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Governo: no finanziamenti a Monza. F1 a rischio, addio ritorno SBK?

È stato bocciato definitivamente l’emendamento “salva autodromo”. Addio quindi ai 20 milioni di euro della Regione Lombardia utili per la riqualificazione del tracciato.Intanto Melandri è stato sentito dalla magistratura in merito alle questioni di sicurezza che sono state tra le cause del blocco delle attività

Governo: no finanziamenti a monza. f1 a rischio, addio ritorno sbk?

Il rapporto tra l’Autodromo di Monza e la Superbike si è deteriorato a seguito degli incidenti avvenuti nelle gare disputate a maggio 2012 (complice anche un asfalto poco incline all'acqua) e si è definitivamente interrotto dopo ciò che è successo nella gare della Stock 1000 e della Supersport nel 2013. Gli stessi piloti consideravano la pista troppo pericolosa a causa della sua velocità e di alcuni punti non in sicurezza, cosa che alimentava una percezione negativa del circuito.

 

Bloccati i 20 milioni di euro della regione lombardia

Nel corso di questi due anni ci hanno provato in molti (Sias, FIM e Dorna, Regione Lombardia) a far qualcosa per far tornare il massimo campionato delle derivate di serie sul circuito brianzolo… Ma la via da percorrere non è così semplice a causa dei problemi - anche politici - che il circuito sta vivendo. Ed ora anche il Governo mette il bastone tra le ruote ai progetti di rinascita dell’Autodromo e le speranze che si potevano nutrire sul ritorno della Superbike a Monza sembrano svanite. Il Governo ha infatti bocciato definitivamente gli emendamenti al Decreto Legge sui Sistemi bancari volti a favorire la defiscalizzazione di un possibile investimento della Regione Lombardia all'interno del complesso del Parco di Monza. Ciò avrebbe sbloccato ben 20 milioni di euro utili per il piano di rilancio dell’impianto sportivo. Gli emendamenti sono stati bocciati con la motivazione che non recano disposizioni strettamente connesse a quelle contenute nel testo del Decreto Legge.

 

Qual’è il problema?

Questa bocciatura ha scatenato una vera e propria bufera contro il Governo guidato da Matteo Renzi, e Andrea Dell’Orto, presidente di Sias (la società che gestisce l’impianto), ha chiesto un incontro col premier per un chiarimento definitivo. Queste le parole di Dell’Orto: “Ciò che chiedo è chiarezza. È dallo scorso autunno che questa vicenda si trascina tenendo bloccato il rinnovamento dell’impianto, un asset non solo regionale, ma nazionale per un prodotto made in Italy famoso e riconosciuto in tutto il Mondo. Siamo alla quarta bocciatura, non riesco a capire come un provvedimento a costo zero per il Governo rimanga fermo al palo. Non voglio pensare che ci sia qualcuno che abbia interesse ad ostacolare lo sviluppo dell’Autodromo”.

 

Fabrizio Sala, assessore a Expo 2015 di Regione Lombardia, si è così espresso: “Se il Governo continua su questa linea, dimenticandosi totalmente di Monza e del nostro Autodromo, è evidente che la volontà è quella di impedire un investimento da parte della Regione per salvare il Gran Premio d'Italia. Renzi a questo punto ci dica chiaramente qual è il problema: non vuole più il Gran Premio d'Italia o semplicemente non lo vuole a Monza?”.

 

Sbk 2012: melandri e i rigonfiamenti sull’asfalto

In questi giorni è in corso anche il processo per la presunta mala gestione dell’Autodromo, e tra i testimoni è stato sentito anche Melandri. A Marco è stato chiesto di ripercorrere le fasi della gara del Campionato Mondiale Superbike disputata sul tracciato brianzolo nel 2012. In quell'occasione lui, Gadea, Hopkins e Salom finirono a terra e secondo la procura la causa di quelle cadute è da attribuire anche a dei rigonfiamenti presenti nell’asfalto che i responsabili dell’impianto trascurarono pur essendone a conoscenza, come testimoniato da alcune intercettazioni.

 

Queste le parole di Marco Melandri: “Fu una caduta molto anomala, soprattutto per le moto di oggi. Quel giorno ero partito insolitamente bene, ma in parabolica la mia gara 1 finì subito. Ero caduto in qualcosa, probabilmente una macchia sull’asfalto, che mi aveva fatto perdere aderenza in modo improvviso. Nello stesso punto, era successa la stessa cosa ad altri due piloti, le nostre moto avevano preso tutte la stessa tangente. Tornato nei box chiesi scusa alla squadra. Noi non abbiamo mai saputo di anomalie sulla pista, se non dall’inchiesta

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