di Gualtiero Repossi - 05 January 2018

Gilera KZ e KK 125: gioventù bruciata

Le Gilera KZ e KK 125, presentate al Salone di Milano del 1985, in un breve lasso di tempo lasciano una impronta fondamentale nel mercato italiano. Disegnate da Luciano Marabese, sono le prime 125 a superare la barriera dei 150 km/h
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  • 1/26 Gilera KZ 125

    Due anni. È questa la durata media di una 125 supersportiva sul mercato italiano nella seconda metà degli anni Ottanta, quando le Case investono cifre altissime nello sviluppo tecnico delle loro moto. Le KZ e KK, presentate al Salone di Milano del 1985, non sfuggono alla regola ma in questo breve lasso di tempo lasciano una impronta fondamentale. Disegnate da Luciano Marabese e spinte dal monocilindrico due tempi che ha avuto le sue origini nel Cross, esasperano le prestazioni perché sono le prime 125 a superare la barriera dei 150 km/h!

    Gilera KZ e KK 125: gioventù bruciata
    Gilera KK 125

    L'epoca d'oro delle 125

    All’inizio degli anni Ottanta il settore delle 125 vive in Italia un periodo di grande fermento perché da solo costituisce quasi la metà dell’intero mercato delle due ruote: su 226.718 immatricolazioni nel 1983, 106.072 (di cui circa la metà sono Vespa) riguardano moto di 125 cc. Le ottavo di litro sono rivolte ai sedicenni, clienti fra i più difficili da accontentare: neo patentati, sensibili alle mode e propensi ai repentini cambiamenti di gusti, ma soprattutto privi di qualsiasi attaccamento al Marchio che invece si ritrova nei motociclisti più adulti. Per reggere la sfida sul mercato occorrono quindi prodotti innovativi - sia dal punto di vista tecnico che estetico - sfornati a getto continuo e in grado di calamitare l’attenzione dei giovani. Nel 1983 la Gilera decide di scendere in campo nel settore delle 125 con un notevole investimento economico e di risorse umane. Attingendo a piene mani dall’esperienza maturata nel Campionato Mondiale Cross della classe 125, l’Ufficio tecnico diretto dall’ingegner Lucio Masut sviluppa in meno di un anno un monocilindrico a due tempi con raffreddamento a liquido, dotato di contralbero di bilanciamento, ammissione lamellare, lubrificazione separata e avviamento elettrico, che della moto da fuoristrada eredita il gruppo termico. Attorno al nuovo motore l’abile matita del designer torinese Paolo Martin realizza due nuovi modelli, la stradale RV e la Enduro RX, che alla loro presentazione al Salone di Milano del novembre 1983 inaugurano un nuovo corso per la Casa di Arcore. I benefici effetti sulle vendite sono immediati, con un incremento addirittura del 376%. Sulla scia dei successi e del crescente interesse dei sedicenni nei confronti delle stradali sportive, la Gilera presenta la KZ, una supersportiva dalle linee spigolose ma originali, che promette prestazioni al top della categoria e anticipa la nuova strategia commerciale della Casa, alla quale affianca la versione con carena integrale KK. Disegnate da Luciano Marabese, milanese, classe 1948, le Gilera KK e KZ presentano soluzioni estetiche diverse.

    Gilera KZ e KK 125: gioventù bruciata
    Gilera KZ 125

    Questioni tecniche

    La versione chiamata KZ lascia in bella vista il motore e - parzialmente - il telaio doppia culla in tubi d’acciaio a sezione rettangolare, utilizzando una semicarena che accoglie un piccolo faro anteriore rettangolare e che scende a nascondere il radiatore dell’acqua. Completa la carrozzeria un ampio puntale sotto al motore che contiene la batteria. Sulla KK, invece, presentata in contemporanea ma subito “congelata” per non mettere troppa carne al fuoco, è montata la carenatura integrale che nasconde la meccanica. I “pezzi forti” della KZ dal punto di vista estetico sono la monoscocca in plastica che fa da finto serbatoio (quello vero, anch’esso in materiale plastico, è sotto la scocca ed è raggiungibile aprendo un apposito sportello) e da supporto alla sella e al codino, assieme alle piccole ruote in lega da 16”. Queste ultime sono prodotte dalla Grimeca e hanno una strana forma delle razze, identiche a quelle montate sul prototipo della Aprilia AF1 125, anch’essa presente a quel Salone di Milano. Una nota a parte merita l’impianto di scarico, con il collettore che ruota di 180° facendo passare l’espansione sul lato sinistro del cilindro per poi proseguire sotto al telaietto reggisella, con il silenziatore che sbuca in alto, nel codino, a fianco del fanale posteriore. La qualità costruttiva dell’esemplare esposto a Milano è altissima, mentre il design di Marabese ha il pregio dell’originalità e quindi di affrancarsi da quanto offre la concorrenza, che nel frattempo si è arricchita con l’arrivo sul mercato nel 1985 dell’Aprilia AS125R a motore Rotax e della Garelli GTA. Ma non c’è solo il look ad attirare, perché i giovani guardano con estrema attenzione alle prestazioni dichiarate dalla Gilera: potenza massima di 26 CV a 9.250 giri e velocità superiore ai 140 km/h, valori al vertice della categoria.

    Gilera KZ e KK 125: gioventù bruciata
    Gilera KK 125

    Un nuovo riferimento della categoria

    Nel maggio del 1986 la KZ 125 viene “data in pasto” ai giornalisti per un breve test sulla pista di Monza. La moto non solo è velocissima, ma si dimostra anche stabile e ben bilanciata, precisa nell’inserimento in curva e nella frenata anche a scapito di un pizzico di maneggevolezza. Ha un assetto indovinato, con una posizione in sella azzeccata per i piloti di media statura, che consente un’immediata confidenza nella guida al limite. Le impressioni di questo primo “assaggio” vengono confermate e approfondite qualche mese più tardi, quando la KZ è oggetto della prova su strada con i rilievi strumentali di Motociclismo, pubblicati sul fascicolo di novembre 1986. Alla fine del primo anno di commercializzazione la KZ è già diventata il nuovo punto di riferimento della categoria. Eppure resta ancora un piccolo nodo da sciogliere per ottenere il consenso universale e questo riguarda il design. Il look della KZ, fin dalla sua prima apparizione, è stato oggetto di commenti e discussioni. Il motore in vista su di una supersportiva stradale destinata ai sedicenni venga considerato poco alla moda nel 1986.

    Gilera KZ e KK 125: gioventù bruciata
    Gilera KZ 125

    Arriva la KK

    In Gilera decidono allora che è arrivato il momento di mettere in produzione anche la KK, disponibile presso la rete di vendita nel mese di dicembre del 1986. Motore e ciclistica restano sostanzialmente identici alla KZ, salvo alcuni piccoli interventi per aumentare le prestazioni: nuovo scarico più performante, una differente taratura del carburatore Dell’Orto PHBH 28, l’allungamento del rapporto finale di trasmissione e una diversa taratura delle sospensioni. Nei mesi trascorsi fra la presentazione del prototipo e la commercializzazione del modello, alcuni particolari sono però cambiati. La modifica più importante riguarda il serbatoio del carburante, che sulla KK è sdoppiato per cambiare la distribuzione dei pesi e abbassare il baricentro, in modo da migliorare la maneggevolezza. Quello principale da 8,5 litri si trova sotto al motore in un guscio che ingloba anche la batteria, mentre un secondo serbatoio da 5,5 litri è sistemato nella posizione tradizionale, assieme alla scatola filtro. Una pompa elettrica pesca il carburante dal serbatoio principale posto sotto al motore e lo invia a quello superiore, mano a mano che quest’ultimo si svuota. Rispetto al prototipo cambia leggermente anche la carenatura, rivista in galleria del vento per guadagnare qualche km/h in più. Per quanto riguarda le prestazioni, la KK ha gli stessi CV della KZ, ma in virtù della sua migliore veste aerodinamica, riesce a spuntare una velocità massima record per la categoria: 157,500 km/h (contro i 153,200 km/h della KZ che già aveva “stracciato” la concorrenza).

    Gilera KZ e KK 125: gioventù bruciata
    Gilera KK 125

    Il ciclo si esaurisce

    Secondo le intenzioni della Casa di Arcore, KZ e KK dovrebbero reggere il mercato per un paio di stagioni, invece tale previsione si rivelerà errata, perchè l’importanza del mercato è tale che i Costruttori continuano a investire cifre notevolissime per essere sempre un po’ più avanti della concorrenza, accattivandosi le simpatie dei potenziali acquirenti. Già nel corso del 1987 le vendite della KZ iniziano a calare, costringendo la Gilera a un veloce restyling che prende le forme della KZ Endurance, la prima 125 stradale ad essere venduta in Italia con il doppio faro anteriore (fino a quel momento vietato dal Codice della Strada). Dopo la presentazione della KZ Endurance - che nella versione “kittata” per disputare il Trofeo monomarca a lei dedicato ha 29 CV, raggiunge i 162 km/h e copre i 400 metri da fermo in 14,8” - il ciclo del modello viene considerato esaurito e la Gilera, che ha già commissionato da tempo a Luciano Marabese lo studio di una nuova 125 supersportiva, passa nuovamente all’attacco presentando al Salone di Milano di novembre la MX1, messa in vendita nella primavera del 1988. Della serie KZ-KK la nuova MX1 eredita praticamente solo il motore, mentre la ciclistica sfoggia un inedito telaio perimetrale in acciaio, denominato Twinbox.

    Gilera KZ e KK 125: gioventù bruciata
    Gilera KZ Endurance 125. In sella, con il numero 65, c'è Loris Capirossi

    La KZ resta in produzione con un numero limitato di esemplari, quasi tutti assorbiti dal Trofeo monomarca (che si disputa nel 1987 e nel 1988), uscendo di scena nel 1989 assieme alla KK quando ormai anche le giacenze dai concessionari si sono esaurite. Quello stesso anno sparisce dai listini Gilera anche la vecchia RV 125, sopravvissuta con poche modifiche alle sospensioni e alla colorazione. La Casa di Arcore in meno di cinque anni ha “bruciato” sul mercato tre validissime 125, ma all’epoca non poteva fare diversamente se voleva rimanere protagonista d’eccellenza del settore. Moto che sono state “figlie” di una stagione irripetibile perché mai nella storia si è assistito a uno sviluppo tecnologico così rapido e interessante, che ancor oggi tantissimi ricordano con nostalgia e passione.

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