La maledizione del numero 1

Da emblema di successo è diventato un presagio di sconfitta. Col numero 1 sulla moto, infatti, non si vince quasi mai. Lo sanno bene campioni come Biaggi, Lorenzo, Stoner, Bayliss, Cairoli…

La maledizione del numero 1

Una volta era un simbolo di forza, un vanto, un obiettivo da conquistare. Avere il numero 1 sulla carena voleva dire che eri il più forte di tutti. Poi, col tempo, ha perso un po' del suo significato. Anche nella Formula 1, dall’anno prossimo, i piloti saranno liberi di scegliere il numero che preferiscono, senza essere vincolati dal risultato della stagione precedente. Nelle moto questo avviene da tempo e ognuno ha un numero che lo rappresenta che, in certi casi, diventa un vero e proprio simbolo (guardate la gallery); al punto che puoi anche fartelo assegnare alla carriera. Ma siamo sicuri che i piloti mantengano il proprio marchio solo per questioni di marketing o di affetto nel proprio segno di riconoscimento? Non è che questo numero 1 sulla carena porta male? tanto per dire: il pilota col numero 1 non vince il Mondiale nella top class dal 1998, quando fu Doohan a festeggiare confermando il titolo dell'anno precedente. E in SBK? L'ultimo numero 1 capace di confermarsi è stato Carl Fogarty nel 1999.

 

COL NUMERO 1 SI PERDE

Volete degli esempi? Max Biaggi vince il Mondiale SBK nel 2010. Nel 2011 mette il numero 1 e perde, tornando a vincere nel 2012 con il suo numero 3. Casey Stoner conquista il primo titolo MotoGP con la Ducati nel 2007, nel 2008 mette il numero 1 e perde. Parlando di Stoner Campione nel 2007, ricordiamo che l'iridato uscente era Nicky Hayden, un altro dei campioni del Mondo a cui il numero 1 non ha portato bene. Stoner vince ancora nel 2011 con la HRC numero 27, salvo poi essere sconfitto da Lorenzo nel 2012. Che numero aveva? L’1. Lo stesso Lorenzo è rimasto vittima della cabala. Dopo il primo titolo MotoGP nel 2010, pensa bene di indossare quel fantastico numero 1 composto dalle iniziali del suo nome JL. E perde nel 2011, tornando a vincere nel 2012 con il 99! E che dire di Troy Bayliss quando perse il titolo 2002 in quell’incredibile sfida spalla a spalla con Colin Edwards a Imola? Aveva il numero 1. E non l’ha mai più “indossato”, preferendogli sempre il 21. Non parliamo poi di gente come Kenny Roberts Jr. nel Mondiale 500 del 2001, o Alex Criville in quello del 2000 dove, da campione del Mondo col numero 1 sulla carena, fu battuto proprio da Roberts.

 

LA REGOLA VALE ANCHE NEL FUORISTRADA

Tony Cairoli ha usato il numero 1 soltanto una volta in carriera, proprio in quel 2006 in cui perse l’unico titolo sul campo a favore di Chris Pourcel (se non contiamo la stagione 2008 saltata quasi tutta per infortunio). E il pilota di colore del Supercross James Stewart? Ha sempre usato il 7 ma, una volta messo il numero 1 nel 2010, ha perso e non ha vinto mai più. Se poi andiamo a vedere nella Supermoto è uguale. L’imbattibile Tom Chareyre ha perso il campionato 2013 contro Hermunen. Indovinate chi aveva il numero 1 sulla tabella? Ci sono altri mille esempi. E se ci pensate bene, l’unico a non aver mai voluto quel simbolo è stato Valentino Rossi, da sempre legato al suo 46. È vero che di titoli ne ha persi parecchi, ma siamo sicuri che se avesse scelto almeno una volta il numero 1 i Mondiali vinti sarebbero sempre 9?

hayden 2007

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