Brompton lancia la prima e-bike

Leggera, maneggevole e compatta ha un motore nel mozzo anteriore e batteria removibile (che pesa 2,9 kg). Proposta con cambio a due o sei velocità

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Alla fine anche Brompton (costruttore di bici inglese in attività dal 1976) si è convertita all’elettrico. A inizio mese, infatti, c’è stato il lancio ufficiale della nuova e-bike pieghevole del brand londinese, che porta l’offerta allo step successivo. Il periodo di lancio avviene con un tempismo eccezionale, proprio mentre i riflettori sono accesi sulla mobilità alternativa, particolarmente adatta a rispettare i criteri del distanziamento sociale richiesti dalla pandemia e che rimarranno “la regola” ancora per parecchio tempo.

Cominciamo con il dire che l’ultima Brompton mantiene le sue caratteristiche tradizionali. La leggerezza che caratterizza la versione muscolare, infatti, la ritroviamo anche sull’elettrica: pesa circa 17 kg batteria inclusa (versione 2 marce kg 16,6 e 6 marce kg 17,3) e si scende a circa 14 kg (versione 2 marce kg 13,7 e 6 marce kg 14,4) se decidiamo di utilizzarla come una muscolare e senza batteria, cosa possibile visto che il motore non fa alcuna resistenza quando è spento.

La portabilità sui mezzi pubblici ne fa la bici ideale per i commuter che possono passare dal treno alla strada e ancora alla metropolitana in maniera agile, grazie alla facilità con cui la Brompton si piega in tre e diventa trasportabile a mano (non per distanze eccessive, però, visto che pesa comunque 17 kg). Inoltre, la versione elettrica aggiunge un ulteriore vantaggio a chi si reca al lavoro e non ha una doccia disponibile, perché il motore ci fa risparmiare sforzi e… sudore.

Da non sottovalutare, poi, il rischio di furto che frena le persone nell’utilizzo della bici, specie se deve essere lasciata all’esterno per varie ore e, in particolare, se il modello è elettrico, quindi decisamente più costoso. Con la Brompton, però, il problema è risolto: essendo pieghevole, basta portarla con sé una volta giunti a destinazione, perché lo spazio occupato è davvero contenuto (queste le dimensioni: mm 585x565x270).

Noi l’abbiamo provata in anteprima sulle nuove ciclabili milanesi e non solo. La scelta di montare delle ruote piccole (16’’) ha il vantaggio di rendere la bici molto maneggevole (si riesce a cambiare traiettoria fino all’ultimo secondo, caratteristica molto utile in città), ma paga meno in termini di stabilità, perché il manubrio dev’essere impugnato costantemente con mani molto salde. Per correggere questo inconveniente la Brompton ha un passo (cioè la distanza tra i due assi del mozzo anteriore o posteriore) molto lungo, soluzione che raggiunge due scopi: creare un buon compromesso tra agilità e stabilità ed essere piegata in tre per una compattezza davvero notevole.

Tre le modalità di assistenza, che garantiscono un supporto più o meno energico a seconda del terreno e delle velleità del ciclista. Le diverse “potenze”, consentono anche di avere livelli di autonomia differenti (la Casa dichiara che si va dai 30 ai 70 km): ovviamente, più la potenza richiesta è bassa, maggiore sarà la strada percorsa prima della necessità di una ricarica. Elevato il prezzo: si parte da 2.995 euro, Iva inclusa, per la versione con cambio a due velocità.

Per provarla, basta prenotare un test contattando un rivenditore (noi ci siamo appoggiati a Brompton Junction, via Melzo a Milano, www.bikingdays.com).

di Maurizio Zacchetti

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