Fuego2ice: 32.000 km di viaggio da CapoHorn all’Alaska, in sella a una Beta 50. Report 6

Prosegue il viaggio di Simone Cannizzo. Da Santiago del Cile è arrivato a Mendoza, in Argentina, ma c’è stato un inconveniente, che, tuttavia, non era inaspettato

Fuego2ice: 32.000 km di viaggio da capohorn all’alaska, in sella a una beta 50. report 6

 

SESTA SETTIMANA 30 DICEMBRE – 6 GENNAIO

Tempo di primi problemi per la piccola Beta. Il passo che conduce da Santiago del Cile fino a Mendoza, in terra argentina, si arrampica in modo impressionante fino a 4.600 metri. Il motore inizia ad avere qualche problema di respirazione, c’è troppo poco ossigeno. Come risultato la miscela ingrassa ed una volta smontata la candela è letteralmente da strizzare: nera come il carbone e bagnata d’olio. La cambio, guidando con meno gas possibile soprattutto ai medi regimi, ascoltando il motore e usando l’acceleratore al minimo.  Ovviamente il blocco definitivo è avvenuto nel tunnel che porta dal lato argentino, a doppio senso di marcia alternato e di notte. Per sperare che qualcuno mi vedesse ho usato una pila tascabile dato che, non avendo la batteria, a moto spenta è impossibile accendere le luci.  Mendoza è una città vitale, ricoperta di bar, ristoranti, pub e discoteche. Il posto ideale dove passare il capodanno, trascinandomi tra la grande piscina dell’ostello e vari punti di ritrovo dei (beati loro) giovani.  Dopo aver recuperato le forze disperse per festeggiare,  riprendo il mio destriero puntando verso Nord, direzione Cafayate. La strada è buona, anche quando non è asfaltata. Passo come una piccola mosca tra canyon immensi, colorati in modo acceso e variegato per le differenti conformazioni geologiche del terreno: pietre rosse, verdi, gialle e di altre infinite sfumature. Interi massicci montuosi in technicolor. Alcune ore di viaggio prima di Cafayate le vallate si allargano, invase da vigneti a perdita d’occhio. Questa è ormai la “ruta del vino”, costellata di una serie pressoché interminabile di cantine ai lati della strada. Dalla cittadina organizzano tour guidati presso i produttori della zona, dove è possibile assaggiare vini in quantità. Ovviamente, si va e si torna in bicicletta: non è il caso di guidare un mezzo a motore dopo questo tipo di esplorazioni.

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