di Beppe Cucco - 31 agosto 2019

Kawasaki: “Nonostante l'Euro 4, la Ninja ZX-6R ha perso solo 1 CV”

La nostra intervista a Giovanni Poli (direttore tecnico Kawasaki Italia), per approfondire la conoscenza della Ninja ZX-6R KRT Edition 2019
In occasione del test della nuova Kawasaki Ninja ZX-6R KRT Edition, abbiamo intervistato Giovanni Poli, direttore tecnico di Kawasaki Italia. Ecco cosa ha risposto alle nostre domande.

I deflettori sotto ai fari anteriori hanno anche una funzione aerodinamica o è solo estetica?
"Principalmente è una questione estetica, è un discorso di family feeling. Questa soluzione la ritroviamo su alcune moto della gamma, dalla Ninja 400, alla Verys, alla Z1000SX… Questo per cercare di dare un’immagine che sia abbastanza comune a tutti i nostri modelli".

Che modifiche sono state apportate al motore per l'omologazione Euro 4?
"Sulla parte meccanica del motore non sono state fatto modifiche. Siamo intervenuti sull’elettronica e sull’impianto di scarico, che oltre ad avere un’estetica differente rispetto al modello precedente svolge una funzione fondamentale per permetterci di rispettare le norme antinquinamento Euro 4. Nonostante le modifiche effettuate siam riusciti a limitare la perdita di potenza a solo 1 CV".

Come mai il peso della moto aumenta di 2 kg?
"Per via del catalizzatore e della diversa conformazione l’impianto di scarico ha un peso superiore rispetto al precedente".
1/18 La strumentazione della nuova Kawasaki ZX-6R 2019
Come mai accorciare la trasmissione finale?
"La 636 non è una moto racing pura, è orientata anche verso il divertimento di guida su strada. Abbiamo scelto una rapportatura più corta per dare un’accelerazione più appagante".

Come mai non offrire la possibilità di disinserire l’ABS?
"Kawasaki è molto scrupolosa su tutto ciò che riguarda la sicurezza. È proprio nel DNA dell’Azienda e viene travasato anche nelle due ruote, dove noi magari siamo un po` più flessibili e facciamo fatica ad accettare un comportamento così rigoroso. L’ABS è obbligatorio e non va tolto in nessuna situazione. Alcuni offrono la possibilità di escluderlo solo al posteriore, ma queste situazioni di compromesso per noi non sono accettate".

In molti però useranno la moto in pista...
"Sicuramente, però Kawasaki ci tiene a evidenziare che questa è una moto nata per il divertimento e non in modo specifico per la pista”.
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Il Campionato del Mondo Superport pone il limite di cilindrata a 600 cc, arriverà la nuova versione della seicento?
"Non posso né escluderlo, né confermarlo… influiranno molto vari aspetti a livello mondiale. Nella scelta avranno peso i Paesi emergenti, dove pian piano le cilindrate scelte dai motociclisti si stanno alzando e quindi possono smuovere le acque per far sì che Kawasaki torni a far un modello di 600 cc da vendere al pubblico e da far correre in pista".

Magari già l'anno prossimo?
"Non si sa… (ride, ndr)" .

Come mai con numeri di vendita così bassi avete deciso di puntare nuovamente sulla 636?
"Questa moto è stata spinta soprattutto dal mercato nordamericano, lì c’è ancora un buon interesse su questo tipo di cilindrata. E poi ci sono, appunto, i mercati del sud est asiatico che ci stanno arrivando; i motociclisti sono passati dai 200 cc ai 300-400, ed è solo una questione di tempo prima che arriveranno anche a cilindrata più grosse".
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