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È morto Arturo Magni: se ne va una leggenda

Il mondo del motociclismo piange la scomparsa di Arturo Magni, un uomo straordinario che, con una vita interamente dedicata ai motori, ha lasciato un segno indelebile nella storia delle due ruote. In MV Agusta dal 1949 al 1976, è stato direttore del reparto corse vincendo ben 75 titoli iridati, compresi quelli di Agostini e Hailwood. Il ricordo nelle foto dell’archivio di Motociclismo

Addio ad un grande

Dopo una lunga malattia, all’alba di oggi ci ha lasciati a 90 anni  Arturo Magni, una perdita enorme per il mondo del motociclismo, anche se forse ai più giovani il nome potrebbe non dire molto. Arturo era l’uomo che, nel periodo glorioso dei titoli mondiali a ripetizione vinti da MV Agusta, dirigeva il reparto corse, mettendo a punto le moto di Agostini e Hailwood, Ubbiali, Surtees, Read, Provini, Sandford… E lo faceva benissimo se, sotto la sua guida, gli allori iridati per la Casa di Verghera hanno raggiunto l’incredibile cifra di 75 (38 piloti e 37 Costruttori). Dopo il ritiro dalle corse di MV Agusta, nel 1976, Arturo Magni aveva deciso di mettersi in proprio per fondare, insieme ai figli Giovanni e Carlo, una ditta a suo nome, dando vita ad una famiglia di motociclette esclusive  e uniche, con ciclistica ed estetica originali attorno a motori MV Agusta, Honda, BMW, Moto Guzzi e Suzuki. Negli ultimi anni l’attività era passata interamente nelle mani del figlio Giovanni, ma Arturo era sempre “in ditta” e il suo contributo era fattivo e puntuale, sebbene silenzioso. Ricordiamo Arturo come uomo dalla memoria brillantissima, non c’era aneddoto, dato tecnico o numero che Magni non riuscisse ad estrarre dai suoi ricordi o dai preziosi quadernetti su cui nel corso dei decenni aveva annotato praticamente tutto. Non a caso Arturo è stato incomparabile consulente per moltissime prove o rievocazioni di Motociclismo e Motociclismo d’Epoca.
Edisport Editoriale tutta si stringe in un affettuoso abbraccio alla famiglia e omaggia Arturo con una gallery di immagini prese dagli archivi di Motociclismo.

UNA VITA PER I MOTORI

Arturo Magni nasce nel 1925 a Usmate Velate, dieci chilometri a nord di Monza, e fa il suo ingresso nel mondo dei motori entrando in Gilera nel 1947, anno in cui la Casa decide di partecipare al Mondiale 500. Il giovane Magni comincia come assistente dell’ingegnere Pietro Remor, come addetto all’assemblaggio del motore 4 cilindri bialbero montato sulla Gilera 500 4C, la moto vincerà sei titoli mondiali dal ’50 al ’57 con Umberto Masetti, Geoff Duke e Libero Liberati.
Nel 1949 Magni passa a MV Agusta seguendo Remor, incaricato dal Conte Agusta di sviluppare il primo motore 4 cilindri per le sue GP. Il ventiquattrenne si fa subito notare e diventa prima capo meccanico e poi direttore del reparto corse. Magni rimane legato alla Casa fino al suo ritiro nelle corse di MV Agusta, avvenuto nel 1976. In questi anni Magni sviluppa le moto più vincenti al Mondo e silenziosamente lancia piloti entrati nella storia del Motociclismo: Agostini, Ubbiali, Surtees e Hailwood solo per citarne alcuni. Sotto la sua guida il reparto corse di MV conquista un totale di 75 titoli mondiali: 38 mondiali Piloti e 37 Mondiali Costruttori. È anche grazie a lui che MV Agusta oggi può vantare un palmarès sportivo unico.

Il dopo MV: dal reparto corse alla ditta Magni

Al momento del ritiro di MV Agusta dalle competizioni Arturo Magni decide di mettersi in proprio e, insieme ai figli Giovanni e Carlo, fonda a Samarate (VA) nel 1977 la ditta Magni. L’azienda inizia a produrre pezzi speciali per elaborare le MV stradali: kit per aumentare la cilindrata o per trasformare a catena la trasmissione originale a cardano; selle, carene e, successivamente, addirittura un telaio progettato ex novo. Negli anni ‘80 Magni inizia anche a lavorare su moto di altri Costruttori (qui le foto): partendo da motori Honda realizza le MH1 e MH2; utilizzando il boxer 1.000 BMW produce le MB1 e MB2. Nel 1985 Magni inizia una proficua collaborazione con Moto Guzzi da cui nasceranno le special LeMans (con sospensione posteriore brevettata denominata Parallelogramma, che serve a contrastare le reazioni prodotte dal cardano in accelerazione), le Classico 1000, Arturo 1000 e Sfida 1000 dal look classico e i loro successivi aggiornamenti con i nuovi motori prima a carburatori (la Sfida 1100) e poi a iniezione (Sfida 1100 i.e.). 

Le ultime Magni/Guzzi e il ritorno delle Magni/MV Agusta

Dalla fine degli anni ‘90 Magni, che nel frattempo ha dato al figlio Giovanni le redini dell’Azienda di famiglia, sperimenta nuovi motori: inizia a usare propulsori giapponesi e nel 2000 nasce la Sport 1200 S, replica della MV Agusta 750 America con il motore della maxinaked Suzuki GSX 1200 Inazuma. Avvicinandoci ai giorni nostri, nel 2011 Magni prepara una Guzzi per partecipare alla Bol d’Or Classic di 24 ore (chiuso poi al settimo posto). Nel 2012 la prima special con propulsore inglese: nasce la special Magni R3 con motore BSA Rocket3. Le ultime creazioni rivedono protagoniste i motori MV Agusta: dall’allestimento "Storia" per la Brutale 1090 all’ultima creazione datata 2014, la Filo Rosso: una sportiva dall’aspetto retrò con il motore tre cilindri della Brutale 800: l'abbiamo provata (qui le foto della versione carenata, mentre qui potete ammirare la versione nuda). 

Arturo diceva di sé: "“Mi ritengo un uomo molto fortunato. Dopo aver passato oltre un quarto di secolo a lavorare sulle motociclette più esclusive e titolate al mondo, ho avuto la possibilità di realizzare delle motociclette con il mio nome. Il restauro delle vecchie MV mi tiene legato al passato, la realizzazione dei nuovi modelli è il legame del passato con il futuro. Molti clienti diventano buoni amici e questo mi fa sentire attorniato da una grande famiglia che cresce ogni volta che viene realizzato un nuovo modello”.
1/63 1949, Magni è in Gilera. Arturo Magni è il secondo da sinistra accanto a Masetti, al centro Pagani con la moglie Rita, l'Ing.Remor e il meccanico "Giuanela".

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