di Beppe Cucco - 24 settembre 2019

IVA sulle patenti: in arrivo un provvedimento contro la retroattività

Il senatore e vice ministro dell’economia Antonio Misiani ha annunciato di voler inserire nel primo provvedimento utile una norma per evitare che le scuole guida debbano chiedere ai clienti degli ultimi cinque anni di versare un’imposta (IVA) che all’epoca non era dovuta

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Con la sentenza del 14 marzo 2019, relativa alla causa C-449/2017, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che l'esenzione IVA non si può applicare alle lezioni di scuola guida utili per il conseguimento della patente.

Adattandosi a quanto stabilito, ad inizio settembre l’Agenzia delle Entrate ha dunque comunicato che lo svolgimento di corsi teorici e pratici necessari al rilascio delle patenti di guida dovranno considerarsi imponibile agli effetti dell'IVA. Ma non è finita, l’Agenzia ha richiesto alle autoscuole anche il pagamento retroattivo dell’imposta fino al 2015. Un bel colpo che riguarderebbe oltre 3,8 milioni di patenti conseguite dal 2015 ad oggi. Secondo l’Unasca, l’Unione Nazionale delle Autoscuole, il provvedimento costerebbe una media di 110.000 euro a scuola guida.

Ovviamente ciò ha scatenato l’ira dei titolari che si trovano ora di fronte a enormi costi imprevisti o a dover recuperare in qualche modo "quanto dovuto" dai clienti. Per far sentire le proprie motivazioni lo scorso 18 settembre la categoria ha indetto uno sciopero, che ha avuto conseguenze pesanti sul regolare svolgimento degli esami di guida previsti: ben il 50% di quelli in programma sono stati annullati!

Ora una piccola speranza sembrerebbe arrivare dal senatore e vice ministro dell’economia Antonio Misiani, che su Facebook ha annunciato di voler inserire nel primo provvedimento utile una norma per evitare che le scuole guida debbano chiedere ai clienti degli ultimi 5 anni di versare l’imposta (IVA) che all’epoca non era dovuta. Ecco le parole del ministro:

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