di Beppe Cucco - 05 settembre 2019

Arriva l’IVA (retroattiva) sulle patenti

La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che le lezioni per il conseguimento della patente di guida non potranno più usufruire dell’esenzione IVA. Le autoscuole potrebbero far pagare il sovrapprezzo al cliente. Inoltre, l’aumento sarebbe retroattivo fino al 2015

1/10

Brutte notizie per chi sta prendendo, o ha da pochi anni conseguito, la patente di guida. Con la sentenza del 14 marzo 2019, relativa alla causa C-449/2017, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che l'esenzione IVA dovrebbe interessare solo le "operazioni relative all'educazione dell'infanzia e della gioventù, all'insegnamento scolastico e universitario, nonché le operazioni relative alla formazione e alla riqualificazione professionale, comprese le lezioni private, impartite da insegnanti". Per questo motivo, secondo la Corte di Giustizia l’esenzione IVA non si può applicare alle lezioni di scuola guida utili per il conseguimento della patente, in quanto “l'insegnamento della guida automobilistica in una scuola guida, pur avendo ad oggetto varie conoscenze di ordine pratico e teorico, resta comunque un insegnamento specialistico che non equivale, di per se stesso, alla trasmissione di conoscenze e di competenze aventi ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché al loro approfondimento e al loro sviluppo, caratterizzanti l'insegnamento scolastico o universitario".

Adattandosi a quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 79 del 2 settembre 2019 (che trovate in allegato qui sotto), ha dunque stabilito che lo svolgimento di corsi teorici e pratici necessari al rilascio delle patenti di guida, debba considerarsi imponibile agli effetti dell'IVA. Tradotto in parole povere significa che i corsi e le ore di guida costeranno il 22% in più. Resteranno invariati, invece, tutti gli altri costi amministrativi e burocratici.

Ma non è finita, sembrerebbe infatti che l'aumento sia retroattivo fino al 2015: le autoscuole potrebbero quindi contattare i vecchi allievi per far pagare loro il sovrapprezzo. Dall'Agenzia delle Entrate fanno sapere che non sono previsti interessi sanzioni. Per il momento il documento dell’Agenzia delle Entrate parla solo di “patenti di guida per i veicoli delle categorie B e C1”, per cui non si fa cenno alle patenti motociclistiche (A). Vi terremo aggiornati su ulteriori sviluppi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi articoli