Nuova “Suzuki Katana”: dalla matita alla... strada!

Ci sono voluti otto mesi per realizzare la nuova "Suzuki Katana". Scoprite con noi i passaggi che, dalle prime idee scarabocchiate su carta, ci hanno portato al prototipo definitivo. Ora l'abbiamo provato e messo alla frusta su strada. Ecco come va...
1/24 Nata sulla base della GSX-S1000F, la "Suzuki Katana" è realizzata da Motociclismo in collaborazione con Rodolfo Frascoli e Engines Engineering
Abbiamo riportato in vita una delle moto degli anni Ottanta più interessanti e innovative, la Suzuki Katana 1100. Come base di partenza per la "nostra" Katana abbiamo scelto un’altra Suzuki, la GSX-S1000F. A disegnare le linee del progetto ci ha pensato una mano d'eccezione: Rodolfo Frascoli, il padre della Moto Guzzi Griso, delle Triumph Speed Triple e Tiger 1050. Ad aiutarci nell’impresa abbiamo trovato Engines Engineering, la struttura alle porte di Bologna nata nel 1979 e diretta dall'ingegner Alberto Strazzari; un'azienda specializzata nella costruzione, nel collaudo e nelle prove su strada dei prototipi.

Dalla carta al digitale

I primi disegni in 3D della nuova "Suzuki Katana"
Con Engines Engineering abbiamo subito iniziato a lavorare intorno alla Suzuki GSX-S1000F: il primo passo è stato quello di trasformare i tanti bozzetti in una serie di altrettanti disegni computerizzati. Altro passo preliminare, è stata la scansione ottica della moto, procedimento che ci è servito per avere le reali dimensioni della base meccanica e del telaio. Dopodiché dalla moto di base abbiamo tolto il telaietto posteriore per far posto ad una nuova struttura, sempre a tubi in acciaio, ma a traliccio. Allo stesso tempo sono stati convertiti i disegni tridimensionali al computer in un modello "fisico", realizzato fresando dal pieno un blocco di Ureol (una particolare resina per la modellazione). Il blocco di Ureol ci è servito anche da base per il clay (una speciale argilla che ben si presta alla modellazione). Si è lavorato prima sui volumi e sull'ergonomia, poi sulle superfici, e da ultimi si sono aggiustati i dettagli.

Dal virtuale alla realtà

La nuova "Suzuki Katana" inizia a prendere forma
Le zone dove siamo intervenuti sulla nostra Katana sono quelle centrali, ovvero la triangolazione sotto la sella che si allarga leggermente e la copertura della stessa sella verso il serbatoio. Abbiamo poi leggermente rivisto la zona anteriore e, ovviamente, non potevano mancare i simboli legati alla prima Katana. Dallo stato “grezzo” abbiamo poi dovuto costruire le nuove sovrastrutture. Questi componenti sono stati realizzati in fibre composite (con il “manichino” della moto che ha fatto letteralmente da stampo), ma anche ricavati dal "pieno". Il passo successivo è stato quello di rendere marciante il prototipo. Oltre a verificare che tutto fosse a posto, questo step ci ha permesso pure di mettere a punto il nuovo assetto di guida. L’ultima tappa è stata poi quella di verniciare e tirare a lucido la "nostra Suzuki Katana".

Se volete ripercorrere per intero la storia della nuova "Suzuki Katana" cliccate qui; qui invece trovate un video che riassume la sua nascita e qui le foto della moto; ma ora passiamo alla prova su strada!
La nuova "Suzuki Katana" pronta ad entrare in azione

La prova su strada

L'obiettivo finale del progetto è sempre stato quello di realizzare un prototipo marciante. La professionale struttura di Engines Engineering è riuscita in questo intento e noi poco prima di Eicma ci siamo presi la soddisfazione di collaudarla su strada. È stato pure un enorme rischio: pensate solo a una innocua scivolata, anche solo da fermo, e addio presentazione alla fiera più importante del mondo a due ruote. Non ci siamo limitati a un rapido passaggio davanti agli uffici di Engines Engineering per vedere se tutto era in ordine, ma abbiamo affrontato le "piste" di prova dove vanno anche i collaudatori di Ducati: i passi della Raticosa e della Futa, sulle montagne che si incontrano allontanandosi a sud di Bologna. Avendo cambiato l'assetto, e quindi la distribuzione dei pesi, la moto appare ora più carica sull'avantreno, più reattiva a rispondere alle sollecitazioni del pilota. L'anteriore rimane però sincero e restituisce al pilota una sensazione di rassicurante stabilità. Ovviamente, non siamo lontani dal comportamento della Suzuki da cui deriva, che ha un animo decisamente sportivo e vanta un gran bel motore quattro cilindri (lo abbiamo definito "strepitoso" nella comparativa sport-tourer di luglio 2017). La nuova "Suzuki Katana" danza tra le curve per raggiungere i due passi e appare precisa e ben piantata sulle ruote. La moto è divertente, l'accelerazione fuori dalle curve gratificante, accompagnata da una spinta generosa e lineare, robusta ai bassi e medi regimi, addirittura feroce agli alti. Ma, al di là di tutto, volete mettere la soddisfazione di guidare la "nostra" moto?
La nuova "Suzuki Katana" in azione

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