Ducati Streetfighter V4, i segreti della ciclistica

In termini assoluti è riduttivo affermare che la Streetfighter sia “una Panigale V4 spogliata delle carene”. Approfondiamo la conoscenza della nuova nuda di Borgo Panigale e scopriamo insieme i segreti della ciclistica

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Ducati Streetfighter V4 e V4 S 2020

In termini assoluti è riduttivo affermare che la Streetfighter sia “una Panigale V4 spogliata delle carene”, mentre se ci riferiamo in modo specifico alla ciclistica il discorso è corretto. Come sulla sorella da pista, il motore ha funzione portante. È l’elemento che sostiene forcellone, avantreno e telaietto reggisella. Propulsore e avantreno sono collegati da una struttura in alluminio del peso di 4,2 kg che Ducati chiama FrontFrame (telaio frontale). È fissata alla parte superiore del basamento e ai cilindri posteriori. La Streetfighter ha la FrontFrame della prima Panigale V4 / V4 S, mentre da quest’anno l’intera famiglia Panigale V4 adotta la FrontFrame che ha debuttato nel 2019 sulla V4 R - che ha una rigidezza inferiore ottenuta tramite la realizzazione di due ampie finestrature laterali. Le misure di inclinazione del cannotto di sterzo (24,5°) e di avancorsa (100 mm) sono identiche a quelle della supersportiva, mentre l’interasse è più lungo: 1.488 mm contro 1.469. Questa differenza è dovuta al posizionamento più avanzato del perno di sterzo e all’adozione di un forcellone, sempre monobraccio in alluminio, più lungo (615 mm contro 600; pesa poco più di 5 kg). Il pivot si trova nella parte posteriore del basamento. Il telaietto reggisella è nuovo, si tratta di un traliccio di tubi in acciaio e prende il posto di una struttura pressofusa in alluminio. Risponde all’esigenza di avere una sella più spessa e comoda e alla necessità di alloggiare componenti che sulla supersportiva si trovano da altre parti, come per esempio la piattaforma inerziale. Il serbatoio in alluminio (spessore 1,5 mm) non cambia nella capienza (16 litri) ma è stato ridisegnato nella parte posteriore, quella al di sotto della seduta del pilota. Le sospensioni sono Öhlins a controllo elettronico: forcella NIX30 con steli di 43 mm di diametro e monoammortizzatore TTX36. Il disegno del leveraggio progressivo è derivato da quello della Desmosedici GP. La regolazione della frenatura idraulica in compressione ed estensione varia automaticamente in base alle diverse situazioni di guida. Si ha così il miglior assetto possibile in piega, accelerazione, frenata, eccetera. Il pilota deve solo scegliere tramite il cruscotto un assetto di partenza (stradale, sportivo o da pista), dopodiché le sospensioni si regolano mantenendo un carattere “soft”, medio o “racing”. Sempre attraverso il display, si può impostare la loro taratura nelle varie situazioni di guida. Si può per esempio chiedere più “morbidezza” in percorrenza e meno affondamento in accelerazione. I dischi anteriori misurano 330 mm di diametro e sono abbinati a pinze mopnoblocco Brembo Stylema, il disco posteriore misura 245 mm ed è abbinato a una pinza Brembo a due pistoncini. I cerchi sono Marchesini, forgiati, in alluminio. Le gomme hanno misura di 120/70 davanti e 200/60 dietro, come sulla Panigale V4.

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