di Luca Cantoni
15 September 2015

MotoGP, Moto3 e Moto2: nuove modifiche al regolamento

Sul circuito di Misano Adriatico si è riunita la Grand Prix Commission. Per la MotoGP, la delegazione ha deliberato con effetto immediato la possibilità di adottare un sensore aggiuntivo. Tutte le novità per le tre Classi del Motomondiale

Motogp, moto3 e moto2: nuove modifiche al regolamento

Il 12 settembre, sul circuito di Misano Adriatico (dove si è disputato il GP di San Marino e della riviera di Rimini, con le vittorie di Bastianini, Zarco e Marquez), la Grand Prix Commission si è riunita per discutere di modifiche tecniche e sportive da apportare al regolamento. La delegazione composta da Carmelo Ezpeleta (presidente Dorna), Ignacio Verneda (amministratore delegato FIM), Herve Poncharal (IRTA) e Takanao Tsubouchi (MSMA), in presenza di Javier Alonso (Dorna), Mike Trimby (IRTA) e Corrado Cecchinelli (direttore tecnico MotoGP) ha deliberato misure a breve ed a medio termine, riguardanti le tre Classi del Motomondiale.

 

Motogp: il sensore che mancava

Per quanto riguarda la Classe regina, è stato confermato il criterio che legittima - con effetto immediato - l'impiego di sensori aggiuntivi. Nello specifico, ogni produttore può designare un sensore aggiuntivo, che potrebbe non essere disponibile per tutti gli altri team. I dati acquisiti da tale componente aggiuntivo potranno essere registrati (ed utilizzati ai box per analizzare la telemetria), mentre non potranno "comunicare" direttamente con gestione elettronica ed influenzare la regolazione delle strategie di gara. In aggiunta alla lista di sensori omologati, sarà divulgato anche un elenco dettagliato dei dispositivi liberi che potranno dialogare con l'ECU (unità di controllo elettronico, installata su ogni MotoGP). Tale misura, secondo le Parti, dovrebbe livellare le prestazioni e perseguire l'obiettivo di ridurre i costi.

 

Dal 2016, cambiano le restrizioni sui test

Diversi cambiamenti sono stati approvati in virtù del fatto che, nella prossima Stagione, sparirà la Categoria Open. In particolare, alle Squadre ufficiali di ogni Costruttore sarà consentito di provare con i propri piloti per un massimo di cinque giorni su qualsiasi circuito, invece che su un solo circuito designato. Avranno invece carta bianca i collaudatori, che dovranno però utilizzare gli pneumatici messi a disposizione per i test. Ai team che utilizzeranno moto messe a disposizione dai Costruttori con la formula del leasing, sarà consentito di testare su ogni circuito per un massimo di cinque giorni, con i rispettivi piloti titolari; ulteriori giornate di prova con i tester non saranno più permesse. Non ci saranno invece modifiche alle restrizioni attuali per i team che corrono con le concessioni.

 

Moto3 e moto2: tutti sullo stesso piano

Attualmente, i piloti delle Classi Moto3 e Moto2 possono effettuare in qualsiasi momento dei test su due circuiti scelti, uno appartenente al calendario e uno che non rientra nel Campionato. Ciò ha inasprito la disparità delle forze in campo, con i piloti delle Squadre più ricche che hanno avuto la possibilità di testare quasi costantemente. Allo stesso modo, questa misura ha creato problemi ad altri team nel processo di prenotazione dei turni per poter avere pista libera. Pertanto, per il 2016 si è deciso di dare un giro di vite, coi piloti che potranno provare in qualsiasi circuito per un massimo di 10 giorni.

 

Per tutte le Classi, i test privati ??autorizzati sono da considerarsi in aggiunta ai test ufficiali organizzati da Dorna e IRTA. Restano invariate le norme sul divieto dei test nel periodo tra il 1 dicembre e il 31 gennaio, o su un dato circuito nei 14 giorni a ridosso dalla gara.

 

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