13 May 2013

Tom Sykes 3°: un male per la SBK se arriva la conferma

Doccia fredda per Guintoli a Monza: quando aveva già lasciato il circuito convinto di aver vinto il ricorso e di essere salito sul podio di Gara 2, la FIM riconsegna a Sykes il 3° posto. Effetti, analisi e retroscena di una decisione molto discutibile

Tom sykes 3°: un male per la sbk se arriva la conferma

 

di Federico Aliverti

 

UN CONTO È LO SHOW, UN ALTRO IL REGOLAMENTO

Un sorpasso all’ultimo giro, portato con una staccatona a 270 km/h. Un pilota generoso, che tenta un attacco al limite, che ci prova nonostante una moto teoricamente inferiore (parliamo di una gara con 4 Aprilia nei primi 6 posti). L’abbiamo sempre detto: questi piloti generosissimi e questi duelli rusticani sono il sale del motociclismo, il bello della Superbike. Ma il sorpasso di Tom Sykes ai danni di Sylvain Guintoli a mio parere va sanzionato. E la FIM, che mi è parsa incapace di gestire l’altalena di ricorsi e controricorsi, ha perso autorevolezza nel braccio di ferro tra Aprilia e Kawasaki: non è possibile che Sykes e Guintoli si siano avvicendati sul terzo gradino del podio più volte, fino a sera inoltrata, tra podi reali e podi virtuali improvvisati all’interno dei box…

 

UN SORPASSO INCOMPIUTO

In attesa però di conoscere l’esito del controricorso di Aprilia (al momento sul podio c’è Sykes, ma il Team Aprilia ha facoltà di ritornare in appello, stavolta alla Corte Disciplinare Internazionale, entro i prossimi 5 giorni: per questo solo dopo questo termine aggiorneremo i risultati di FantaMOTOCICLISMO di questa settimana), voglio ricostruire la dinamica del sorpasso per spiegare come mai credo che sia giusto attribuire i 16 punti a Guintoli. All’inizio della staccata dopo il Curvone, il pilota francese è senza dubbio davanti al rivale. Poi Sykes tenta l’attacco con una frenatona che lo porta all’imbocco della Variante della Roggia con mezza moto di vantaggio sulla Aprilia e una linea più interna (e quindi più favorevole). Ecco, fissiamo questo fotogramma. Preso così, l’errore di Sykes, che arriva lungo, avviene quando Tom è davanti, e quindi non obbligato a ricedere la posizione una volta rientrato in pista.

Ma Sykes è davvero davanti a Guintoli? O un sorpasso, per essere considerato compiuto, deve essere portato a termine imboccando correttamente la curva seguente la manovra di attacco?

 

UN PERICOLOSO PRECEDENTE

Io credo che, se confermata, questa decisione della FIM possa creare un precedente dannoso per il campionato, per il suo spirito sportivo e per la sicurezza degli stessi piloti. Molti di essi, infatti, potrebbero essere spinti a mollare i freni anche quando hanno piena consapevolezza di arrivare lunghi. Mi spiego meglio, prendendo ad esempio una delle staccate più violente di tutto il Mondiale: quella di Monza in fondo al rettifilo principale. Ecco, immaginiamo che qui arrivi un “trenino” di cinque o sei piloti lanciati a oltre 300 km/h, e che l’ultimo pilota di questo trenino si attacchi ai freni una cinquantina di metri dopo tutti gli altri. Li supererebbe facilmente, arriverebbe certamente lungo, ma rientrerebbe in pista davanti agli altri senza essere costretto a ricedere loro la posizione. Alla Prima Variante lui è arrivato prima degli altri, e non importa che l’abbia “tagliata”: ecco quali potrebbero essere gli effetti del “caso Sykes-Guintoli” se la FIM non prenderà la decisione giusta.

 

MONZA HA LE SUE COLPE, MA I PILOTI…

Ho sempre difeso Monza, anche quando poteva risultare sconveniente farlo. A partire dalla famosa questione delle buche sull’asfalto. Ebbene, ho girato su una sessantina di piste in tutto il mondo, e avendo percorso quasi 30.000 km sul tracciato brianzolo posso (ri)confermare con assoluta serenità che la qualità dell’asfalto è sempre stata ottima. Mi riferisco a ondulazioni, grip, drenaggio, ecc. Il punto è un altro: da quando hanno modificato e riasfaltato le vie di fuga della Prima Variante e della Roggia, hanno sensibilmente ridotto quello che per me è lo spettacolo e la sicurezza di guida. Vedere decine (!) di piloti che arrivano lunghi alla Prima variante e alla Roggia per me non è uno spettacolo degno di un Mondiale di moto. Il fatto accade perché, con la nuova conformazione delle Varianti, in tanti (forse troppi) tirano la staccata ben sapendo che un eventuale “lungo” non si paga né con una caduta né con una perdita di tempo. Tutt’al più si deve cedere una posizione, mica si rischia di scivolare all’ultimo posto come quando si finisce in ghiaia. Vi siete domandati perché, salvo rarissime eccezioni, in altri punti di Monza tutti improvvisamente imparano a staccare? Fateci caso: nel ghiaione della Ascari e della Parabolica nessuno ci finisce mai dentro. Eppure anche lì si stacca a 300 km/h…

I video di MOTOCICLISMO

Guarda tutti i video di MOTOCICLISMO >>
© RIPRODUZIONE RISERVATA