Triumph Modern Classic 2014: fascino immortale

Per il nuovo anno la Casa di Hinckley aggiorna le sue classiche con piccoli ma mirati ritocchi. La scelta appropriata per non stravolgere l’equilibrio di queste moto senza tempo che abbiamo avuto modo di provare sulle colline intorno a Verona

Triumph modern classic 2014: fascino immortale

Molto spesso, parlando di moto, si finisce col parlare dei cosiddetti anni d’oro delle due ruote. Le discussioni da bar virano infatti verso facili amarcord che portano in fretta a denigrare la tecnologia attuale in favore dei cari e vecchi carburatori, dell’elettronica zero, di “quando le moto erano pericolose e il sesso era sicuro”… Gli anni a cavallo tra i ’60 e i ’70 incarnano alla perfezione questo romantico scenario. Al di là del facile patetismo, la cosa migliore sarebbe riuscire a prelevare dal passato quello spirito così cool e stiloso per trasportarlo nel presente, con la tecnologia, la sicurezza e l’affidabilità delle moto anni Duemila. Tante case ci hanno provato ma solo Triumph, con la sua linea di Modern Classic, è riuscita a ricreare il mito. Tutto cominciò nel 2001 con la Bonneville, affiancata successivamente da Thruxton e Scrambler. Un successo affermato anche in Italia, dove il vintage tira parecchio, tanto è vero che il 35% dell’immatricolato della Casa inglese deriva proprio dalle classiche. Per il 2014 sono previste solo poche modifiche ai nuovi model year che abbiamo provato nella splendida cornice della Valpolicella, intorno a Verona.

VERSO MR MARTINI
Il tour di prova prende il via da Milano per raggiungere Verona attraverso l’autostrada, il “terreno di caccia” non prediletto da questa tipologia di moto per via della poca protezione aereodinamica. Scegliendo però il trasferimento veloce sulla Thruxton le cose vanno decisamente meglio grazie alla posizione di guida più sportiva e rannicchiata dietro il minuto cupolino. Aria in faccia a parte, tutti e tre i modelli si fanno apprezzare anche in autostrada grazie ad una triangolazione manubrio, sella, pedane particolarmente azzeccata, unita a vibrazioni decisamente contenute, a patto di restare entro i limiti di velocità. Usciti dal non luogo che è l’autostrada, approdiamo in un luogo che di carisma ne ha da vendere, il concessionario Triumph di Verona, gestito dal genio eccentrico di Mr. Martini. Non è la prima volta che abbiamo a che fare con Nicola e le sue creazioni (date un’occhiata qui per saperne di più) ma ogni volta il suo entusiasmo e la sua competenza ci emozionano come la prima volta. Ma non c’è tempo da perdere, bisogna prendere la via dei colli della Valpolicella per gustarci le nuove Triumph tra una curva e l’altra.

CHE GUSTO IN COLLINA!
Ed è proprio qui, in mezzo alle curve, che le Classic trovano la loro dimensione ideale. Se è vero che anche in città sono totalmente a proprio agio, grazie ad un motore “pastoso” e trattabile unito ad un discreto angolo di sterzo, è proprio quando ci si arrampica sulle colline che queste Triumph rasentano la perfezione. E  non si tratta solo di gustarsi il panorama guidando in souplesse, cosa che riesce comunque benissimo. Già, perché anche quando i ritmi si alzano, le Classic non si tirano indietro, ognuna evidenziando le proprie caratteristiche. Inoltre, la colonna sonora è esaltata dai nuovi terminali di scarico, ora più aperti e borbottanti: un’apprezzata novità 2014 che esalta il sound del bicilindrico inglese.

AD OGNUNO LA SUA
Nel guidato si delineano nette le differenze tra le versioni. Se la Thruxton è la più rigorosa per via di semimanubri e un disco flottante all’anteriore, la Scrambler, nonostante l’ingombrante collettore di scarico che obbliga a tenere la gamba destra più aperta, si fa apprezzare per la guida rialzata e la sensazione di maggiore controllo. La vera sorpresa è però la Bonneville “liscia”. A differenza della T100 che, equipaggiata con la ruota anteriore a raggi da 19”, sacrifica un po’ di agilità sull’altare dello stile, la versione base permette di “giocare” con una naturalezza incredibile. La sella ribassata (anche se un po’ troppo sostenuta nell’imbottitura) regala subito una gran fiducia anche ai meno alti di statura e, una volta in moto, la “magia” delle ruote da 17” montate su cerchi in lega regala ingressi in curva e cambi di direzione davvero brillanti. Sarà anche quella che costa di meno, ma la più semplice delle nuove Classic è la più equilibrata.

Per tuffarvi nel passato stando al passo con i tempi vi bastano 8.105 euro, pari al prezzo della Bonneville, mentre potete trovare qui tutti i prezzi delle nuove Classic. 

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