12 June 2013

Moto in Africa: nuova fabbrica Honda e protezione a… 360°

La Casa di Tokyo ha inaugurato un nuovo impianto produttivo in Kenya per sfruttare la crescente domanda di moto. Intanto in Uganda si educano i guidatori di mototaxi alla sicurezza. In moto e… a letto!

Moto in africa: nuova fabbrica honda e protezione a… 360°

di Alberto Motti

 

Honda ha stabilito una nuova filiale in Kenya, Paese dove è in corso un forte incremento nelle vendite di moto, che vengono utilizzate anche per il trasporto pubblico. I mototaxi, insomma: chiamati boda-boda, sono caratteristici dell'Africa orientale (cliccate qui per vedere come sono) e in parte responsabili del boom delle vendite di moto. La domanda locale è infatti passata dalle 16.300 unità vendute nel 2007 alle 140.000 nel 2011. Honda Kenya, terza filiale africana dopo quelle del Sud Africa e della Nigeria, prevede una struttura per la vendita e la costruzione di uno stabilimento produttivo (di assemblaggio) – il secondo nel continente Nero, dopo quello nigeriano – della capacità di 25.000 veicoli l’anno. Secondo le previsioni di Honda, dovrebbe essere operativo già entro il settembre di quest’anno e dare lavoro a circa 60 addetti. L’investimento è di 450 milioni di scellini kenioti, poco più di 4 milioni di euro. La capacità produttiva di Honda in Africa salirà così a 175.000 tra moto e scooter l’anno.

 

BODA-BODA SÌ, MA CON LE PROTEZIONI

A proposito di boda-boda: nel vicino Uganda, i guidatori di mototaxi della capitale Kampala sono risultati più soggetti del resto della popolazione all'Aids (il 7,5% di loro sono sieropositivi, contro il 4,5% dei maschi della città). Inoltre, sono frequentemente coinvolti in incidenti stradali, aggravati dallo scarso utilizzo del casco. Il Ministero della salute ugandese ha così pensato di "prendere due piccioni con una fava" fornendo i tassisti su due ruote di kit anti Aids per loro, di preservativi da vendere ai loro clienti e di caschi promozionali "doppio senso" donati dall'UsAid, associazione benefica statunitense. Nei primi mesi di campagna sono stati venduti oltre 100.000 preservativi. Sull’uso del casco c’è ancosa da fare, invece. Ad esempio far comprendere bene l’importanza di tenerlo allacciato.

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