Claudio Domenicali: “La produzione Ducati resta a Borgo Panigale”

Prima intervista one to one con Domenicali nel ruolo di AD: “Se le corse non ci premiano è anche colpa dei regolamenti” - “La sportività rimane il core business, ma valutiamo anche i veicoli da città” – “Spirito Ducati e tecnologia Audi: le Rosse elettriche sono possibili” – “La Porsche 918 spider è la sintesi perfetta di ciò che vuole essere Ducati”

Claudio domenicali: “la produzione ducati resta a borgo panigale”

Oggi è il grande giorno della presentazione ufficiale della nuova Ducati 899 Panigale, che avviene proprio nella storica sede della casa bolognese, a Borgo Panigale. Oltre a vedere da vicino la moto (di cui a dire la verità sappiamo già tutto: cliccate qui per foto, tecnica, prezzi e video), abbiamo avuto l'opportunità di intervistare il nuovo AD Ducati, Claudio Domenicali, che da quando ha acquisito la carica, per la prima volta rilascia dichiarazioni in esclusiva ad una testata. A Domenicali abbiamo chiesto di parlarci del presente, ma soprattutto del futuro di Ducati. Qualche succosa anticipazione c'è, nelle sue risposte...

 

Monoscocca, traliccio, bicilindrico a L, distribuzione desmodromica: nel futuro di Ducati c’è tutto questo o almeno uno dei quattro “elementi” è sacrificabile?

Nel futuro di Ducati questi quattro elementi sono imprescindibili perché hanno dei valori tecnici molto solidi. Certo, verranno impiegati ciascuno in un’area diversa, ma non abbiamo alcun motivo di cambiare strada. Per esempio la Panigale ha appena vinto due manche al Sachsenring nella SBK tedesca e spagnola, e siamo in testa anche nel CIV. Questo significa che ovunque c’è un regolamento dove le moto rimangono tutto sommato simili a quelle di serie noi siamo ultracompetitivi. Nel Mondiale, invece, le 4 cilindri possono subire interventi radicali e scendere molto col peso, cosa che vanifica tutti i nostri sforzi sulla moto di serie.

 

Diavel, Multistrada, Monster: un modo di diversificare la produzione in un periodo difficile per le supersportive. Non avrebbe senso osare anche di più e puntare su veicoli elettrici e mobilità urbana?

Declinare la sportività in segmenti diversi da quelli che ci hanno visto protagonisti finora è il nostro obiettivo, ma la moto supersportiva è e rimarrà il core business dell’azienda. Certo, la mobilità urbana e i veicoli elettrici sono un tema davvero molto importante, e su questo fronte stiamo facendo attente valutazioni. Se nascerà qualcosa avrà lo spirito Ducati e la tecnologia Audi. I veicoli elettrici sono possibili, ma non nel futuro prossimo.

 

Non si vive più di rendita, a quanto pare: i risultati deludenti ottenuti in MotoGP e SBK iniziano a pesare per il 20% in negativo sulle vendite di quest’anno in Italia.

Il risultato 2013 in Italia non è soddisfacente perché è influenzato da due fattori. Il primo è che ci sono nuovi modelli dual big che beneficiano del loro primo anno di vita. Mi fa piacere notare come la strada della Multistrada sia stata seguita un po’ da tutti, anche se qualcuno sosteneva che 150 CV su quel genere di moto erano un po’ troppi…

Il secondo fattore è l’immissione sul mercato di concorrenti a prezzi particolarmente bassi come per esempio la Honda CB500. Non è il nostro mercato, quello: noi dobbiamo mantenere il prestigio del Marchio e non siamo a caccia dei volumi, tuttavia espanderemo la nostra gamma verso il basso con prodotti ancora più semplici e verso l’alto con moto sempre più tecnologiche. Ma non faremo la competizione sul prezzo.

 

Come si vive da amministratore delegato il rapporto con Audi?

È una rapporto molto positivo perché è agile e diretto, cosa difficilissima per un’azienda di queste dimensioni. Ai vari livelli sia il marketing sia la comunicazione sia le vendite dialogano velocemente e senza intoppi. Difficilmente potevamo sperare di finire in un’azienda così efficiente e appassionata: i nostri interlocutori conoscono i temi di cui parlano perché oltre alla passione per le automobili molti di loro amano anche le due ruote. E poi sono interessati alla crescita, ai progetti nel lungo periodo.

 

L’importante è che siano interessati anche a non delocalizzare la produzione…

I posti di lavoro sul territorio saranno garantiti, non c’è mai stata la benché minima intenzione di spostarsi da Borgo Panigale.

 

Lo sanno, in Audi, cosa significano le corse lì in Emilia?

Lo sanno bene e stiamo lavorando per tornare presto al vertice. Le competizioni resteranno al centro dei nostri piani futuri e gli investimenti di Audi anche in questo settore saranno importantissimi.

 

Ha sempre dichiarato che il suo modello è la Porsche: oggi è ancora così?

Sì, è la Casa automobilistica più profittevole al mondo. Ed è vicina a quel che vorremmo introdurre in casa nostra, vale a dire l’evoluzione della sportività. Il futuro sono mezzi di carattere ma comunque utilizzabili. Direi che il concetto è esemplificato in modo perfetto dalla Porsche 918 Spider, una vettura straordinaria capace di farsi guidare da tutti e di stabilire al vecchio Nürburgring il record di sempre per una vettura di serie. Ma anche la Cayenne turbodiesel va in questa direzione: non sarà mai apprezzata dal “porschista” integralista, ma garantisce quei profitti che consentono di investire nel Marchio.

 

Quale sarà la vostra 918 Spider al Salone?

Lo vedrete al Salone…

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