di Riccardo Capacchione - 04 dicembre 2018

"L’elettronica accorcia i tempi di analisi e riparazione delle moto"

Abbiamo intervistato Mario Giacomella, Responsabile di progetto dei sistemi diagnostici Texa, per approfondire la conoscenza degli strumenti di diagnostica utili a individuare i problemi sulle moto
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    In occasione del nostro approfondimento tecnico sui sistemi diagnostici utili alla riparazione delle moto abbiamo intervistato Mario Giacomella (Responsabile di progetto dei sistemi diagnostici Texa), che ci ha parlato dell’elettronica facendo luce su alcune curiosità.

    Elettronica: che altro si può aggiungere?
    “Una moto, dal punto di vista elettronico, è sempre più un’auto con due ruote in meno; il gap rispetto al passato si è ridotto grazie a Costruttori che fanno parte di gruppi automotive come BMW e Ducati. Non a caso, oltre ad adottare analoga componentistica del mondo auto, stanno sperimentando sistemi di supporto alla guida denominati ADAS: frenata assistita, avviso collisione, riconoscimento cartelli, utilizzo di radar e telecamere… la diagnosi sarà essenziale”.

    Quindi cacciavite, “manina d’oro” ed esperienza servono ancora o no?
    “Oggi è impossibile lavorare senza uno strumento di diagnosi, in grado di rilevare errori nel sistema, inizializzare le centraline stesse sostituite per esempio a causa di una caduta, verificare lo stato dei sensori solo sollevando una porzione di sella e connettendo il nostro strumento che, lo ricordo, si tratta di un “utensile” utilizzabile su qualsiasi marca di moto! Con il nostro modulo, si “visitano” tutte le moto (il 95% per l’esattezza, ndr). Sostanzialmente lo strumento di diagnosi multimarca permette al meccanico, grazie a pagine già configurate e pronte all’uso, di “vedere” i valori dei sensori collegati a ciascuna centralina. Si può facilmente verificare la loro funzionalità e controllare tutta una serie di altre informazioni, regolazioni, attivazioni".

    Sarà capitato anche a lei: la moto fa le bizze esattamente fino all’ingresso del portone dell’officina. Quando il meccanico verifica le anomalie, il motore suona come uno Stradivari, e i meccanici assumono un’espressione che vuole intendere: "ma sei sicuro sicuro di quel che dici"?
    “Grazie alle potenzialità offerte da alcuni dei nostri prodotti, è possibile individuare e verificare anche i tipici errori sporadici che si possono manifestare solo al motociclista in fase di utilizzo, attraverso una vera e propria funzione di data-logger (“registratore dati”, ndr) che permette di lasciare lo strumento montato a bordo del motociclo e di testare il suo funzionamento per lunghi periodi, evitando così prove su strada da parte del meccanico che successivamente verificherà l’effettivo problema, risolvendolo magari con una semplice regolazione di un valore dalla centralina”.

    Il proprietario della moto può allora acquistare un vostro strumento di diagnosi e procedere autonomamente?
    “Sì, per quel che riguarda la necessità dello strumento, assolutamente no sia per motivi legati alla legislazione sia perché comunque serve una preparazione meccanica di base e una specifica sull’utilizzo dei moduli di diagnosi. Come per ogni nuovo strumento, è necessario un minimo di formazione che Texa fornisce ai propri clienti (meccanici, ndr) attraverso il programma TEXAedu, dedicato all’aggiornamento dei motoriparatori. Semplici operazioni di manutenzione, come il reset service, la sostituzione di una sonda lambda, l’adattamento di un nuovo galleggiante del serbatoio, la verifica del funzionamento di un fanale led oppure la sostituzione olio freni, sono solo alcune delle operazioni oggi impossibili da eseguire senza adeguata strumentazione diagnostica e formazione specifica. Quando mi capita di parlare con amici che mi chiedono consiglio per sapere a quale officina rivolgersi per fare eseguire la manutenzione alle proprie moto, il mio consiglio è sempre lo stesso da anni: verificate che almeno in officina abbiano la strumentazione diagnostica necessaria e che vi facciano pagare la diagnosi!”

    Quindi il vostro strumento facilita la “visita”da parte del meccanico alla moto?
    “Questa funzione, fondamentale, è forse una delle minori tra quelle che la potenza dello strumento è in grado di offrire all’utilizzatore. Come principale produttore mondiale di strumenti per moto, siamo al fianco del meccanico indipendente, ma la collaborazione che TEXA vanta con molti costruttori con contratti di primo equipaggiamento (OEM, ndr) consente di offrire gli ultimi aggiornamenti software, e all’interno dei nostri strumenti i clienti trovano una enome quantità di informazioni tecniche come schemi elettrici interattivi, bollettini tecnici, schede risoluzione guasti e schede valori nominali, tutto in modo standardizzato e realizzato da TEXA, così da assicurare un ambiente di lavoro semplice".

    Chiunque diventa un bravo meccanico con strumenti di diagnostica avanzati?
    “La sensibilità, la creatività e l’intuizione restano alla base delle capacità di un bravo meccanico. Tuttavia sussiste una certa resistenza all’utilizzo di questi sistemi di diagnosi da parte di alcune officine, che non comprendono che con esse si rende più semplice il rapporto tra riparatore e moto. Ormai non è più possibile realizzare messe a punto “a orecchio” o “per esperienza”. Questo processo non deve essere percepito come una perdita di un’artigianalità, ma al contrario come un passo nella modernità da parte del meccanico “puro”. L’investimento poi varia dalla versione base della nostra strumentazione, circa 400 euro, ai 1.500 euro della versione dotata di tutti i programmi, sistemi di connessione fuori standard (come per le moto indiane, per capirci), cifre che sono la metà di quelle richieste per un carrello porta utensili di ottima qualità. Pensare di riparare una moto moderna senza uno strumento di diagnosi è come pensare di aggiustare una moto d’epoca senza nemmeno un cacciavite”.

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