03 November 2014

Sykes contro Baz: su Twitter continua la battaglia

Il francese ha deciso che non erano sufficienti i sorrisi fatti alle telecamere e ha deciso di mettere sale sulla ferita ancora aperta con un tweet. L'ex campione del Mondo non ha saputo resistere e con l'occasione ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa

Sykes contro baz: su twitter continua la battaglia

A vederli scrivere sembra quasi una commedia, visto che di norma il motociclismo è estremamente “politically correct”. Sembra però che i piloti Kawasaki avessero alcuni sassolini negli stivali da corsa, ed adesso che se li sono sfilati hanno deciso di togliersi anche il fastidio. Campo di battaglia? Twitter.

 

SEI SOLO UN INGRATO!

Il via ad onor del vero lo dà Loris Baz, che ha iniziato la domenica sera con il seguente twett: “sugli ordini di scuderia. Almeno io l’ho aiutato un volta nella mia vita, a Magny Cours! Non sono certo che possa dire lo stesso”. Apriti cielo, quando la mattina dopo Tom Sykes ha letto ciò che c’era sulla sua home page di Twitter non ha saputo resistere e ha letteralmente sparato la seguente scarica di tweet: “Belle parole, chiacchierone (Tom ha scritto "big mouth", letteralmente: grande bocca, ndr)! Sì, mi hai aiutato a Magny Cours. Ma i miei dati e i miei setting ti hanno aiutato da quando sei arrivato in Kawasaki…”.  “Gli ordini di scuderia sono ordini dati dal team NON da me. Dalla squadra e la Casa che ti hanno dato tutto". "Questi ordini di SCUDERIA ti sono stati probabilmente dati dopo il casino fatto a Sepang". "Ma come sempre, il tuo ego è troppo grosso per vedere i bisogni della squadra!! Non hai mostrato alcun rispetto per gli ordini della tua squadra”. “Comunque, voglio augurarti buona fortuna per la prossima stagione… e congratulazioni per il tuo ‘5°’ posto quest’anno. Devi esserne orgoglioso?!”.

 

NESSUNA RISPOSTA DALLA FRANCIA

Sembra che la cosa sia finita con questo rimbrotto di Sykes, vista la mancanza di risposte da parte di Loris Baz (che non si è però lasciato sfuggire l'occasione di twittare un selfie in compagnia di Guintoli...). Normalmente queste polemiche andrebbero gestite internamente, senza piazzate di questo livello, ma alla fine il motociclismo sarà anche “politically correct”, ma resta anche uno sport “sanguigno”, dove i piloti devono dire la loro. Anche quando non sono parole dolci…

 

AGGIORMENTO: il giovane francese ha risposto: "Si, sono felice di essere nella Top 5! A 21 anni tu stavi lottando nella Supersport inglese, no?!"

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