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Nuova Harley-Davidson Nightster: il video della prova

Harley-Davidson ha presentato a Girona, in Spagna, la seconda moto della famiglia Sportster dopo la 1250S. Anche questa, che si chiama semplicemente Nightster, monta il motore Revolution Max in funzione portante ma con cilindrata ridotta. L'abbiamo già messa alla prova, ecco le prime impressioni di guida, con i pregi e i difetti della moto e il video del test

La seconda moto della famiglia Sportster di Harley-Davidson, dopo la 1250S, si chiama semplicemente Nightster, monta il motore Revolution Max in funzione portante ma con cilindrata ridotta. Già guardando il rapporto dei volumi nel V-Twin si capisce che molto è cambiato: è diminuito l’ingombro della trasmissione primaria che caratterizzava il vecchio V di 45 gradi ad aria quindi c’è più importanza per la termica, a significare maggior potenza e leggerezza. Ma il motore, con una diversa inclinazione dei cilindri, ora a 60 gradi, è sempre al centro della nuova Harley-Davidson della famiglia Sportster: la Nightster 975T, modello di ingresso del rinnovato mito nato nel 1957. Anzi, più che al centro: è addirittura elemento stressato della moto, a cui sono attaccati i due telai anteriore e posteriore. Cosa già vista peraltro sulla Sportster 1250S provata su Motociclismo di Aprile 2022 e presentata oltre un anno fa.

L’ultima nata che vi presentiamo oggi è però allestita in modo molto diverso dalla sorella maggiore, che ha un’identità ben precisa: questa Nightster ha un aspetto più neutro se ci passate il termine: è la base per essere essere tante moto: basta… personalizzarla. Non a caso alla presentazione qui a Girona, in Spagna (a proposito: dov’è finito il tipico clima mite e sempre piacevole che porta qui le Case per le presentazioni invernali?) gli uomini Harley-Davidson hanno mostrato un lungo e curatissimo film che racconta cinque storie di preparatori di tutto il mondo che hanno lavorato sulla nuova moto in anteprima, creando delle bellissime special dagli USA al Giappone. Due di queste sono presenti qui e ve le mostriamo qui sotto.

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Nuova Harley-Davidson Nightster special by Thunderbike

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La nuova Harley-Davidson Nightster (questo il nome ufficiale), vista di fianco alla 1250S, appare più semplice in tutto. Ma anche vista da sola, dal punto di vista della cura costruttiva non è la “solita” Harley. Rispetto alle vecchie Sportster ad aria si percepisce un differente approccio a molti dettagli: ci sono parecchi dettagli in plastica, anche per risparmiare sul peso (che in effetti è assai inferiore alla 883, la precedente entry-level: dichiarati 211 kg a vuoto, circa 30 in meno della progenitrice), nei convogliatori del radiatore acqua e nel carter della cinghia della finale la più evidente, ma anche il finto tappo del serbatoio; i blocchetti elettrici hanno un aspetto dimesso, al pari dello scarico; molti altri dettagli sembrano frutto di una progettazione un po’ frettolosa, poco allineata al prezzo di 15.650 euro c.i.m.* per la versione di colore nero (15.950 per i colori rosso e grigio), circa 2.500 euro più dell’ultima Sportster 1200 Iron ad aria.

Tra i dettagli che ci hanno colpito in negativo, le tubazioni del freno anteriore (idraulica e sensore ABS) che fanno una strana e ampia curva, cheap da vedere e che tra l’altro li rende pericolosamente esposti. Tornando al serbatoio, quest’ultimo da quasi 12 litri è in realtà sotto la sella: al suo posto c’è l’air-box coperto da un finto serbatoio che ricorda il peanut tipico della vecchia Sportster. La benzina al centro della moto è ulteriore testimonianza della ricerca di una centralità delle masse tesa a rendere la moto il più maneggevole possibile: con il pieno o in riserva la Nightster si guida esattamente allo stesso modo. Sempre in questa direzione va visto lo spostamento della batteria rasoterra, sotto il radiatore dell’acqua. Il contributo maggiore alla leggerezza complessiva, immediatamente avvertibile al momento di alzare la moto dal cavalletto, viene però dall’assenza del telaio e dal motore Revolution Max, progettato e realizzato con abbondanza di legge leggere. La potenza dichiarata è di 89 CV, la coppia 95 Nm, regime massimo 9.500 giri/min.; alesaggio e corsa 97x66 mm, distribuzione bialbero con 4 valvole per cilindro, fasatura variabile solo all’ammissione, 1 candela per cilindro, rapporto di compressione 12:1. Il motore è governato da un’elettronica che prevede tre riding mode: Sport, Road e Rain, più il traction control inseribile a piacimento nei primi due e il DSCS (controllo dell’erogazione della coppia). Passando alla ciclistica, la forcella è una Showa tradizionale con steli da 41 mm ed escursione 114 mm, mentre al posteriore ci sono due ammortizzatori con escursione 76 mm. Freni a disco (anteriore impianto Brembo) e ABS.

Nella pagina successiva trovate le prime impressioni di guida, con i pregi e i difetti della moto.

*: i prezzi presenti in questo articolo sono da considerarsi con la formula "chiavi in mano", comprensiva di "messa in strada", che Motociclismo quantifica in 250 euro.

Prima cosa: il rumore di scarico. Il motore Revolution Max ha l’albero con perni a 30 gradi e suona come un V di 90: il vecchio sound non esiste più. E lo scarico è pure molto soffocato, oltre ad essere poverello nell’immagine. La vera novità dell’Harley-Davidson Nightster è però la guida. La moto è leggera, facile, piacevole. Del tutto diversa dalla vecchia, nonostante conservi le ruote da 19”-16” ant-post. Davanti è precisa e comunicativa, segue la traiettoria impostata e accetta correzioni anche importanti senza problemi; è molto più rapida della vecchia a scendere in piega; le pedane strisciano sempre, ma più tardi. L’avantreno è più caricato rispetto a prima anche per la posizione di guida: il manubrio è decisamente più stretto e basso rispetto alle precedenti Sportster, benché la posizione di guida in definitiva sia “seduta” in modo simile a prima. La ciclistica con il motore portante è sana. Buoni i freni, potenti e modulabili quanto basta. Ci sarebbe piaciuto un comando del cambio un po’ più dolce, ma va detto che le moto a nostra disposizione avevano percorso poche centinaia di km. La frizione è un po’ dura ma ben modulabile.

Quello che invece proprio non ci è piaciuto sono le mappature: al netto della Rain che trasforma la Nightster in una sorta di scooter neanche maxi (e ci può stare, anche pensando ai motociclisti alle prime armi - tanto più che la moto è disponibile anche per patente A2), la Sport e la Road sono una troppo nervosa e l’altra incoerente: la risposta al primo quarto di apertura del gas è molto piatta, ma da metà in poi la moto va quasi come in Sport. D’altra parte entrambe le modalità usano tutta la potenza disponibile. In entrambi i casi poi c’è un marcato effetto on-off, che in modalità Sport risulta assai fastidioso, limitando in buona parte la bontà del comportamento dinamico, specie sulle strade tortuose. Peccato, perché il motore ha un comportamento molto brillante, forse perfino troppo per il tipo di moto: gli piace girare allegro e allunga con decisione fino ai 9.500 giri/min. dichiarati. Al netto di una rumorosità meccanica non piacevole, è il vero plus della Nightster. Nota di merito per le sospensioni che fanno onestamente il loro lavoro, compresa la posteriore nonostante l’escursione ridotta.

Ultima annotazione: il calore emanato dallo scarico è notevole, lo abbiamo avvertito durante la prova nonostante la pioggia le temperature appena primaverili e l’abbigliamento specifico: in estate la situazione si farà torrida.

In conclusione, la Nightster ci sembra un tentativo coraggioso di rivoluzionare un concetto, ma ancora non maturo (non a quel prezzo, almeno).

PREGI

  • Maneggevolezza e stabilità
  • Allungo motore


DIFETTI

  • Finiture
  • Gestione mappature

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