Stoner promuove la RCV1000R ma boccia Marquez

L'australiano si è ritirato ma è sempre ben presente nell’orbita MotoGP, come tester Honda (“La Production Racer è meglio di quanto mi aspettassi”) e… opinionista. “Marc non ha rispetto”, dice, ma ha ragione al 100%?

Stoner promuove la rcv1000r ma boccia marquez

Esauriamo subito l’aspetto di Stoner tester, perché l’aspetto più stimolante per la discussione è l’altro. Dunque, Casey sta facendo il “collaudatore” per la Honda, è sotto contratto con la Casa dell’Ala Dorata e viene coinvolto nello sviluppo della MotoGP 2014, compresa la RCV1000R Production Racer. Il terzo dei test in programma è stato fatto a Motegi dove, seppur con uno stop forzato imposto dal maltempo, Casey ha potuto provare le moto (qui la gallery).

 

Sfortunatamente - ha dichiarato Stoner - le condizioni climatiche non mi hanno permesso di completare due giorni effettivi di prove a Motegi: è stato un po’ frustrante non scender in pista per il maltempo. Abbiamo provato a fare tutto in un giorno ma è stata dura con la pioggia che ha minacciato per tutto il pomeriggio. Abbiamo iniziato provando l’attuale RC213V cercando di trovare una buona messa a punto. Avevamo due differenti specifiche di telaio da provare, con diverse modifiche che secondo me migliorano la moto. Nel pomeriggio ho avuto modo di provare la versione Production, devo dire che è meglio di quanto mi aspettassi. Le sensazioni in sella sono simili all’attuale RC213V MotoGP, ma con meno potenza ed una risposta differente nella gestione del freno motore. Con piccole modifiche questa moto può essere molto competitiva nel 2014: non vedo l’ora di provarla ancora nel prossimo test!”.

 

PARLANDO DI RISPETTO

Ma eccoci alla “bomba”. Nonostante non calchi più i circuiti della MotoGP dall’anno scorso, Casey Stoner non smette di far parlare di sé, soprattutto per le numerose e pesanti dichiarazioni sull’astro nascente che lo ha sostituito in sella, Marc Marquez. Stoner ha più volte evidenziato il concetto di rispetto degli avversari che, secondo lui, manca nell’atteggiamento di Marc. Riportiamo un virgolettato di una recente intervista alla Gazzetta dello Sport: “Ho grande rispetto per lui, ma quest'anno non rispetta chi ha intorno. La cosa in cui ho creduto di più è il rispetto tra piloti: ne devi avere molto altrimenti non fai tanta strada". Ma a cosa si riferisce Stoner di preciso? Cos’è questo rispetto di cui tanto parla? È perché Marquez sta vincendo al debutto? No. Per il suo stile aggressivo da ragazzino ambizioso? Forse no, troppo facile. Per l’assenza di rispetto gerarchico? Macché. Forse Stoner ha voluto sottolineare il fatto che Marc abbia mancato di rispetto agli avversari mirando a sgretolare le loro imprese. Passare Rossi al cavatappi, replicando le immagini del “taglio” di percors (qui la sequenza fotografica) o, così come sportellare Lorenzo all’ultima curva di Jerez, dedicata a Jorge appena in quel weekend, anche quello un deja vu di un’azione di Valentino. Puntare tutto, cioè, sullo sbriciolare quanto di epico sia stato fatto dagli altri, invece di trovare modi più originali di affermazione, dato che ne ha e ne avrebbe da vendere. Fare la sua strada, inventarsi le sue imprese, senza dover andare a replicare quelle già compiute e, quindi, avere più rispetto per gli avversari. In questo, l’analisi di Stoner, potrebbe anche essere condivisibile.

 

DISTRIBUIAMO COLPE E RESPONSABILITÀ

Ma la colpa di questo potrebbe anche non essere direttamente di Marc. Da che mondo è mondo, quando qualcuno arriva in un ambiente nuovo, raramente riesce ad imporre le sue regole fin dal primo momento, perché non ti viene permesso da chi è arrivato prima di te. Per questo la responsabilità va frazionata fra tutti i senatori della MotoGP che forse non sono stati in grado di mettere Marquez al suo posto al momento giusto, lasciandolo sorprendentemente libero di fare a modo suo, accelerando il suo periodo di assuefazione. Perché non hanno mai risposto in modo deciso alle sue “mancanze di rispetto”? Perché non lo hanno messo alle strette facendogli capire chi comanda? Nel gotha dei piloti più forti del mondo (dove la parola pilota a volte abbraccia anche altre sfumature del concetto di gentilezza) non c’è stato nessuno in grado di farsi rispettare. Tutti hanno subito questo Marquez e oggi se lo tengono così com’è. L’unico che avrebbe potuto farlo sarebbe stato Stoner? Se l’australiano ne fosse così sicuro forse dovrebbe tornare a dimostrarlo, perché parlare da fuori sembra un po’ troppo facile. Aspettando l’eventuale (improbabile?) rientro di Casey, divertitevi con questo confronto fotografico di stile e spettacolarità tra i due galletti della HRC.

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