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Melandri gira (bene) a Misano sulla Ducati SBK Factory

Il 22, 23 e 24 agosto nei test privati del Team Aruba.it - Racing Ducati a Misano Adriatico, accanto a Chaz Davies e Davide Giugliano è sceso in pista anche Marco Melandri, alla sua prima volta sulla Panigale R SBK "ufficiale". Ecco il report, i tempi e le dichiarazioni dei piloti e del team manager

Le Ducati SBK ufficiali per tre giorni a Misano

Si è conclusa la tre giorni di test per Marco Melandri in sella alla Ducati Superbike dell’Aruba.it – Racing Ducati Team. Insieme a lui hanno girato anche i piloti ufficiali Chaz Davies e Davide Giugliano. Il pilota ravennate infatti sarà il prossimo alfiere della Casa di Borgo Panigale, al posto di Davide Giugliano, a partire dalla stagione 2017 (per Davide, tra l'altro, si prospetta un 2017 in Moto2, nel team Sky Racing VR46 al fianco di Bagnaia).

Melandri: "Motore e ciclistica della Panigale si adattano al mio stile di guida"

Melandri ha macinato giri su giri durante i test, una settantina al giorno (ecco le foto), sia per testare ciclistica ed elettronica sia -soprattutto- per prendere confidenza con una moto molto differente dalla Panigale stradale con cui aveva girato ad Adria. Il pilota ha dichiarato di aver dovuto ricominciare dalle basi per quanto riguarda la guida, il “Macio” si è subito trovato bene con il motore, a detta sua molto potente e dall’ampio arco di utilizzo, che ben si sposa con il suo stile di guida. Ovviamente i tempi sul giro ufficiali non sono stati diffusi, tuttavia si parla di crono nel "minuto e 36" per Melandri, più lento di circa due secondi rispetto a Giugliano (quindi quasi 1'37, dato che Davide ha girato in 1'34"9). Ecco le parole del pilota ravennate.

“Ho provato un’emozione incredibile a tornare in pista. È stato molto eccitante, come se fosse stata la prima volta! Quando fai qualcosa che ti piace, il motociclismo nel mio caso, e ti fermi, questo ti aiuta a capire meglio quanto hai perso e perché ti piace tanto. In questo ritorno mi sono divertito molto. Abbiamo lavorato con calma e metodo, riprendendo gradualmente gli automatismi e cercando innanzitutto di trovare la giusta posizione in sella per poi provare diverse modifiche di ciclistica ed elettronica per capire il comportamento della moto. La Panigale è una grande scoperta per me. Sono abbastanza sicuro che questa moto possa essere buona per il mio stile di guida; naturalmente molti sono scettici, anche se è ancora presto per dirlo, io sono felice. Sono rimasto stupito in particolare dalla precisione dell’anteriore, fondamentale per il mio stile di guida. Pur senza concentrarci sui tempi, siamo stati più veloci delle aspettative. Ora proseguirò con il programma di allenamenti in vista dei prossimi test”.

Com'è stato tornare in pista?
È stato emozionante, come se fosse una prima volta. Quando hai qualcosa, che erano le corse, e che poi mi sono venute a mancare, ho capito ancora di più quanto ci tenevo a correre. Avere quest'opportunità di ritornare, me la sono goduta proprio in maniera particolare. È stata meglio di una prima volta.

Quali sono state le tue sensazioni?
Oltre all'emozione c'è stato anche un po' di “imbarazzo”, comunque vengo da un momento difficile. I ragazzi nel box mi hanno accolto come un pilota ancora titolare. Mi sentivo un po' a disagio, poi mano a mano che le cose sono iniziate, ci siamo conosciuti e mi hanno messo sempre più a mio agio, è tutto più naturale.

Come avete organizzato il lavoro nel box?
Il primo giorno, lunedì 22, dovevo capire quale era il mio livello in sella, le mie difficoltà più grandi, e ce n'erano veramente tante. Poi abbiamo lavorato sulla posizione in sella e martedì 23 abbiamo continuato a farlo perché c'era qualcosa da ritoccare. Successivamente abbiamo iniziato a cercare una moto che fosse più adatta a dare confidenza al mio stile di guida. Una volta che la moto era più adatta a me, mi sono sentito più a mio agio e gli automatismi son tornati. Non mi sento pronto per correre, però inizio ad avere nuovamente la mentalità da pilota.

Quanti giri hai fatto in ogni long run?
Non tanti. Mi sento bene però credo che esagerare subito vorrebbe dire poi non fare un buon lavoro il giorno successivo. Sono allenato, ma andare in moto è una fatica diversa. Affaticarmi troppo all'inizio del test avrebbe voluto dire non essere al 100% nell'ultimo giorno, quindi preferisco dosarmi e provare a fare qualcosa di più l'ultimo giorno. Non so se sarò in forma di fare una mezza simulazione di gara, ma vorrei provare ad allungare un po' i run.

Quali sono i programmi con Ducati nei prossimi mesi?
Diciamo che sono un po' il test rider, che quest'anno sarebbe dovuto essere Carlos Checa. Approfitto della sua assenza per poter salire in sella subito. A ottobre andiamo a Valencia, ma dobbiamo ancora definire bene.

Come ti allenerai nell'attesa?
Nel mese di settembre userò molto la moto stradale, per fare chilometri, e piano piano tornare totalmente dentro il personaggio. Ho ripreso ad allenarmi in palestra seguendo tabelle più precise e dopo il test farò lavorare più muscoli specifici utili per la guida. Per me questo è un test proprio per capire anche la mia situazione. Credo di essere più avanti di quello che mi aspettavo.

Come ti è sembrata la Ducati?
È stata una bella scoperta. Ero abbastanza sicuro che questa moto potesse andare bene per il mio stile di guida - anche se ora è un po' presto per dire – però se ne sentono sempre di tutti i colori e la gente era molto scettica. Io credo che la moto abbia un'erogazione del motore molto adatta per il mio stile di guida e anche la ciclistica ha un anteriore molto sincero e diretto, ed è quello che solitamente serve a me.

Hai parlato con Chaz Davies, il tuo futuro compagno di squadra?
Sì, l'avevo già visto. Credo che lui sia un buon compagno, eravamo già stati in squadra insieme nel 2013 e siamo andati "d'amore e d'accordo" (ride). Sicuramente lui ha riferimenti su questa moto, sono tre anni che la conosce e la guida molto bene.

Gli altri uomini in rosso: una contrattura ferma Davies nel day2

I compagni di test del pilota ravennate hanno portato avanti lo sviluppo della Panigale R in vista della GP di Germania sul tracciato del Lausitzring, previsto per il 17 e 18 settembre. Durante la giornata del 23 agosto Chaz Davies ha interrotto i test dopo 45 minuti in pista (14 giri) a causa di forte dolore alla schiena causata della triplice ernia del disco che il pilota gallese si porta dietro ormai da anni. Ora Davies è a riposo ma rientrerà in pista nel prossimo GP. Per la cronaca: Chaz ha fatto segnare 1'34"6 come best lap, mentre Davide ha girato in 1'34"9. I due ducatisti ufficiali hanno messo in carniere rispettivamente 111 giri Giugliano, 66 Chaz.
 

Chaz Davies: "Ho capito perché a volte andavo solo al 95%"

“Lunedì siamo partiti con il piede giusto, girando subito più veloci che in gara, ma poi ho avvertito una contrattura ed ho preferito consultare lo staff medico del circuito, che ringrazio molto per l’aiuto, prima di tornare in sella. Quest'estate ho fatto un intenso allenamento alla parte superiore del corpo e non ha sicuramente aiutato, come la mancanza di massaggi e chiroterapia. Fortunatamente non si è trattato di nulla di grave, il recupero è stato veloce ed oggi siamo riusciti a effettuare alcune prove molto importanti e raccogliere dati. Dopo l’allenamento che ho fatto qui, sono molto ottimista per il resto della stagione. Quest’anno sono stato spesso al 95% con la moto, ma ora penso di sapere il perché. Abbiamo scoperto qualcosa di davvero importante. La base è migliorata rispetto alle ultime gare, mi sento maggiormente a mio agio e fiducioso, e non vedo l’ora di affrontare i prossimi round”.

Chaz, come sono andati i test?
Ho solo fatto 14 giri ma il feeling era davvero buono, non mi aspettavo di uscire dal box ed essere subito così veloce. Di giri lanciati ne ho fatti solo 12, ma ero già più veloce di quanto lo fossi stato in gara l’ultima volta qui e anche del test precedente. È una bella sorpresa per me. Sono davvero felice perché abbiamo trovato qualcosa di veramente importante che mi permette di avere il feeling che mi piace.
 
Restano ancora Germania, Francia, Spagna e Qatar, cosa ti aspetti?
Sarà come sempre nel World Superbike – ci sono sempre grandi battaglie! Mi sono molto fiducioso in questo momento. Abbiamo davvero cambiato passo con la mia moto e l’intero pacchetto. Sono davvero felice per quello che ho trovato qui. Sono fiducioso, sono molto entusiasta e molto motivato in vista degli ultimi quattro round della stagione.
 
Abbiamo parlato del futuro della stagione, ma cosa ne pensi del 2016 appena trascorso?
Onestamente è stato al di sotto delle aspettative. Ho avuto troppe gare complicate – e non solo gare difficili, ma proprio week end difficili in generale, per varie ragione. Tuttavia, ora penso che abbiamo capito davvero perché è successo così. È importante che abbiamo imparato le ragioni. Di sicuro quest’anno alcune gare sono state fantastiche, ma ce ne sono state altre nelle quali non ero al 100%. A volte ero al 95%, ma ora penso che sia tutto chiaro.
 

Il prossimo anno Marco Melandri sarà il tuo compagno di squadra, cosa pensi di questo cambiamento? 
È una cosa positiva. È la seconda volta che ci ritroveremo a condividere lo stesso box con Marco – nel 2013 (con BMW) e adesso. Le sue credenziali parlano per lui. È stato lontano dalle corse per più di un anno, ma un top rider non si dimentica come si guida una moto. Penso che Marco sarà uno dei protagonisti il prossimo anno. Sarà un compagno di squadra forte, come lo è stato Davide (Giugliano) negli ultimo tre anni, ed è sempre positive avere un compagno forte, questo alza il livello del team.
 
Hai parlato con Marco delle sue sensazioni in sella alla moto?
Abbiamo parlato un po’ lunedì. Le sue prime impressioni sono simili alle mie quando ero salito per la prima volta sulla Panigale. Oggi l’ho visto poco, ma da quel che mi ha detto lunedì mi è sembrato abbastanza contento.

Giugliano: "Ottimizzato il setup in vista del lausitzring"

“Era importante salire sulla Panigale R durante la pausa estiva, anche se gli allenamenti proseguono a pieno ritmo. Misano poi ha alcune caratteristiche in comune con il Lausitzring, quindi abbiamo ottimizzato il setup in vista della nostra prossima gara. Il feeling con la moto è molto buono, negli ultimi quattro round abbiamo fatto grandi passi avanti e siamo saliti sempre sul podio. Siamo pronti ad affrontare le prossime gare e fiduciosi di poter raccogliere risultati ancora migliori”.

Il team manager Marinelli: “Tra chaz e melandri mi spetto un a rivalità corretta”

Su cosa vi siete concentrati in questi test a Misano?
Nei test stiamo provando un po' di elementi di elettronica e di ciclistica, assetti vari. L'obiettivo principale è quello di prepararsi, dopo la pausa estiva, alla fine della stagione. Cercheremo di fare il meglio possibile, il nostro target è sempre quello di vincere. Ci siamo andati vicini diverse volte, quattro volte ce l'abbiamo fatta, quindi vogliamo finire la stagione vincendo il più volte possibile.
 
Che bilancio fai della stagione finora disputata?
Siamo sempre stati competitivi, in grado di lottare per la vittoria. Parlando di Chaz le quattro cadute ci sono costate care, pensando al campionato pesano tanto, però ovviamente sappiamo che nelle gare, quando si guida al limite, sono cose che possono succedere. Con Davide, invece, quello che manca ancora è la vittoria e speriamo di riuscire a centrarla prima della fine dell'anno. I risultati sono comunque sempre stati buoni, siamo sempre stati vicini al podio e in due occasioni anche alla vittoria. Quindi ovviamente, come per entrambi, vogliamo arrivare il più avanti possibile nelle quattro gare che rimangono.
 
Dal prossimo anno non lavorerete più con Davide Giugliano.
L'atmosfera con Davide è buona, ci conosciamo da tanto tempo, con lui c'è un rapporto non solo professionale ma anche di amicizia dopo tanti anni. Siamo coscienti del suo talento, abbiamo fatto scelte diverse ma questo non toglie la stima e l'affetto che abbiamo per lui. Ci rimane ancora qualche mese da passare insieme e ovviamente non si toglie nulla alla tenacità e alla voglia di fare il miglior risultato possibile. 
 
Al suo posto dal 2017 ci sarà Marco Melandri, cosa vi aspettate da lui?
Abbiamo iniziato ora a fare un cammino con lui, fortunatamente abbiamo qualche giornata di test che ci permetterà di fare un programma da seguire, senza bruciare nessuna tappa. Per adesso abbiamo iniziato in modo positivo e faremo il possibile per renderlo il prima possibile confidente sulla moto.
 
Cosa vi ha spinto a scegliere lui?
Diverse cose. Sicuramente la sua storia è lunga, sappiamo che è un pilota di grande esperienza, è uno dei pochi piloti italiani che sappiamo può essere molto competitivo e quindi si è ritenuto che per il futuro possa essere una scelta indovinata.
 
Come vedi la stagione 2017?
Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: vincere il mondiale. Cerchiamo di migliorare la nostra moto, rendere i nostri piloti sempre più confidenti, in modo da poter lottare per la vittoria costantemente. Delle criticità particolari non ce ne sono, stiamo cercando di migliorare un po' il pacchetto dalla gestione alle varie di guida. Il nostro rivale principale ora è Kawasaki con Jonathan Rea e Tom Sykes. Sappiamo che sono due piloti molto forti e il livello è molto alto. È importante essere veloci, ma allo stesso tempo lo è anche essere costante in tutte le gare.
 
Come vedi la coppia Melandri – Davies?
Sono già stati compagni di squadra in passato, sono due piloti seri. Mi aspetto una rivalità corretta come ovviamente c'è tra piloti professionisti.
 
Delle quattro piste dove saranno disputati gli ultimi round stagionali, quale pensi possa essere particolarmente favorevole a Ducati?
Al Lausitzring abbiamo fatto un buon test, mi aspetto di poter fare delle belle gare. È una parte della Germania dove le condizioni meteo variano abbastanza velocemente, quindi dipenderà anche da quale clima troveremo a settembre. Con le condizioni di bagnato si rivoluziona un po' tutto. Jerez è una pista dove abbiamo fatto diversi test in maniera positiva, Magny-Cours è una pista dove non andiamo male, penso che possiamo fare bene un po' ovunque, forse in Qatar faticheremo un po' di più con il rettilineo, ma saremo sempre competitivi.

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