di Beppe Cucco - 12 settembre 2019

Harley-Davidson Low Rider S 2020, che muscoli!

Il suo maestoso V-Twin di 1.868 cc è qualcosa di incredibile, ha coppia da vendere e un’erogazione lineare fin dai bassi. Considerate le quote e la mole della moto, l’agilità non le manca. Ma lasciatela libera di correre… Ecco le prime impressioni di guida della nuova Harley-Davidson Low Rider S 2020

1/27

Come da tradizione, nel corso dell’estate Harley-Davidson ha svelato le prime novità 2020. Tra di queste troviamo la nuova Low Rider S, un modello iconico degli anni 80 che torna più in forma che mai! Ora che la famiglia Dyna è stata “pre-pensionata”, infatti, la nuova versione è sviluppata attorno al telaio Softail ed equipaggiata con il poderoso motore Milwaukee-Eight 114 di 1.868 cc.

Nuovo anche il manubrio, massiccio (2,54 cm di diametro), largo e rialzato è montato su riser diritti alti 10 cm. Molte delle finiture non sono più cromate come sul modello precedente, ma nere, in un contrasto di lucido e opaco che trasmettere alla moto un look più aggressivo. Il gruppo propulsore, la cover principale e la console del serbatoio sono rifiniti in Wrinkle Black; il coperchio frizione, il filtro dell’aria e le teste motore sono in lucente Gloss Black, mentre lo scarico è color Jet Black. Forcelle, piastre, riser e manubrio e supporti parafango posteriori sono anche questi in total black nero opaco. La luce posteriore a LED ha lente fumé, mentre il serbatoio da 19 litri presenta un’iconica grafica Harley-Davidson. Le ruote in fusione di alluminio (anteriore da 19” e posteriore da 16”, con Michelin Scorcher 31) sono color bronzo, in contrasto col nero dominante.

Il design del telaio è stato ottimizzato per ridurre il peso della moto senza però sacrificare la rigidità; inoltre l’angolo del cannotto di sterzo è stato ridotto a 28 gradi, rispetto a quello di 30 gradi della Low Rider standard e ai 32 della "vecchia" versione S. Al telaio sono abbinate nuove sospensioni: forcella a steli rovesciati da 43 mm e monoammortizzatore regolabile nel precarico, entrambe Showa. A frenare la moto ci pensa la coppia di dischi anteriori da 300 mm (rispetto al singolo freno a disco anteriore sul modello Low Rider standard) e il disco singolo posteriore; l'ABS è di serie.

Come detto, al posto del motore Milwaukee-Eight 107 di 1.746 cc della versione standard troviamo ora il 114 di 1.868 cc, si tratta del propulsore con la maggior cilindrata offerta da Harley per la gamma Softail. È un bicilindrico in grado di erogare una potenza di 93 CV, ma soprattutto con una coppia massima di 155 Nm a 3.000 giri/min! Un doppio sistema, controbilanciato internamente, ne riduce le vibrazioni. Il propulsore è dotato di un filtro d'aria nero lucido con elemento a vista e silenziatori 2 in 2.

Disponibile in due livree, Vivid Black e Barracuda Silver, il prezzo base per la nuova Low Rder S 2020 è di 20.540 euro c.i.m.*. Dopo avervi detto com’è fatto il nuovo modello H-D è il giunto il momento di salire in sella; qui sotto trovate le prime impressioni di guida.

*: il prezzo presente in questo articolo è da considerarsi con la formula “chiavi in mano”, comprensiva di “messa in strada”, che Motociclismo quantifica in 250 euro.

1/27

Harley-Davidson Low Rider S 2020

Come va?

Inutile girarci intorno, la nuova Low Rider S è un concentrato di muscoli. Avvicinandosi alla moto si nota subito l’alta qualità delle finiture come tradizione di Harley e, come di consueto, c’è anche molto metallo. Se da una parte è un bene per la sensazione di solidità che la moto trasmette, dall’altra… si deve fare i conti con la bilancia. La Low Rider S ferma l’ago a 295 kg (a secco), e questo può essere un problema nelle manovre da fermo. In questa situazione gli oltre tre quintali con il pieno di benzina, se pur con un baricentro rasoterra, si fanno sentire. Le cose non migliorano nemmeno nel traffico alle basse velocità, dove l’interasse chilometrico rende difficile sgusciare tra le macchine. A ciò si aggiunge una frizione non proprio di burro e il motore che scalda l'interno delle gambe. Ma parliamoci chiaro, qualcuno comprerebbe una moto del genere per usarla in città? Scommetto che nessuno di voi sta alzando la mano!

E infatti, basta lasciarle strada libera che la Low Rider S si trasforma in pura goduria! Sotto la sella c’è un maestoso V-Twin, che è qualcosa di incredibile. Fin dai bassi ha una linearità esemplare e un’erogazione senza esitazioni. Volendo, lo si può spremere fino a 6.000 giri/min., ma in alto aumentano le vibrazione e poi il vero piacere è usarlo tra i 1.500 e i 3.000 giri/min, dove offre un mix di emozioni senza paragone: è muscoloso, poderoso e docile allo stesso tempo. Ad ogni rotazione decisa della manopola del gas corrisponde una spinta pastosa ed esemplare. 155 Nm, centocinquantacinque, e per di più erogati a soli 3.000 giri! Un dato eguagliato e superato da pochissimi altri modelli presenti sul mercato. Per fortuna che la sella, bassa e ben imbottita, ha una forma molto scavata, che aiuta a non scivolare indietro nelle accelerazioni più decise. Nonostante ciò, è d'obbligo anche aggrapparsi bene al manubrio ogni volta che si apre con decisione il gas. E qui ci sorge spontanea una domanda: perché non rendere disponibile il traction control che, finalmente, è arrivato come optional sulla gamma Touring anche alla Low Rider S? Sia chiaro, grazie al gommone posteriore da 180/70-16 la trazione è sempre buona, ma in condizioni di asfalto non perfetto o bagnato, considerando l’enorme quantità di coppia a disposizione, un angelo custode elettronico potrebbe essere un grande aiuto. Se c’è una cosa che non ci ha convinto riguardo il motore è la sua voce allo scarico, fin troppo educata per una moto del genere!

1/25

Harley-Davidson Low Rider S 2020

In sella si sta abbastanza comodi, grazie alla seduta ben imbottita e confortevole e pedane non troppo avanzate, che si trovano in una posizione che non affatica nemmeno le gambe dei piloti più alti. Il manubrio, invece, obbliga a viaggiare con le braccia sollevate e distese, non proprio il massimo della comodità per i lunghi trasferimenti. La Low Rider S si lascia guidare molto piacevolmente tra le curve, dove grazie ad un telaio solido e al cannotto di sterzo leggermente più chiuso che in passato ne guadagna in agilità, quasi da farci dimenticare le quote e la mole della moto. Non è nata per una guida da coltello tra i denti, la Low Rider S, ma sa tenere un ritmo più che allegro, dove ogni curva è accompagnata dal rumore delle pedane che grattano l’asfalto. A livello ciclistico si afferma come una tra le più gustose Harley da guidare, rotonda, stabile e precisa. E poi possiamo contare su freni che… frenano davvero (non era così scontato fino a qualche anno fa!). Il doppio disco anteriore è potente e ben modulabile, meno incisivo quello posteriore; migliorabile l’intervento dell'ABS, che entra in funziona appena si pinza con decisione. Anche se ancora abbastanza rigide, le sospensioni copiano bene le asperità dell’asfalto e a patto di non trovare un fondo particolarmente danneggiato garantiscono un comfort più che adeguato al tipo di moto. Restando in tema di comfort, se pur minuscolo il cupolino riesce a riparare un minimo dall'aria.

Il test completo della nuova Low Rider S 2020, con interviste e approfondimenti, sarà su Motociclismo di ottobre, in edicola a fine mese.

1/27

Harley-Davidson Low Rider S 2020

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi articoli