23 August 2013

Kawasaki Z750B special by Street Tuff Customs

Ecco la più tipica delle reinterpretazioni di moto misconosciute ma ottime per farci delle special. La Kawasaki cambia faccia, anche se non tutte le idee ci piacciono, e c’è anche il tocco italiano, ovviamente nella ciclistica

Kawasaki z750b special by street tuff customs

Bella, proprio, no. Però questa special di Street Tuff Customs è originale. Questo sì. La base è una Kawasaki Z750B, una bicilindrica anni Settanta poco diffusa in Italia, ma ottima come base per delle customizzazioni grazie ad un telaio semplice e ad un motore non potente, ma generoso di coppia e assai piacevole da vedere, con la sua fitta alettatura e la coreografica testata bialbero.

 

IL SERBATOIO DELLA CULONA

La modifica più evidente -e che più ci piace- è senza dubbio il serbatoio. Partendo da quello originale, grosso e panciuto, Graham Braid, boss della Street Tuff, ha tagliato, saldato e modellato fino ad ottenere una lavorazione tridimensionale davvero originale, con sottili barre che corrono lungo i lati, quasi fosse stato “scavato” da un rastrello o qualcosa del genere (ammiratelo nella gallery). Meno riuscito -a nostro avviso- il codone. Ispirato alle Norton da corsa d’epoca, è però troppo grosso e sproporzionato. Al suo interno è alloggiata la batteria e l’impianto elettrico, ma la moto, così, ha un “culone” eccessivo. Bello invece il manubrio largo stile flat track. Stessa ispirazione per la griglia che regge il faro, mentre la piastra che ripara il motore ricorda il mondo dell’off-road.

 

CICLISTICA BY APRILIA

Il telaio a doppia culla in acciaio è rimasto quello di serie, ma perde lo striminzito forcellone posteriore originale in favore di un più rigido e massiccio di una Kawasaki ZZR, abbinato ad una coppia di ammortizzatori Marzocchi con piggy-back. All’anteriore spicca una muscolosa forcella Up Side Down di una Aprilia RSV, abbracciata da imponenti piastre artigianali. Sempre dalla bicilindrica di Noale i cerchi, dei leggeri OZ forgiati, che calzano pneumatici Dunlop (Mutant davanti, D616 dietro).

 

TRAPIANTO A 4 RUOTE

Il motore è stato compeltamente rivisto e la verniciatura nera nasconde un restauro completo. A dare un po’ di grinta in più ci pensa un singolo carburatore SU prelevato da una Mini d’epoca, che respira da un filtro K&N. I collettori di scarico si attorcigliano su se stessi e abbracciano il motore, correndo alti lungo i fianchi della moto, terminando in silenziatori corti e sonori della Supertrapp.

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