Comparativa globetrotter 2016: alla prova sotto la pioggia

Strade bellissime, tortuose e ben asfaltate… ma la pioggia ci accompagna per tutto il giorno! I controlli elettronici delle nostre moto ci sono stati di grande aiuto: qualcuna delle protagoniste della sfida ci ha trasmesso più sicurezza, da altre ci aspettavamo di più…

Strade bellissime e ben asfaltate...

Poteva andare meglio, come si usa dire. Ma tutto sommato non ci possiamo lamentare. Ecco condensata in poche parole la terza giornata di comparativa, la seconda sul suolo albanese. Il Test Team si sveglia di buon'ora gratificato dalla vista su di un mare maestoso, carico di blu e di verde. Prende le sue inarrestabili nove endurone e si infila su una tortuosa e ben asfaltata strada costiera. Più precisamente: una bellissima, tortuosa e ben asfaltata strada costiera, che si snoda per decine e decine e decine di chilometri verso sud, fino a Saranda, quasi al confine della Grecia. Qui pranza, e si rimette in marcia puntando l'antica città di Girocastro, che raggiunge godendosi un'altra bellissima strada, che questa volta si snoda però nell'entroterra, tra una vegetazione rigogliosa e piacevolmente vestita (e profumata) di primavera e montagne aspre e selvagge (qui le foto). Si concede pure una interessante divagazione off-road per visitare una piccola riserva naturale, con tanto di laghetto e sorgente di acqua pura. Arriva poi a destinazione a sera inoltrata, colpito dalle bellezze dell'Albania, dalla varietà dei paesaggi che ha saputo offrirgli in poche ore (anche un po' dal freddo: il termometro delle moto è vicino a 10°) e prudentemente convinto che le storie sui pirati della strada albanesi siano perlomeno enfatizzate: ligi al codice della strada non sono, ma nemmeno così fantasiosi - ad oggi. 

... Ma la pioggia ci accompagna per tutto il giorno

Il problema è che il Test Team fa tutto questo accompagnato da un insistente e poderoso acquazzone. Capirete la delusione. In realtà, come dicevamo, la pioggia, per quanto poco gradita, non è riuscita a rovinare la giornata, per merito della bellezza di questa terra e della validità delle nostre moto. In queste condizioni dà una certa sicurezza l'idea di poter frenare e accelerare sotto l'occhio vigile degli ABS e dei controlli di trazione - e non si tratta solo dell'effetto placebo: sfidiamo chiunque a guidare tutto un giorno sotto l'acqua senza mai sentire scivolare le ruote. Così come è utile e vantaggioso poter scegliere delle modalità di guida che adattano i sistemi elettronici al bagnato. Così le moto più potenti o complete a livello di dotazione (Ducati, BMW, Yamaha, Triumph, Aprilia) ingentiliscono la risposta del motore, se necessario limitano la potenza e allertano al massimo i sistemi di sicurezza. Tutte le nostre protagoniste permettono di viaggiare sotto il diluvio offrendo una rassicurante sensazione di sicurezza: questa, magari scontata, ma è una notizia. Ma vogliamo dirvi di più: alcune di loro vanno oltre, e riescono a far sentire tanto a proprio agio il pilota da permettergli di divertirsi anche in condizioni pessime come quelle odierne. La più virtuosa è probabilmente Ducati, che grazie ad una ciclistica che dà subito confidenza, a gomme di primo equipaggiamento (Pirelli Scorpion Trail II) con una resa sorprendente sul bagnato e a un'ottima elettronica dà l'impressione di guidare sull'asciutto. E va davvero bene anche Honda (la Crosstourer): motore dolcissimo, guida precisa, ottimo bilanciamento. Ci hanno convinto anche la GS, l'Aprilia e le "piccole": KTM e Suzuki. Triumph è riuscita a far divertire qualcuno, altri si sono sentiti sicuri ma non in confidenza come con l'ottima Ducati, che ha messo d'accordo tutti. Sulla Super Ténéré giudizio unanime: rassicurante, non divertente. Infine c'è lei, l'Africa Twin: sicurezza sì, confidenza... nì.

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