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Moto Guzzi, riapre il Museo

La ristrutturazione del complesso industriale di Mandello del Lario è in atto e il Museo è uno dei primi "pezzi" a rivedere la luce del sole fresco di una nuova riorganizzazione degli spazi. Si può visitarlo da lunedì a sabato

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Moto Guzzi è la storia del motociclismo, italiano e non. Oggi in gamma sono presenti solo propulsori a due cilindri a V di 90° trasversali, ma nei suoi 101 anni ha realizzato moto di ogni tipo, con motori di ogni cilindrata, forma, architettura e prestazioni.

Ecco perché la riapertura del Museo è un evento degno di essere condiviso con chiunque sia appassionato delle due ruote, non solo firmate MG. Lo storico complesso produttivo sito a Mandello del Lario sta subendo una importante ristrutturazione, con riorganizzazione degli spazi e delle strutture, compreso il Museo, fresco di pittura e ripensato in tre grandi aree tematiche: la produzione, le versioni militari e i modelli da corsa, con la mitica Otto Cilindri (un V8 500) come ciliegina di una torta parecchio gustosa.

Circa 160 pezzi unici restaurati e messi in fila secondo ordine cronologico, come il prototipo GP del 1919 (antesignana della Normale del 1921, da cui prende il via la storia Moto Guzzi), la GP250 con cui nel 1937 Omobono Tenni vinse il TT, la V8 sopra citata del 1955, la V7 Sport del 1971, la California V7 del 1970, per poi arrivare fino alle ultime creature come la classic enduro V85 TT e l’ultima V7.

La visita è possibile da poter effettuare da lunedì a sabato con orari che cambiano a seconda del giorno scelto: 14.30-16.30 da lunedì a giovedì; 10-18 per venerdì e sabato. Se non bastasse, l’ingresso è gratuito.

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