende a raddrizzarsi. Mi piacerebbe avere un angolo del cannotto di sterzo più aperto: lo sento molto chiuso, e forse così la situazione migliorerebbe. Anche in frenata mi sento letteralmente sopra alla ruota anteriore. La moto è più caricata sull’avantreno, mi piacerebbe avere un po’ più di carico sul retrotreno, questo perché la moto tende ad aprire leggermente l’angolo di piega. Nel complesso, però, posso dire che è una bella moto”.

Qui sotto trovate il video-test della prova.

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