a cura della redazione - 14 January 2018

Elettronica in moto: il futuro secondo Continental

L'elettronica interessa sempre di più il mondo delle due ruote e assistiamo a una "invasione" di sensori, centraline e sistemi di gestione. Continental ci mostra nuove soluzioni tecniche per integrarli con il lavoro degli pneumatici
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  • 1/11 Il seminario sui vari sistemi elettronici di controllo della moto organizzato da Continental ci ha dato l'occasione di utilizzare il Centro Guida Sicura ACI Sara di Lainate (MI). L'azienda tedesca fornisce anche i sistemi ABS per le big enduro BMW come quelle del nostro test

    Guardate con attenzione il disegno che trovate poco più in basso (cliccate qui per approfondire con la fotogallery): i sensori, i sistemi di controllo e di gestione avviluppano completamente la moto. Sono ben ventisette. E non sono tutti… Moto e scooter sono oggi densamente pregni di "elettronica" (e di sensori a lei collegati) che interviene a variare il nostro comportamento sulla strada e nella guida. Ormai dobbiamo farcene una ragione, ma dobbiamo pure riconoscere una grande valenza in termini di incremento della sicurezza, della diminuzione dell'inquinamento e dell'aumento della facilità di guida. I vari dispositivi intervengono e interagiscono con il pilota e la moto modificando il rendimento del motore, aiutando a frenare meglio, controllando la trazione della ruota posteriore, gestendo le sospensioni, verificando le emissioni inquinanti oltre, in un prossimo futuro, a interagire con il resto dei veicoli che circolano sulla strada. Molti motociclisti dicono: “non me ne faccio niente di tutta questa elettronica per guidare la mia moto, e sicuramente può essere così, ma oggi ci misuriamo con un volume di traffico che è notevolmente cresciuto rispetto al passato, un traffico che si fatto più caotico, più maleducato (un esempio per tutti, l'uso scorretto e delinquenziale del cellulare), sicuramente più impegnativo e pericoloso da affrontare. Alla nostra abilità nel gestire una mobilità che diventa sempre più "difficile", arrivano in soccorso i vari sistemi che aiutano a governare una motocicletta.

    Elettronica in moto: il futuro secondo Continental

    Una delle aziende più attente (e interessate) a questa rivoluzione elettronica è Continental. Il Marchio tedesco produce da sempre pneumatici da auto e moto, ma oggi le gomme costituiscono il 25% dei suoi ricavi perché la parte più importante del bilancio arriva dai vari dispositivi elettronici e meccanici montati su auto e moto. Di fatto, questa azienda nata nel 1871, dal fatturato globale di 44 miliardi di euro e che dà lavoro a 227.000 persone, è diventata un vero integratore di sistemi. Ci siamo confrontati con i responsabili di Continental che hanno organizzato per noi di Motociclismo un vero e proprio seminario per ragguagliarci sullo stato dell’arte della moto “elettronica”. Nel futuro delle due ruote, il produttore tedesco vede, prima di tutto, un completo riesame della componentistica. Tutto deve diventare più integrato, essere più leggero e occupare meno spazio, perché in una moto già oggi ci sono almeno 6 centraline che controllano i vari sistemi. Aggiungerne altre diventa impegnativo: banalmente, ma non troppo, la moto non ha gli stessi ingombri di un'auto.

    Elettronica in moto: il futuro secondo Continental

    Obiettivo zero incidenti

    Alessandro Cataldi in Continental è il responsabile del primo equipaggiamento, ovvero è la persona che si interfaccia direttamente con i Costruttori. A lui abbiamo chiesto quale visionario futuro si prospetta per la moto. Si fa un gran parlare di guida autonoma per le automobili.

    Pensate che sia possibile avere una moto che si guida da sola?

    "Cominciamo col dire che avendo due ruote in meno l'equilibrio della moto è solo dinamico. Mantenere questo veicolo stabile in tutte le condizioni è molto difficile. Certo, la moto ha sempre più sensori e piattaforme inerziali che possono correggere la sua dinamica a tutto vantaggio della sicurezza, inoltre abbiamo vari sistemi che aiutano a gestire la frenata o avvertono il pilota di reagire in caso di ostacolo. L'obiettivo è quello di arrivare a non avere più incidenti in assoluto. Però, alla guida solo autonoma non credo".

    Le auto hanno radar che gestiscono e adeguano automaticamente la velocità o intervengono frenando prima del guidatore. Si possono avere gli stessi dispositivi anche sulla moto?

    "La frenata assistita e autonoma di una moto non è impossibile da realizzare. Abbiamo visto che sensori e radar che arrivano dalle quattro ruote aiutano il motociclista nella individuazione del pericolo e sanno agire in modo automatico. Noi abbiamo già un prototipo che è in grado di farlo. I vari dispositivi di controllo non solo riconoscono l'ostacolo davanti alla ruota, ma prevedono se ci stiamo avvicinando a una curva, intervenendo di conseguenza sul motore e sull'impianto frenante. Però, non si è ancora in grado di gestire a dovere il comportamento di sospensioni e telaio quando si è in curva. Ribadisco, una moto dalla guida totalmente autonoma è una prospettiva ancora lontana".

    Nella visione che ci avete dato sul futuro, avete pronosticato un incremento delle trasmissioni e dei cambi automatici in campo moto.

    "Si dovrà necessariamente migliorare l'efficienza dei motori per renderli meno inquinanti e tra i vari dispositivi che si useranno ci saranno proprio questi cambi. Vi posso dire che in meno di cinque anni vedrete una moto che userà un nostro cambio automatico, ma questo dispositivo utilizzerà una tecnologia che non ha niente a che fare con quella delle automobili o degli scooter. Avrà una serie di attuatori che inseriscono e tolgono le marce oltre che agire sulla frizione, in più funzionerà in accordo con i vari sistemi di gestione della moto. Un altro passo che si farà è l'aggiornamento in automatico delle varie centraline, e senza passare dall'officina della concessionaria. Funzionerà allo stesso modo delle App che avete sul telefono cellulare e l'aggiornamento richiederà il tempo di un normale download. Ovviamente, questo upgrade deve essere robusto, non essere soggetto ad hackeraggio oppure a interventi anomali e sbagliati da parte del proprietario o di meccanici improvvisati. È una richiesta che ci arriva dalle Case moto più che da quelle che costruiscono gli scooter".

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