Alette a 130 km/h... che ce ne facciamo?

Spesso pubblichiamo le lettere che inviate alla nostra redazione e alcune di queste suscitano il dibattito più di altre. In particolare, la più letta dell'anno è quella che vede un lettore manifestare il proprio disappunto in merito alle ali aerodinamiche sulle moto stradali di serie. Ecco il nostro commento

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Ducati Streetfighter V4 S 2020

Ciao Direttore, dopo aver letto il suo editoriale “Il futuro mette le ali” mi è venuta voglia di scrivere. Sicuramente il passaggio di tecnologia dalle gare alla produzione di serie è utilissimo, quindi antiimpennata, controllo di trazione, efficienza aerodinamica per il problema calore e stabilità, CX per borse, bauletti e cupolini/parabrezza, cruscotti TFT.

Ma in Italia e quasi ovunque ci sono limiti di velocità di 130 km/h e in città al massimo 50. Quindi, ok ABS, controllo di trazione, dissipazione calore, ma per il resto? Le ali lasciamole alle moto da corsa!

Massimo Nocciolini - Sesto Fiorentino (FI)

Il commento di Motociclismo

Caro Massimo, il limite a 130 km/h non è una valida giustificazione alla eventuale inefficienza di una moto a velocità elevate. Se per esempio a 160 km/h una moto da turismo diventa instabile dopo aver montato le valigie laterali, oppure un plexiglass risulta inadeguato a proteggere bene il pilota, quella moto non è una touring di livello. Se per ottenere una perfetta efficienza aerodinamica occorrono o meno le alette, poco importa: la speranza è che le Case motociclistiche si allineino a quelle automobilistiche nello studio della fluidodinamica rispetto ai prodotti che commercializzano.
1/22 Ducati Panigale V4 R
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