di Marco Marini - 17 July 2018

Lo specialista dell’alimentazione

Siamo stati dal nutrizionista della moto, quello che da 85 anni insegna ai nostri motori come e quanto mangiare. Non parliamo di alimenti bio, ma di aria e benzina, al massimo condite con un po’ d’olio. Dal carburatore ai corpi farfallati fino alle centraline elettroniche
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  • 1/26 La nostra visita alla fabbrica e alle linee di produzione di Dell'Orto

    "Dell’Orto, quella dei carburatori”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Il fatto è che oggi, nel 2018, è come dire, “BMW, quella dell’elica”. Ma BMW è quella delle automobili e delle moto premium, così come Dell’Orto è quella dei corpi farfallati e delle centraline elettroniche di ultimissima generazione. Si parte da lì, dal carburatore, poi si cresce. Il bello è che Dell’Orto lo ha fatto senza rinnegare il suo passato. Siamo rimasti indietro con la nostra idea della vecchia azienda a gestione familiare che produce i carburatori, e per scoprire di quanto siamo rimasti al palo non restava che una cosa da fare: prendere e andare in fabbrica per vedere e toccare con mano cosa è oggi la Dell’Orto, perché se è vero che resterà sempre “quella dei carburatori” per i vecchi motociclisti, c’è tanto, tanto di nuovo da scoprire e i ragazzi potrebbero conoscerla come “quella dell’iniezione e delle centraline”. Dalle parole degli uomini della famiglia Dell’Orto che stanno portando l’azienda ad affrontare le sfide del futuro e i mercati emergenti scopriamo come si è evoluta.

    Oltre alla sede italiana a Cabiate (CO), la Dell’Orto ha aperto una succursale in India, dove produce corpi farfallati meccanici e motorizzati e dove la sfida è riuscire a produrre con la stessa qualità dell’Italia ma a costi inferiori. C’è poi una società in Cina che lavora grazie alla joint venture con un grosso produttore di pompe elettriche per produrre le pompe carburante. Questo perché se una volta era sufficiente essere fornitore con un singolo componente, oggi non basta più. Ma non è solo questo. Il carburatore racchiudeva in sé molte funzioni che oggi sono delegate a componenti specifiche, come quella della pompa benzina, che nel carburatore non esisteva perché funzionava per depressione. Ecco quindi che oggi non basta più produrre un corpo farfallato, ma è sempre più importante proporsi alle aziende come sistemisti che forniscono il complesso di alimentazione completo, a volte anche assemblando dei componenti che vengono direttamente dal cliente per uscire dalla linea con un preassemblato pronto per essere montato nel veicolo.

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    I SETTE PROCESSI

    Il nostro Cicerone nei vari reparti dell’azienda di Cabiate (CO) è l’ing. Paolo Colombo, che riveste diversi ruoli strategici all’interno della Dell’Orto Spa. É infatti Innovation Manager, R&D Labs Manager e Moto3 Technical Leader. I processi di produzione di un corpo farfallato sono essenzialmente sette: pressofusione, tranciatura e pallinatura, lavorazione meccanica del corpo, lavaggio, assemblaggio e verifiche funzionali a fine linea (taratura portata aria, calibrazione sensori, ecc). Parallelamente vengono prodotti i componenti ausiliari che servono per l’assemblaggio, come le farfalle e gli alberini sui quali si fa ruotare la farfalla. La pressofusione è quindi l’inizio di tutto, ma già al termine di questa prima fase viene eseguita una verifica della qualità della fusione per mezzo di una macchina ai raggi X che permette di scoprire eventuali inclusioni. La lavorazione meccanica del corpo per mezzo di centri CNC è uno dei grandi upgrade degli ultimi anni, ed è in continuo sviluppo.

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    Esistono 4 isole dove un robot compie diverse operazioni, dalla lavorazione meccanica al lavaggio. Queste macchine garantiscono maggior precisione e qualità rispetto al lavoro manuale degli operai specializzati, che vengono invece utilizzati al meglio nei processi di assemblaggio e controllo qualità. Se da un lato abbiamo queste isole ultra tecnologiche fa piacere scoprire che ha resistito anche un reparto con i vecchi macchinari, verniciati nel loro bel verde, per la produzione di carburatori. C’è una richiesta in costante aumento anche dei vecchi carburatori, perché il mondo degli appassionati di moto d’epoca non si è mai fermato, anzi continua a crescere e Dell’Orto non può non pensare a loro e alla sua storia. E così, ecco che bastano pochi passi per passare dal corpo farfallato elettronico di un bicilindrico KTM 790 o del quattro cilindri BMW S 1000 RR a un PHBG... I ragazzi che stanno leggendo non capiranno cosa significhi quella sigla, ma chi ha respirato 2 tempi di piccola cilindrata, chi non vede nel numero 14/12 il fatto che mancano due settimane a Natale ma un carburatore che presto sarà sostituito da un 19 pari… Qui c’è il passato, il presente e il futuro dell’alimentazione dei motori, ed è bello vedere come un’azienda abbia saputo trasformarsi senza rinnegare il proprio passato, ma anzi valorizzandolo. Non mancano le aree di test per le vibrazioni, quelle per gli shock termici caldo/freddo, le verifiche della funzionalità elettrica dei corpi farfallati motorizzati e la sala prove con il banco a rulli, che viene sfruttato per la messa a punto dei sistemi di alimentazione e per verificare a priori i cicli di inquinamento in fase di omologazione.

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    Ma se i carburatori sono la storia e i corpi farfallati il presente, qual è il futuro? La Dell’Orto è forte anche nel mondo delle auto, per il quale produce diversi componenti e che ad oggi, in Italia, rappresenta il core business dell’azienda con il 60% di fatturato contro il 40% dei prodotti per il mondo moto. L’elenco dei prodotti che la Dell’Orto oggi commercializza passa dai corpi farfallati meccanici a quelli elettronici, i carburatori (ne producono ancora una ventina di modelli), sensori/attuatori, valvole EGR per il mondo auto, valvole by-pass e centraline elettroniche. Queste ultime meritano un approfondimento perché (come potete leggere nelle interviste) non è banale per un'azienda che è sempre stata meccanica passare all’elettronica più evoluta. La vetrina che può vantare è quella della Moto3, per la quale produce da diversi anni la centralina elettronica DoPe e che oggi è arrivata alla sua terza generazione (DoPe 3.0). Abbinata alla centralina viene anche offerta una strumentazione digitale, divenuta negli anni via via più leggera ed evoluta.

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