Kawasaki e il nuovo il motore sovralimentato: maggiori dettagli

La Casa di Akashi studia un 4 cilindri con compressore con cui equipaggiare le proprie moto (solo sportive?) del futuro. La sovralimentazione è data da una turbina mossa meccanicamente e sviluppata sfruttando il know how Kawasaki in campo aeronautico

Kawasaki e il nuovo il motore sovralimentato: maggiori dettagli

Il Salone di Tokyo 2013, come sempre avviene per la kermesse giapponese, ha visto le 4 sorelle darsi battaglia sia sul fronte delle proposte di produzione sia su quello dei prototipi. Se la Honda è stata particolarmente attiva nel primo campo, Yamaha, Suzuki e Kawasaki si sono distinte nel secondo, pensando all’aspetto emozionale del motociclismo ma non disgiunto dall’obbiettivo di rendere le due ruote sempre più “smart” e amiche dell’ambiente (quindi via libera a prototipi elettrici, vedi il J Concept Kawasaki o la Yamaha PES1). Le ultime due, in particolare, hanno rispolverato un’idea che da sempre alberga nelle menti dei progettisti e che, per vari motivi, non ha mai attecchito più di tanto: le moto con motori sovralimentati.

 

LA “SUPERCARICA” SECONDO KAWASAKI

Se la direzione presa dalla Suzuki è quella del classico turbo, Kawasaki ha presentato il concept di un propulsore innovativo definito “supercharged”, denominazione da sempre riferita ai compressori azionati meccanicamente e non dai gas di scarico. Non che ad Akashi siano digiuni di turbo, anzi: negli anni ’80 la GPZ 750 Turbo (in gallery le foto) è stata la più “tosta” sovralimentata del lotto quando questa soluzione ebbe un fugace momento di popolarità (qui un articolo sui modelli Honda Turbo di quegli anni). E poi Kawasaki ha una branca aerospaziale che inevitabilmente ha sviluppato tecnologie avanzatissime nel campo delle turbine a gas. Solo che gli ingegneri hanno scelto di applicare queste conoscenze allo sviluppo “in casa” di un motore abbinato fin dal progetto ad un compressore “supercharger”, il primo sviluppato da una Casa motociclistica.

 

DOPPIA VELOCITÀ

Il compressore è posizionato dietro ai cilindri e prende il moto dall’albero motore tramite un sistema meccanico a ingranaggi. Per ora non entriamo in dettagli (ma vi anticipiamo che su Motociclismo di gennaio ci sarà un’approfondita disquisizione tecnica sul nuovo motore Kawasaki), diciamo solo che il compressore potrà avere diverse velocità di rotazione a seconda del (passateci il termine) rapporto di trasmissione che il pilota potrà scegliere manualmente per passare dalla modalità sportiva (incremento lento del regime di rotazione della girante) a quella “tutto coppia”  ai bassi regimi (incremento veloce del regime di rotazione della girante). Addirittura la discriminante potrebbe essere il rapporto del cambio inserito, che determinerebbe automaticamente il regime di rotazione del compressore.

 

POTENZA EFFICENTE

Non si sa quale moto verrà equipaggiata con questo propulsore, ma alcuni disegni tecnici allegati alle richieste di brevetto lo mostrano inserito (anche) in un… contesto ZZR. Quindi si può presumere un utilizzo “stradale” ma le dimensioni compatte potrebbero far prefigurare un abbinamento a moto sportive di nuova generazione. Di sicuro la parola d’ordine sarà “efficienza”.

Anche perché Shigehiko Kiyama, Presidente di Kawasaki Heavy Industries, ha promesso che “Kawasaki continuerà ad offrire mezzi a due ruote potenti e innovativi”. L’intento, continua Kiyama, è di seguire le tre linee guida che la Casa di Akashi si è imposta nello sviluppo dei propri progetti futuri: “rispondere alle esigenze dei clienti, raggiungere nuove vette tecnologiche, perseguire l’originalità e l’innovazione”.

 

Non perdete Motociclismo di gennaio e, se ancora non lo avete fatto, acquistate quello di dicembre, che ha in copertina la Kawasaki Z1000 2014, protagonista di un attesissimo test.

 

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